martedì 3 giugno 2014

Che le tue paure siano cure

Ho un lato positivo. O meglio, non credo lo sia, ma io mi amo.

Avete presente quando si riceve una notizia non piacevole?Quelle precedute da 'non ti spaventare ma..', 'sei seduta?'. Ecco, io un paio di volte le ho sentite, e constatando che il mio cuore non impazziva, che non avevo bisogno di spaventarmi o di sedermi, mi sono chiesta ripetutamente se fossi insensibile.
Come se avessi bisogno di qualcosa di più forte a risvegliarmi.

Così, ieri sera alle 21.30, mentre due delle mie sorelle avevano già gli occhi arrossati e mamma non era troppo reattiva, per me andava tutto bene.
Inizialmente decidiamo di non andare all'ospedale, ma nell'arco di 10 minuti la situazione si fa leggermente più instabile e velocizzo la partenza preparando la macchina fuori dal garage.

Mi accorgo solo chiuso lo sportello che le chiavi sono in casa, quindi rientro ma a metà corridoio sento le mie sorelle urlare e piangere e mamma chiamare il nome di mio padre.
In un attimo penso al peggio e sento il cuore esplodere. Ho un minimo di lucidità, esco di casa intimando a mia sorella minore di smetterla di urlare e di chiamare uno dei miei cognati mentre io sento già l'operatore del 118 all'altro capo del mio cellulare.

Non so neanche io cosa gli riesco a farfugliare, senza fiato, ma lui capisce ed io mentalmente lo ringrazio. Mi da del lei, poi capisce e passa al tu; mi chiede i dati di mio padre, se e di quali patologie soffre. Mi chiede l'indirizzo di casa, io sto per rispondere stupidamente 'in provincia di', mi schiaffeggio mentalmente e gli dico precisamente dove sto.
Lui mi tranquillizza con il tipico accento dalla 'r' marcata, mi da delle direttive ed infine, chiedendomi il numero di telefono, mi dice di aspettare in strada l'ambulanza.

Rientro in casa, non so se papà ha ripreso conoscenza, sento solo che mia sorella piangendo mi dice che lo portiamo all'ospedale ed io le dico che arrivano loro. Afferro le chiavi della macchina: casa mia è un pochino fuori mano, seppur non lontana dall'ospedale, e non da neanche direttamente in strada.
Successivamente mi compiacerò di aver completato le manovre per uscire dal garage senza andarmene sui muretti o sulle altre macchine li di fianco.

Mi fermo in strada, arriva prima mio cognato che il 118, non so che succede a casa ma mi richiama l'operatore. Mi dice di controllare la glicemia se possibile e di stare tranquilla, che sarà solo un malore.
Arriva anche l'altro mio cognato con mio cugino, quest'ultimo si ferma con me e si fa quasi mettere sotto dall'ambulanza che gira sbandando leggermente.

La seguiamo, stavolta il volante non è in mano mia. Ne approfitto per chiamare Lui. Ecco, solo li scoppio a piangere per la prima volta. E' dolcissimo, mi dice anche che partirebbe pur arrivando il giorno dopo, così, solo per starmi vicino.
Ne sorrido e mi rincuora.

Entro in casa e la situazione è sotto controllo.
Respiro profondo, rimango da sola con mia sorella minore, il fidanzato e mio cugino. Tutti gli altri raggiungono l'ospedale con papà.
Chiamo le altre mie due sorelle e spiego loro tutto quanto.

Lo spavento è passato, e noi siamo una famiglia allegra: non potete immaginare quanto successo dietro le quinte, in tutto questo trambusto. Se ve lo raccontassi morireste dal ridere.

Ancora meglio, poco dopo sentiamo direttamente papà. Lo dimettono da li a poche ore.

Va tutto bene, mangia qualcosa, non ricorda nulla, glielo raccontiamo ridendo. Gli dico anche che mi deve la vita, prendendo in giro le altre due mie sorelle e mamma che son state tutto il tempo comprensibilmente immobilizzate del panico.

Si fa tardi, andiamo a dormire.
Qui mi frego.

Arriva la paura del 'e se..', ma è una cosa talmente insensata che la ricaccio via immediatamente. Poi mi si gela il sangue, perché arriva quella del 'e quando...'

Mi manca di nuovo il respiro, mi sento stupida e quasi di cristallo.
Mi da fastidio anche l'idea di vedere nero su bianco i pensieri che mi sono passati in mente veloci, perché non sopporterei una cosa del genere.

Posso essere pronta a chiamare l'ambulanza immediatamente; posso essere in grado di guidare lucidamente nonostante tutto.
Posso imparare qualcosa dalla sensazione che quella paura mi ha lasciato, qualcosa di costruttivo come sempre, che stavolta fa a pugni con la sensazione opposta: quella che mi dice che al 'e quando...' non sarò davvero mai pronta.

E mi sento di nuovo stupida. Ed ho di nuovo paura. Solo per un po'.

Una buona notte, a chi non è come neve...


Di notte, quando il cielo brilla
ma non c'è luce, né una stella
ricorderò la paura che..
 che bagnava i miei occhi..
Tiziano Ferro.

38 commenti:

  1. Complimenti, hai avuto un sangue freddo che io, ex volontaria di Croce Rossa, non avrei mai avuto.

    Felicissima che tuo papà stia meglio. Certe cose ci sembrano scontate, ma poi basta un nulla per farci sentire, come hai efficacemente detto tu, di cristallo.

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    1. Un sangue freddo che non credevo assolutamente di possedere e che soprattutto fa a botte con la mia natura poco razionale xD

      Esatto, è proprio vero che a volte serve una bella doccia fredda

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  2. Il "se.." e il "..quando.." sono i cardini, la base delle paure di un individuo.
    Quando va tutto bene ( mi sa accennammo il discorso, non ricordo )
    non si pensa proprio a queste paroline. Quando accade un evento preoccupante, o anche non preoccupante, ecco che escon fuori
    d' improvviso.

    E' un discorso all' apparenza semplice, ma non lo è. C'è n'è tanto da dire o scriverci sopra. Posso solo dire che quando avviene un evento che ti fa vivere da vicino un qualcosa di forte, prendi contatto con la realtà e il valore di ogni cosa. Dopo, niente sarà come prima: o vivrai avendo paura di ogni attimo, oppure vivrai non pensando all' attimo successivo a quello che stai vivendo. Dipende solo da te.
    Se riesci a vivere l' attimo senza pensare ai successivi e a quelli che ancora non si stagliano all' orizzonte beh.... sei davvero a cavallo, e potrai galoppare lontano, senza che il puledro ti possa disarcionare.

    Un abbraccio come la neve
    ( me sto a gelà co tutto sto freddo! Accenni a luce gni tanto in sto blog eh! O_o )

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    1. Si, penso ne abbiamo parlato in altri ambiti.

      Hai scritto delle belle parole ed il concetto è perfetto, c'è solo un problema: io ho paura dei cavalli. Sono rovinata xD

      Ps. Ma quale freddo, non lo vedi?Qui NON siamo come neve xD

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  3. Rimango freddo anch'io quando gli eventi tracimano, poi magari sconto più in là, ma fa parte del dna di ognuno. Non si è mai pronti, perché le risorse nascoste spuntano al bisogno e sfuggono ad ogni catalogazione preventiva. E possono non spuntare affatto, poi. Ma questo è un altro discorso... ;) Auguri al papà intanto..e butta un occhio alla finestra.. non mi stupirei se trovassi Lui fuori... ;)

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    1. Esatto, è proprio la stessa cosa: crollare dopo.
      Grazie mille per gli auguri e si, guardo dal balcone, ma mi sa che Lui si ferma all'alta Calabria e lo raggiungo io :-P

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  4. Grazie per averci condiviso. Adoro il tuo post, quanto sono belle le foto! <3 <3 <3

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    1. Grazie a te per il commento e di essere passata :)

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  5. Finchè le paure arrivano dopo, va bene.
    Sei stata davvero grande!
    Un abbracio.

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    1. Insomma, io preferirei non venissero mai, ma si meglio sicuramente dopo :)
      Grazie, troppo buono.
      Un abbraccio a te :)

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  6. Santo dio, sarei impallidito... bruttissima scena mi sono immerso talmente che ho immaginato mio padre in quella situazione... oddio.

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    1. Infatti un po' di colore mi sa lo abbiamo perso tutte xD
      Poi sai, essendo praticamente sei donne e papà unico uomo, potrai ben immaginare che sia assolutamente lui il punto di riferimento della famiglia e come ci si senta a vederlo (seppur fortunatamente per poco) crollare.
      Però non ci pensare sennò mando in paranoia anche te xD

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  7. Io probabilmente, mi sarei comportata come le tue sorelle, quindi sei stata in gamba a mantenere il controllo della situazione nonostante tutto!
    I "se" e i "quando" spaventano tutti credo, perchè sono situazioni che sfuggono al nostro controllo.
    Ma non ci pensare, ciò che conta è che tuo padre stia bene.

    Ti abbraccio e passa a trovarmi quando vuoi nel nuovo spazietto :)

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    1. Grazie mille di essere passata e si, è comprensibile e lecito lasciarsi prendere dal panico, infatti la vedevo una cosa molto da me :)
      Passo assolutamente subito dal nuovo blog :)

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  8. Mia cara , per la serie io non ho paura ma me la faccio sotto ( scusa l'eufemismo) , ma quando capita la fibrillazione, son l'unica della casa con presenti due badanti eredità del mio compagno, che sia capace di misurarmi la pressione, contare i battiti, e chiamare l'autoambulanza spiegando che cosa ho alla perfezione..
    Sono sadica?Sono positiva, sono indifferente? No, mia cara..sono solo sola con la mia vita ed è tanto il terrore di lasciare quei pochissimi affetti che ho, che divento calma e fredda come neve!
    Ti stringo forte!

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    1. Immagino quanto sia terrificante una situazione come la tua, ed infatti non nego che quando ho scritto il post ho pensato subito a chi ha problemi di salute costanti e gravi e mi sei venuta in mente tu.
      Capisco bene quello che dici; a volte la paura ti immobilizza, a volte è talmente grande che paradossalmente è l'unica cosa che ti spinge ad agire. Quasi fosse istinto di sopravvivenza..
      Un abbraccio forte anche a te :)

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  9. Che brutti momenti :-(
    Fortuna che l'avete risolta con una risata...

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    1. Si, e per fortuna alla fine non è stato nulla di gravissimo.
      Un abbraccio :)

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  10. il coraggio non è mai assenza di paura, ricordi? e qui sei stata proprio coraggiosa .
    Il coraggio ci rende persone più forti, forse migliori, perchè il coraggio mette in moto il cuore, i nostri sentimenti, le nostre emozioni. tira fuori il meglio di noi da mostrare alla vita, perchè , secondo me, è incredibile come, quando abbiamo paura, diventiamo umani e il coraggio è la nostra parte più bella di luce in quel momento.

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    1. Sonia, che bello leggerti qui e soprattutto molto bello il commento.
      Si, ricordo quella frase molto bella :) e la condivido ancora. Dalla paura vien fuori il coraggio, e come hai detto bene tu, in quei momenti ti scopri forte. Forte davvero, non solo a parole.
      Grazie tante del commento e benvenuta :)

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  11. Sei coraggiosa...
    Non ho molte parole, se non questo : sei davvero coraggiosa.

    Un abbraccio stretto a te e alla tua famiglia.

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    1. Insomma, coraggiosa. Direi solo che tra avere cinque moribondi (mamma, le mie due sorelle, io e papà) ho preferito rimanere almeno io viva :-p
      Prendiamola sul ridere ;-)
      Un abbraccio anche a te :)

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  12. Che storia gnappettina mia... sono riuscito anche a viverla quasi "da dentro", perchè appunto ricevere quella tua telefonata improvvisa sai bene quanto mi abbia colpito, e mi sarei sorpreso del contrario visto quanto tu sei importante per me, quanto le tue emozioni riescono, meravigliosamente e come mai prima con nessuno, a mischiarsi con le mie :) Ne abbiamo parlato un (bel) pochino di questo post e di queste emozioni, alcune cose come sai preferiscono restino lì, in quelle parole accorate che ci siamo scambiati, perchè rimangano solo nostre... quello che però qui posso e voglio ribadirti è che anche questa esperienza mi è servita, intanto, a conoscere un lato di te che mi mancava, o meglio, a vederti in un contesto che ovviamente non essendo "usuale" (per fortuna!) poteva portarti ad avere qualsiasi tipo di reazione. E invece tu sei riuscita a mantenere un invidiabile sangue freddo e a gestire, è proprio il caso di dirlo, le operazioni in casa per sistemare al meglio la situazione. E poi, anche, è stato "intensissimo" ricevere appunto quella telefonata in cui ti ho sentita piangere per la prima volta da quando ti conosco (al telefono, di persona... te lo ricorderai :-*), e la sensazione di non poterti, nell'immediato, aiutare... mi ha davvero fatto sentire come vuoto, perchè non c'è nulla che desideri di più che starti accanto. Però poi mi sono tranquillizzato anche perchè, mentre la situazione del tuo papà si sistemava, ho realizzato che tu mi hai fatto quella chiamata, in quel modo aprendomi completamente le tue emozioni, perchè evidentemente io conto tanto per te... e questa è una sensazione bellissima :) E sullo starti vicino, beh... si può rimediare, accadrà molto presto ma l'eccezione può diventare anche meravigliosa abitudine... ed io questo desidero ;)
    Perciò, amore mio, sei stata davvero coraggiosa e, al contempo, estremamente umana nella tua reazione emotiva più immediata. Il tuo papà per fortuna sta bene e si è ripreso subito, questo poi ha portato ovviamente tutte voi a unirvi ancor più forte di quanto già non siate e, pure, a fare quei pensieri lì, chiaro. Ma, come ti ho già detto, è inutile star lì a preoccuparsi di quando accadranno queste cose, ci farebbe vivere male il presente e... direi che non è il caso ;) Assolutamente :)

    Perciò beh, un bacio dolcissimo a te, mia guerriera dal cuore d'oro... per ora te lo mando ma fra poco poco poco... te lo porto in dono... non vedo l'ora :) Ti amo amore mio :-*

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    1. Non sapevo come controbattere meritatamente al tuo commento. Poi ci ho pensato bene ed ho trovato il modo, penso.

      https://www.youtube.com/watch?v=tbDDFXH7dVg

      Indovina chi è il mio?E proprio come fa la 'lei' della canzone, TU ''mi offri tanto amore ed affetto se io sto bene o male'' e...e tutto il resto.
      Ti amo. Ecco, questo è il mio non-grazie, piccolo ma rende bene.

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  13. mi è preso un coccolone mentre leggevo...
    Che dire, sei stata grande. forte, lucida. Brava!
    Sono felice che il tuo papà si sia ripreso.
    un bacio grande

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    1. Grazie mille Streghetta :)
      Ti abbraccio :))

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  14. Ti capisco eccome se ti capisco... le mie notti si popolano di paure tenute a bada durante il giorno... Sono felice nel sapere che tuo papà si è ripreso.
    Un abbraccio
    Xavier

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    1. La notte è la migliore amica delle paure. E dei segreti.
      Chissà come fa :)
      Ne sono felice anche io :)
      Ti abbraccio :)

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  15. menomale che in ogni famiglia c'è "la lucida" della situazione, nel mio caso la terza sorella. Io alla paura reagisco con la "paralisi", non riesco ad agire/urlare/piangere, a far niente.
    Mi fa piacere che non sia stato niente di grave, purtroppo certe domande è meglio non farsele, tanto credo sia impossibile farci trovare pronte.

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    1. Terribile la paralisi: io soffro terribilmente di vertigini, un giorno mi ritrovai in un castello, con una scalinata aperta e ripida. Non riuscivo a muovermi, non credevo fosse possibile provare una immobilità del genere.

      Comunque ti ringrazio del commento, ti abbraccio ed ai 'se' non ci penso per un po', è autodistruttivo :)

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  16. A momenti impallidivo: emozioni a fiotti e paura, come fai a trasmetterci anche quella con un semplice post? *-* Incredibile. Mi sono preoccupata per tuo padre per poi trovarmi a fare un sospiro di sollievo sapendo che stava bene. Meno male. Quel ''e se'' è qualcosa di davvero terribile, ci vengono tante idee che possono sembrare razionali ma non lo sono. Diventano assurde con il senno di poi.
    La canzone di Tiziano!! *--* Uhh... ci voleva ^^ Grazie per essere passata da me, davvero :D So che per te questo è periodo pieno quindi ti ringrazio cento volte di più per avermi dedicato un po' del tuo tempo prezioso ^^
    Un bacione
    Francy

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    1. Trovo carinissimo il tuo commento e mi ha fatto molto piacere passare da te, seppur ho accumulato moltissimo ritardo :-)
      Comunque hai proprio ragione, se ci ripensi a mente fredda ti rendi conto di essere quasi una sciocchina a fare certi 'e se', soprattutto perché pensi 'ma sarò l'unica?'.

      Tiziano Ferro ha una frase perfetta per tutto, lo adoro per questo :-P

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  17. Ciao Stella leggo il tuo post con un sorriso...conosco quel panico e quella misteriosa forza che ti fa muovere con lucidità,... e il dopo quando ti stupisci delle cose che hai fatto,che nemmeno pensavi di poter fare quando casi del genere erano solo ipotesi nella tua testa ad ascoltare a chi queste cose accadono...e se succedesse che...ed è successo.È accaduto che il giorno che tu hai scritto questo post l'ho passato nella sala d'attesa di una sala operatoria ad aspettare cosa il destino aveva in mente di fare.Un operazione inaspettata, la gravità di tutta la situazione,e pensare che essere lì era già un miracolo e che le cose potevano solo andare bene a questo punto.Un aorta dessicata e lacerata, una cosa che non lascia vie d'uscita.I pensieri,quei pensieri che non vorresti fare,non potevano essere accettati come reali,nè prima dell'operazione nè durante e nemmeno dopo, per grazia del cielo tutto è andato bene.Sta andando più che bene.E ci resta una grande nuova lezione della vita.Grazie di essere passata da me.

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    1. Si, avevo letto da te che avevi vissuto una forte emozione a riguardo, e mi rasserena sapere che sia andato tutto bene.
      Il tuo panico, in confronto al mio, è stato sicuramente mille volte più intenso ma comunque riesco a percepire bene quanto può essere disarmante ed immobilizzante.
      Grazie a te per avermi ricambiato, ti abbraccio :)

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  18. Passo per un saluto ed un abbraccio amica mia <3

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    1. E io sicuramente lo ricambio ed entro oggi passo da te :-*

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  19. Wow, non ho parole per descrivere ciò che ho letto.
    Lilly

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.