martedì 13 dicembre 2016

...Contenuto, ritmo, impeto e battito...

Non ricordavo quanto fosse bella la vista sul mar Ionio, lontano dall'autostrada. Il bianco ed il blu del mare, il cielo azzurrissimo accarezzato all'orizzonte dal rosa e dal viola del tramonto, mi hanno fatto scordare di essere in pieno inverno.

Le vacanze pre-natalizie non sono andate come ci aspettavamo.
Perché la vita non va mai come ti aspetti.
È che io, a parte le volte in cui ho paura di avere paura, non ho mai paura. Perché sento l'assurda convinzione che le cose non possano accadere senza il mio controllo.

Invece ogni tanto la vita mi smentisce e mi fa tornare a sentirla, la paura.
Non scriverò, stavolta, che cosa mi ha fatto sussultare e pure un po' di più, perché è una cosa che non riguarda me personalmente e che non spetta semmai a me raccontare.
Scriverò, però, per ricordare una volta in più che io ci sono e ci vorrò essere sempre.

Che, ormai più di tre anni fa, io di paura, invece, ne avevo tanta: della vita, della forza, di me.
Finché nel momento giusto Lui mi ha guardato e mi ha detto "tu ce la fai anche da sola ma se vuoi ti prendo per mano e te lo dimostro io". Ed io oggi, ma in realtà spero ormai da un bel po', ti prendo la mano e ti dimostro che se vuoi puoi farcela anche da solo, però è più bello se ce la facciamo in due.

E scriverò anche perché volevo tornare a ricordare una volta in più che il regalo più bello che Lui possa farmi è, nonostante tutto, voler passare del tempo con me. Soprattutto quando questo tempo coincide con quello in cui la tavola è imbandita di cibo a volontà, gli alberi sono stracolmi di lucine e palline colorate ed allo scoccare della mezzanotte ci si scambiano gli auguri e, con un po' di fortuna, anche i regali.

Soprattutto quando questo preciso tempo è il primo in assoluto che passiamo insieme, nonostante vicino lo abbia sentito sempre e nonostante gli anni passati siano stati lo stesso i più belli, tra quelli impressi nella mia memoria.

Però poterlo vedere mentre scarta i miei pacchetti, che in realtà soprattutto contengono il mio pensiero di farlo sentire coccolato ed amato, non ha eguali. Come non ne ha la gioia di sentirlo ridere coi miei nipotini o di abbracciarlo sotto le coperte la notte tardi, quando ormai tutti dormono e fuori i cani abbaiano contro il gelo ed il vento.

E se queste cose sono bellissime sempre, sento che questa volta lo saranno ancora un po' di più.
Perché credo che quando qualcosa è anche forse meno semplice e si vuole restare lo stesso, allora l'amore che c'è dietro è abbastanza forte da non fermarsi di fronte a nulla. E, soprattutto, dopo si sente ancora più forte il senso di vittoria.
Perché vincere è ritrovarsi ancora insieme, proprio là dove ci si aspettava di essere ed anche un po' più avanti.
Quindi non importa se queste pre-feste non sono andate come ci aspettavamo e non importa se la vita non va come mi aspetto; quello che importa sicuramente è quello che sappiamo cogliere dall'inaspettato.
Ed io, volta dopo volta, mi ritrovo tra le mani, sempre e nonostante tutto, lo stesso, bellissimo dono: amore, da dare e da ricevere.

...E stringimi, adesso
Il peggio poi passerà.
Ciò che ci lega è l'amore
e nego la tregua.
Ora pretendo la guerra.
La tua vita intera, voglio la tua vita intera.
Dopo la tempesta l'amore è tutto quello che resta.
Non importa, tutto puoi, tutto posso...
(...) E non preoccuparti, sarò io a salvarti (...)

T. Ferro

Una buona notte, a chi non è come neve...

domenica 27 novembre 2016

...Come un terremoto in un deserto che...

Una goccia.
Per chi pensa di poterti dire quello che devi provare.
Quando sei arrabbiata e ti dicono che sei folle.
Quando sei triste e ti dicono che è colpa tua.
Quando ti senti incompresa e ti dicono che menti.

Una goccia.
Per il tempo che non ti lascia il tempo.
Quando devi farcela e non hai il tempo di farlo.
Quando devi correre e non hai il tempo di arrivare.
Quando devi stare qui e non hai il tempo di aspettare.

Una goccia.
Per la paura di avere paura.
Quando non conosci quello che hai di fronte ma devi conviverci.
Quando non sai quello che avrai poi ma devi cominciare a progettarlo.
Quando non sai in che stazione ti trovi ma devi prendere un treno.

Una goccia.
Per le cose che hai da dire ma non dici.
Quando conosci le parole giuste ma non chi le ascolti.
Quando i pensieri sono al proprio posto ma i posti sono tutti vuoti.
Quando hai il sorriso adatto ma il momento non arriva mai.

Una goccia.
Per ogni cosa che fai.
Una goccia.
Per ogni cosa che dovresti fare.
Una goccia.
Per ogni cosa che vorresti fare.

Una goccia.
Una goccia dietro l'altra.
Poi il diluvio. Ed è già arrivata.

Buona fine, a chi non è come neve...

venerdì 18 novembre 2016

Welcome to level 3 2.0!!!

Ebbene si, le candeline numero 23 sono state spente otto giorni fa.
Non è vero, sono state spente due volte otto giorni fa e di nuovo Domenica sera.

Alle 00.00 del 10 (ce l'ho la faccia di una che è nata il 10, vero?) dalla porta della mia cucina spuntano due delle mie coinquiline, cui per comodità darò i nomi in codice di N-Di-Quattromiglia e Pandora, con un cornetto ripieno di Nutella ed una candelina magica, di quelle che si riaccendono a tradimento e ti fanno svenire a forza di soffiare. Ovviamente per l'occasione eravamo tutte elegantissime: pigiami, plaid e pantofole improbabili ai piedi, perché ci tenevamo che le foto rendessero giustizia alla nostra bellezza.

La sera stessa, poi, mi è  toccato spegnere un'altra bella coppia di numerini perché il mio bel Romano nel suo lungo viaggio ha portato con sé una sorpresina al cioccolato tutta per me.
Insieme alla torta anche i regali da parte di sua mamma, che posso anche chiamare ormai mia suocera, perché io sono del Sud ed al Sud si può eccome, e soprattutto un altro pensiero suo per me bellissimo che mi ha resa stra-felice.
Si tratta di una copia del libro di Tiziano, "Trent'anni ed una chiacchierata con papà", che posseggo già ma che mi ha fatto lo stesso piacere ricevere per tre motivi. Il primo è che Tiziano è sempre ben gradito, ovviamente 😃 ; il secondo è che sul primo foglio c'è una firma che è in tutto e per tutto identica a quella vera del mio amato cantautore e per questo, nel dubbio, il mio Romano non se lo è lasciato sfuggire. In terzo luogo, e soprattutto, mi ha toccato il cuore ricevere da Lui qualcosa che per me è molto importante perché mi ha dato davvero la sensazione splendida che ormai sia nel mio mondo ed io sia completamente nel suo. Non so se ben mi spiego, ma ho subito pensato che ha preso per me qualcosa che è davvero mio.

Ma soprattutto, le ultime candeline di questo compleanno le ho spente ancora grazie a N-Di-Quattromiglia, Pandora e finalmente in aggiunta Lorenza, l'altra coinquilina ancora.
Mi hanno sorpresa con le solite candeline traditrici sopra una buonissima torta al cioccolato. Abbiamo riso tantissimo mentre mi truccavano eccezionalmente per l'occasione, scattavano foto a tradimento ed il romano assisteva divertito alla trasformazione in donna in carriera dell'Est con tanto di pelliccia.

Abbiamo riso tantissimo durante la cena, quando ci siamo sorprendentemente riempite di pizza, nonostante pensavamo che ne avessimo presa un po' troppa.
Ho sorriso tanto quando ho scartato il bellissimo regalo che hanno scelto per me, soprattutto perché il regalo che mi hanno fatto è stato ben più di un bracciale luminosissimo con un delicatissimo fiocco di neve. Perché oltre quei ciondoli, seppur bellissimi, ho trovato dentro tutto il tempo che hanno speso per decidere cosa prendermi. Tutti i libri che hanno letto quando pensavano di regalarmene uno con la giusta trama; tutti i giri fatti per cercare qualcosa che fosse giusto per me. Ed a me ha fatto tanta tenerezza, perché avrebbero potuto accontentarsi di scegliere la prima cosa capitata a tiro ed invece no.

Ho sorriso tanto quando ho capito, in mezzo a tutti i pomeriggi passati in cucina a parlare, sparlare, mangiare schifezze, tra le notti insonni a cantare canzoni improbabili, a scegliere film inguardabili, ad improvvisare battute squallide, che più che delle coinquiline ho trovato delle Amiche.
Ed anche se, lo sanno, non amo i contatti affettuosi, le smancerie e robe simili, penso che un giorno mi mancheranno le nostre figuracce al supermercato con gli autisti di passaggio, le litigate con quella o questa persona, le ricette immangiabili ed i dolcini ad ogni ora del giorno e della notte.
Però è presto per la malinconia, perché abbiamo davanti ancora tanti mesi da spendere tra esami, bollette, pulizie e pigiami diversamente sexy, per cui semplicemente oggi silenziosamente le ringrazio per essere diventate le compagne e le compagnie migliori che potessero capitarmi durante questo viaggio verso un futuro che con tanti sacrifici, ognuno a modo proprio, stiamo cercando di costruirci.
...Allora grazie per ieri, per oggi e sicuramente per domani...

Una buona serata, a chi non è come neve...

lunedì 7 novembre 2016

...E' il mio Secondo Tempo...

Il primo era quello in cui il mio umore era impazzito e non riuscivo a placarmi in nessun modo esistente. Salvo poi una mattina svegliarmi e decidere che forse avevo di nuovo esagerato.
Il secondo è questo in cui ho capito che non c'è nulla di reale da temere; che quello che ho fin qui costruito -soprattutto dal momento che non l'ho fatto da sola- non può certo cadere giù come se niente fosse, per che cosa poi?

Il primo era quello in cui mi chiedevo che ne sarebbe stato del mio compleanno; quale sarebbe stato il mio umore e se sarebbe valsa la pena festeggiarlo.
Il secondo è questo in cui non vedo l'ora che arrivi Giovedì. Non tanto perché sono emozionata per la prospettiva di eventuali doni, quanto all'idea che sta per arrivare il regalo più bello di cui poi in realtà posso godere sempre.

Il primo era quello in cui avevo i capelli lunghi. Davvero parecchio lunghi. Ed io li amavo, anche se ogni tanto il nostro rapporto era difficile e non sapevamo accordarci.
Il secondo è questo in cui la parrucchiera cui mi sono rivolta ha deciso di fare tutt'altro rispetto a quello che le avevo chiesto. Così un "mi raccomando solo le doppie punte, non voglio cambiare la lunghezza assolutamente", è diventato un "no, ma ti sembrano corti, poi quando li asciughi vedrai!".
Così un taglio che andava ben oltre la metà della schiena è diventato un -almeno per i miei gusti- cortissimo taglio che arriva proprio a malapena all'altezza del seno.
E qui vorrei aprire una parentesi, perché questo taglio non voluto mi ha seriamente fatto versare tante di quelle lacrime di cuore, che quando mi ha visto mio padre mi ha detto che non mi aveva vista così sconvolta neanche per problemi di cuore.

Tuttavia, il secondo tempo è anche quello in cui mi sono rassegnata a questo nuovo look. 
No, in realtà guardo sempre le vecchie foto e mi chiedo come sia possibile che la parrucchiera in questione mi abbia fatto una cosa del genere nonostante io fossi stata davvero categorica, ma soprattutto come abbia potuto, davanti all'evidenza, dirmi che non era drastico come lo vedevo io.
E quello in cui mi dico che c'è di buono il fatto di poterli far ricrescere in modo più sano, dando loro l'attenzione che negli ultimi anni non avevo più prestato.

Il primo tempo era quello in cui mi sentivo svogliata e sopraffatta dalle cose da fare; in cui non volevo scrivere e non sapevo neanche cosa dire.
Il secondo è questo in cui, nonostante le cose da fare siano ancora molte e prossime a scadere, mi sento in grado di farcela, con la speranza anche di farle nel modo migliore; in cui nonostante le cose che sento valga la pena di dire sono non tantissime, voglio farlo lo stesso perché il blog rimane ancora il mio bellissimo posto in cui ritrovarvi e ritrovarmi.

Quindi presto vi aggiornerò sicuramente sull'altra parte del mio secondo tempo, quello in cui avrò un anno in più di vita e tante cose sicuramente belle da metterci dentro.

Un buon secondo tempo, a chi non è come neve...

giovedì 3 novembre 2016

...Ma non c'è luce, né una stella...

Quando ero alle elementari, la mia maestra di italiano ci assegnava spesso e volentieri dei temi con la stessa, unica traccia: penso e scrivo.

Penso e scrivo.

E' arrivato il gelo, nella mia città ed anche un pochino nelle mie giornate. Stanotte ho dormito per la prima volta con il piumone e quando mi ci sono infilata sotto, ho pensato che quella sensazione di caldo, di protezione, di morbido, non poteva arrivare in un momento migliore. Che era una piacevole scoperta averne bisogno.

Penso e scrivo.

Mi sono svegliata immotivatamente presto e mi sono cullata tra le lenzuola per un po' di minuti, chiedendomi se avessi avuto voglia di fare qualcosa nel frattempo. E la risposta è stata no. Ho fatto una colazione che definire tale è un delitto e poi ho ripassato qualcosa. Sono scappata per l'università quasi un'ora prima della lezione ed ho passato due ore con la mano dolente per le frasi dettate dal professore da scrivere di corsa e sono tornata a casa, con passo lento, anche se il passo lento io non lo sopporto e non mi si addice per nulla.

Penso e scrivo.

Sono arrivata a casa alle 15.20 per pranzare rigorosamente fuori orario.
Prima di entrare in casa mi sono lasciata andare sulle pareti dell'ascensore e mi sono guardata allo specchio in silenzio.
Dopo essere entrata in casa ed aver mangiato in pochi minuti, mi sono poggiata sul lavandino, davanti ai piatti sporchi, e sono scoppiata a piangere.
Odio piangere. No, odio ammettere che ogni tanto mi scappi da piangere. Perché piangere è intimo, piangere è solo mio, piangere non deve essere un racconto per fare pena o tenerezza agli altri. Piangere è un silenzio da tenere possibilmente nascosto.

Penso e scrivo.

Ho fatto le pulizie che dovevo fare, ho finito di farle ed ho usato il telefono. Poi l'ho spento, ho chiuso le luci, mi sono messa sul mio piumone e sono scoppiata di nuovo a piangere in silenzio, da sola.
Piangere non va raccontato, ma oggi lo racconto lo stesso senza rabbia, senza colpa, senza sentimento e senza ragione. Così come senza ragione ho pianto sentendomi come non mi sentivo da moltissimo tempo.
Poi, proprio realizzando che stavo facendo qualcosa che non c'era motivo di fare ho smesso, ho asciugato il viso con la manica della mia maglietta rossa, perché il rosso fa sempre bene, ed ho pensato che forse avrei voluto scrivere questo post.
Ho lasciato scorrere il mio pomeriggio finché non ho deciso di accendere il computer, nonostante l'idea che probabilmente starò scrivendo le cose sbagliare.

Penso e scrivo.

Oggi vorrei non pensare.

Buona serata, a chi non è come neve...

venerdì 28 ottobre 2016

Ce lo insegnò il 2013

A quest'ora dovrei dormire. Perché sono notti che non dormo come si deve e perché domani mi aspetta una lezione presto e poi un lungo viaggio che comporterà mal di testa assicurato.
Ma c'è un buon motivo per il quale a quest'ora, invece, non dovrei dormire.

Aspettavo con lo stesso nodo allo stomaco che si ha prima di sostenere un esame. Con la stessa speranza di potercela fare e la stessa ansia di non farcela.
E questo può sembrare stupido, se il mio nodo allo stomaco ha a che fare semplicemente con l'attesa di una nuova canzone. Ma per me era qualcosa di importante.
Tanto che, al solo pensiero, non stavo nella pelle e cercavo di immaginare parole o melodia; tanto che, come un paio di anni fa, a mezzanotte mi sono ritrovata in fretta e furia ad accedere all'account per ascoltarla finalmente.

Ed alle prime frasi il mio cuore si è spaccato e quando le frasi sono diventate ritornello i miei occhi si sono riempiti di quello che il mio cuore non riusciva più a contenere, stracolmo.
Non lo so che cosa mi ha colpito, che cosa mi ha spalancato l'anima, di questa canzone, ma lo ha fatto.
Ed ho pensato che avrei potuto aspettare per scrivere questo post, perché sapevo già prima che gli avrei dedicato un pezzo, ma sentivo il bisogno di farlo nel pieno delle mie sensazioni. Proprio mentre riascolto per l'ennesima volta gli stessi 3 minuti e 29 secondi. Non pensavo che sarebbe stato così bello. Non pensavo che si sarebbe adattata così bene a me alla prima strofa.
E non perché c'è qualcuno che potrebbe ritornare per me o nella mia vita.

Credo che sia piuttosto qualcosa che ha a che fare con la paura. Era qualcosa di famigliare, che sapevo di aver percepito già e poi ho capito che era quella.
Eppure ogni volta che la trovo in una canzone di Tiziano so che non può essere qualcosa di negativo, qualcosa di brutto. So che è un sollievo, so che non mi fa male, so che è qualcosa che voglio che ci sia scritta e cantata in quel modo. So che non è una paura che mi fa paura.
Per questo non riesco già più a smettere di riascoltarla, per questo so che non lo farò almeno per le prossime settimane, per questo so che potrebbe essere invece fraintesa da altre orecchie. Perché il modo in cui la capisco, lo capisco solo io.

Ma è più forte di me, è già mia e sento che saprò metterla al posto giusto come con tutte le altre prima di questa.


...Quindi perché mi scanso invece di scontrarti
E tu perché mi guardi se puoi reclamarmi
Ricordi ce lo insegnò il 2013
Io e te all'odio non sappiamo crederci

Ho passato tutto il giorno a ricordarti
Nella canzone che però non ascoltasti
Tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me
Lo so io ma anche te
Quasi 30 anni per amarci proprio troppo...
Tiziano Ferro, Potremmo ritornare

Buona notte, a chi non è come neve...

venerdì 21 ottobre 2016

Se non ho più parole nel cassetto

E' uno di quei periodi in cui vorrei scrivere, avrei tante cose da dire, ma sembra che in realtà non ce ne sia nessuna. Vi leggo sempre, ma non trovo l'ispirazione per commentarvi nel modo giusto, dicendo qualcosa che sia vero davvero, non che faccia solo numero.

E' forse la prima volta che non ho voglia di mettermi davanti al pc o di prendere le mie agendine ed imbrattarle di inchiostro dentro. Saranno gli orari all'Università, sarà che il tempo libero lo spendo preoccupandomi di quanto e cosa studiare o me lo lascio rubare dalle risate che mi strappano le mie coinquiline.

Eppure la mia testa è piena di cose nuove. Di notizie, di informazioni, di novità, di cose vecchie che però tornano, di momenti felici e di momenti di rabbia.

Il mio fidanzato ha fatto qualcosa di molto bello, per me. Qualcosa molto più bello del solito, perché i regali che mi porge sono sempre magnifici.
Mi ha regalato qualcosa che desideravo tanto e che mi aveva promesso avrebbe preso per me. Lo ha fatto nonostante qualche giorno prima io fossi stata insopportabile e cattiva. Lo ha fatto senza chiedermi nulla in cambio e con la soddisfazione semplicemente di vedermi sorridere.
Vorrei dirvi di cosa si tratta, ma come sapete sono molto superstiziosa, quindi aspetterò che arrivi il momento giusto per farlo.

Ho finalmente ritirato la mia pergamena di Laurea. Era in segreteria da mesi, ormai, ma io non trovavo mai il momento giusto per assecondare quegli orari per me poco accomodanti. Martedì, invece, ho pensato che fosse il momento perfetto per farlo e ci sono andata. Sono entrata in quell'ufficio sconosciuto con il mio numerino in mano e mi sono sentita grande. Immotivatamente, forse, ma grande e fiera di quello che ho fatto ed ottenuto.

Ho conosciuto tanti volti diversi, di colleghi e professori, ritrovandone poi altri con grande gioia. Mi sono sentita sopraffatta dall'idea di non riuscire a raggiungere quello che mi sono prefissata di avere e poi mi sono tirata su le maniche perché ho deciso che lo voglio davvero e che non c'è nessuna ragione al mondo per cui dovrei fallire.

Ho rivisto i miei bellissimi nipotini che sembrano sempre gli stessi piccolini, ma che settimana dopo settimana sono sempre più grandi. Mi hanno chiesto se quest'anno organizzeremo per loro la consueta festicciola di Halloween, ignorando il fatto che, il loro premuroso zietto Romano, anche se lontano, li ha già riempiti di maschere e festoni.

Aggiorno impazientemente le pagine di Google in attesa che Tiziano Ferro ci informi della data in cui potrò finalmente godere delle sue nuove note. Ed ogni volta che ci penso, forse stupidamente, mi sento emozionata e mi chiedo cosa ascolterò, quali ritmi riempiranno presto la mia mente, quali citazioni diventeranno i miei status su WA ed i titoli dei miei post qui sul blog.

E poi fondamentalmente vivo. Cercando di riportare qualcosa che sia degna di essere letta, respirando profumi che siano degni di essere ricordati, sognando progetti che siano degni di essere realizzati. Aspettando parole che siano degne di essere pronunciate.

Buona serata, a chi non è come neve

sabato 1 ottobre 2016

...La vita come tu te la ricordi un giorno se ne andò con te...

La settimana appena conclusa non è stata delle migliori. Il mio entusiasmo per i nuovi corsi ha cominciato a calare pericolosamente la mattina (perché mi sa che non possa considerarsi più notte la quasi alba) di Martedì, quando mi sono svegliata in preda a dei dolori terribili ed ho passato le restanti quattro ore tra le lacrime.
Ma comunque non mi importa di quello, perché non era nulla di incurabile ed infatti ho recuperato in fretta.

Ci avevo pensato anche quando ho scritto il precedente post; in realtà ci penso sempre un bel po' prima che arrivi il momento preciso. Che se è vero che Settembre corrisponde ad un inizio, è altrettanto vero che, come ormai di anno in anno voglio ricordare, il 30 di questo mese non corrisponde alla sola fine di Settembre.

Questa volta non torno a leggere qui, indietro, ricordo già quello che ho detto la volta prima, quella prima ancora e via dicendo. Così come non mi scordo mai il loro anniversario. Così come ogni volta c'è un morivo nuovo per chiedersi come sarebbe stato.
Quest'anno è stato un matrimonio a scuotermi. Quello nel quale forse lo sposo sarebbe potuto essere uno di loro due. Mi chiedo se lei ci pensi ancora. Mi chiedo se si sia rassegnata o se sia stata capace di liberarsi di un dolore tanto grande, soprattutto pensando alla giovane età in cui ha dovuto affrontarlo.
Mi chiedo se la notte prima del grande si, sentirà di starlo un po' tradendo o se, serenamente, sentirà che un posto nel suo cuore sarà sempre suo e questo basterà.

Mi chiedo che sensazione si possa provare occupando un posto che in realtà sarebbe potuto rimanere suo magari per sempre. Perché magari invece di lì a poco la storia sarebbe potuta finire, ma a quel punto non ci sarebbe stato alcun dubbio e semplicemente la porta si sarebbe chiusa...ma una perdita così, non richiesta, non voluta, atroce, lascia tante di quelle domande da togliere il fiato.

Eppure la vita va avanti, anche per chi non sa rassegnarsi e per chi porterà dentro le cicatrici di una notte che ha cambiato irrimediabilmente le cose per sempre. Una notte soltanto. E gli anni successivi solo per ricordare...


..tutti quanti costretti 
ad un tempo diverso 
io ti guardo negli occhi 
e vedo lontano 
il tempo che ho perso... 


Buon Ottobre, a chi non è come neve...

venerdì 23 settembre 2016

Se ci sei tu a difendermi

A Settembre iniziano sempre tante cose.
Inizia la scuola, inizia il lavoro, iniziano i primi giorni freddi.
Io quest'anno inizio il mio ultimo primo giorno di lezione. E questo significa che tra poco più di tre mesi, per me, inizierà un anno nuovo in tutti in sensi. Potenzialmente, tra 365 giorni (uno in più, uno in meno), la mia vita sarà cambiata o starà per farlo.
E dirlo ad alta voce un po' fa paura, ma sussurrandolo è anche emozionante ed entusiasmante.

Nuove strade da percorrere, nuove persone da conoscere, si spera nuovi compiti da portare a termine, che magari non avranno a che fare più con lo studio di libri e manuali.
E poi, soprattutto, potrei essere al traguardo cui ambisco da ormai quasi tre anni: Lui. O meglio, più vicino a lui.

Se proprio, però, mi si chiede di rimanere ad un passo da oggi, va ancora sempre bene, dato che, come ormai ben sapete, il mio quotidiano altro non è che ancora Lui.
Recentemente ci sono stati giorni un po' più difficili. O meglio, io sono stata più difficile del solito. E dato che ormai mi conoscete, sapete quanto possa essere difficile superarmi di volta in volta.
Eppure stavolta c'era qualcosa di diverso, di irresistibile. Paradossalmente proprio quando avevo più paura, ho capito, ancora una volta ed ancora di più, quanto mi risulti inutile il mio orgoglio quando accanto ho qualcuno così in grado di starmi accanto e di amarmi come fa Lui.
In effetti ed in tutta sincerità, conosco poca gente che sarebbe in grado di sopportarmi così. E, meglio, di supportarmi anche quando forse meriterei una tirata di orecchie.

Ora invece va tutto bene, di nuovo tutto meglio di prima. Perché avere la persona giusta accanto comporta imparare dagli errori, salire sempre più in alto, piuttosto che lasciare che le cose regrediscano come invece accade nelle storie destinate a fallire. E questo mi dà sollievo e fiducia.
E nelle notti insonni mi porta a riflettere sul fatto che, anche per i grandi passi non così tanto lontani da me, non sono sola e non sono con una persona qualunque.

Quindi si, a Settembre iniziano tante cose ed in questo in particolare, continuano i miei progetti che sono forti, stabili ed intensi. Non importerà se ci saranno venti che proveranno a soffiare un po' più forte per portarci via; non importa se ogni tanto il grigiore delle nuvole proverà a nascondere i mie colori accesi e caldi. Importa che io da qui non mi muovo, perché questo è il mio posto. Il nostro posto. E se pensate che sia una battaglia, vi sbagliate: io la mia guerra l'ho vinta nell'esatto momento in cui il mio cuore ha iniziato a battere un po' più forte per quegli occhi verdi ed ho deposto le mie armi quando questi hanno deciso che si sarebbero posati, da quel momento in avanti, solo su di me.

Buon inizio, a chi non è come neve...

giovedì 15 settembre 2016

Dall'altro ieri, invece da domani non lo so.

Ho perso un pochino l'abitudine di stare senza studiare. Ma una sessione iniziata (e quindi terminata) praticamente subito, questa volta me lo concede.

Stavo pensando. No, io penso sempre. Tutti pensano sempre.
Ma io penso un po' diversamente.
Stavo pensando che quando ero piccola ero affascinata dai gessetti. Non quelli colorati, quelli bianchi, semplici, che stridono sul nero della lavagna se sono appena stati presi dalla scatola, con quel rumore che ti fa accapponare la pelle.
Per questo quando li avevo a disposizione anche a casa li usavo dove potevo, dicendomi che un giorno probabilmente sarei diventata una maestra.
Forse lo pensano tutte le bambine.
Ma poi crescendo mi sono accorta che non ho quella pazienza necessaria per farlo.

In realtà io di me mi sono stranamente accorta un po' tardi. Forse non ha molto senso per voi che leggete ma è la verità.
Per accorgermi di me, ho dovuto spesso aspettare che fossero gli altri a farlo.

"Che bei capelli lunghi che hai!", per accorgermi che i miei capelli erano (sono) davvero belli e lunghi.
"Com'è acceso il bianco dei tuoi occhi!", per accorgermi che forse non è come quasi tutti gli altri.
"Più che gestirti bisogna capire come farsi gestire da te", per capire che probabilmente il mio carattere era diverso da quello che vedevo io.

E di certo non è perché io in vita mia mi sia guardata poco. Forse è perché quando guardi sempre la stessa cosa, così a lungo da farci l'abitudine, dai per scontato che tutto sia così anche per gli altri e che quella sia la normalità.

Un po' come quando ordini la tua pizza preferita, rendendoti conto con sincera sorpresa che fuori dai tuoi confini quell'accoppiata di ingredienti veramente semplicissimi, risulta invece così tanto bizzarra.
O come quando ascolti la tua canzone preferita e ti chiedi come facciano gli altri a non provare quella stessa emozione che trasmette a te.

Oggi mi sono seduta sul divano a guardare fuori dalla finestra ed ho sentito fortissimo la voglia di scrivere. Non di scrivere qui, così, ma di prendere la mia fedelissima penna nera e lasciarla andare su un foglio vero.
Però non l'ho fatto. Perché a volte si ha paura di scrivere qualcosa oppure perché a volte il desiderio di farlo è così forte da colmarsi praticamente semplicemente con sé stesso.
Poi mi sono ricordata che stanotte ho fatto un sogno strano. C'erano le mie sorelle e c'era un mio amico. Poi c'era un ascensore ed io ci restavo bloccata dentro. Quello continuava a scendere come se stessimo cadendo nel vuoto però cercavo di rassicurare mia sorella, suonando l'allarme da cui usciva la voce di un uomo che mi diceva di stare tranquille, che probabilmente si sarebbe aggiustato tutto da solo.
Avevo paura di quella discesa inesorabile e di quello spazio ristretto, del buio, dei numeri che segnavano il piano impazziti. Però poi ho semplicemente provato ad aprire le porte e quelle si sono aperte.
Semplicemente.

Forse dovrei scrivere oppure dovrei tornare a guardare dalla finestra oppure potrei aprire le porte.
Nel primo caso starò attenta a scegliere la mia penna preferita, nel secondo a non perdermi nessun dettaglio e nel terzo starò attenta a non rompermi un'unghia.

Buona giornata, a chi non è come neve...

mercoledì 7 settembre 2016

Piccola, inattaccabile felicità

La cosa bella di essere innamorati di una persona diversa da te è che puoi convincerla a fare qualcosa che non farebbe mai altrimenti, o lasciare che a convincerti sia lei.

Per questo un pomeriggio caldissimo d'Estate ci ritroviamo in macchina a percorrere una stradina sterrata e sconosciuta a chiederci "ma sei sicuro che non sia un assassino?", "ma chissà dove siamo finiti!".
Invece finiamo di fronte ad una bella veranda dalla quale si affaccia un uomo dal braccio malridotto che, sorridendo, ci invita a salire.

Franco lo avevo visto in una frazione di video un po' di tempo fa. Il giusto lasso di tempo per permettermi di avere più o meno il suo viso in mente, ma lasciandomi comunque col dubbio di "ma è lui?!" se lo avessi incontrato per strada.
Mentre Maurizio parla, perché abbiamo implicitamente deciso da sempre che il chiacchierone della coppia è lui, ho il tempo per pensare "oddio, da buona terroncella vorrei dargli del voi, ma non posso proprio dopo esserci scritti tanto!". Poi interrompe i miei pensieri e mi chiede ridendo se anche io parlo ogni tanto.

E' molto divertente, Franco. Sorride sempre e ci mette a nostro agio. Ride alle nostre battute e capisce subito quanto sia brava a punzecchiare Maurizio e quanto lui sia paziente con me.
In realtà me lo ricorda un po', soprattutto quando mi presenta la sua dolce metà.
Il tempo non è stato tantissimo, ma a pelle lei mi è sembrata una persona molto forte, razionale e risoluta. Una di quelle donne che forse ti mette un pochino in soggezione ma poi ti sorride e si scioglie in una piacevole chiacchierata con due sconosciuti che le sono piombati in casa e stanno mangiano i buonissimi gelati che ha preso per noi.
Ed invece Franco no. Lui ha l'aria di qualcuno che vuole dimostrare che le cose belle ed impensate possono accadere; che delle persone conosciute da dietro uno schermo possono coltivare un rapporto fuori, senza nessun doppio fine.

Ridiamo veramente tanto e ci raccontiamo di come l'Estate sarebbe dovuta andare ed invece è, di come io e Maurizio ci siamo conosciuti e di come abbiamo conosciuto le rispettive famiglie, di quanto sarebbe carino incontrare anche quell'altro blogger e quanto immaginiamo sia simpatica l'altra ancora.

Non saprei ricordare quanto siamo stati insieme, forse un paio di ore, ma sono sincera nel dire che sono volate e sono trascorse con tutta la naturalezza di questo mondo.
Così una volta arrivati in macchina ci chiediamo insieme "Allora, che ne dici?!".
Ed ovviamente la risposta non può che essere stata "Hai visto?Avevo ragione, come sempre!E tu che volevi fare l'asociale. Siamo ancora vivi (:-D) ed è stato bello e divertente!".

E come premio del mio buon suggerimento, mi sono beccata un lungo giro in un immenso negozio di giocattoli ed un regalino che desideravo da tanto. Perché alle persone buone succedono cose buone
:-P

Allora, dopo questa esperienza tanto positiva torno a casa felice, sicura di aver collezionato nell'arco di un pomeriggio, ben più di un puzzle fluorescente tra le mani.

Una buona giornata, a chi non è come neve...


giovedì 18 agosto 2016

Nella lunga estate caldissima

Mi ero ripromessa che non avrei aspettato tanto prima di pubblicare almeno un post estivo ma non ho potuto proprio farne a meno.

Come avevo premesso in qualche post precedente, la mia Estate è trascorsa a metà tra la mia città e la capitale. Ed in effetti sto scrivendo in via eccezionale dalla scrivania del mio Romano, che mi ospita da ormai quasi tre settimane.
Questo mese è stato ricco, anzi ricchissimo di tante cose.
Di risate, di persone dai visi conosciuti e non, di monumenti e città da visitare, di caldo, divertimento ma anche di studio perché la mia fama di studentessa modello non me la sono mica attribuita tanto per!

Le cose da dire sono così tante che farlo in un unico scritto sarebbe troppo lungo e penso smettereste di leggere ben presto (ammesso lo stiate ancora facendo fin qui :-P), per cui ho preso la (spero) saggia decisione di fare ora un piccolissimo sunto e poi pubblicare i relativi post di volta in volta, per dare il giusto spazio a tutto.

Quindi incominciamo con la cosa più importante: finalmente, come dovrebbero sapere i blogger che abbiamo in comune, gli sforzi del mio fidanzato sono stati ben ripagati e lui ed i suoi compagni di gruppo hanno pubblicato la tanto attesa puntata pilota de "Una vita al Max"; nata da un'idea del mio bravo Romano, il quale a sua volta si è lasciato ispirare da una simpaticissima figura certamente importante nella sua vita, la suddetta web serie è oggi candidata al Roma Web Fest, ma soprattutto fino al primo settembre è votabile al link "VOTA QUI".
Infatti, cliccando sulla quinta stella sotto il video e magari condividendo qui e là, i ragazzi avranno la possibilità di vincere un premio e vedere la propria opera proiettata ad un importante evento. Quindi, se vi fa piacere diffondete e supportateci in questa sfida all'ultimo voto  :-D

In secondo luogo, dopo insistenze e programmazioni varie, abbiamo avuto il grande piacere di incontrare personalmente un altro blogger che molti di voi dovrebbero conoscere a loro volta; il buon Franco ci ha infatti ospitati a casa sua per un bel pomeriggio, offrendoci dei gelati buonissimi insieme alla sua consorte.
Come scriverò, appunto, in un post apposito e dettagliato (ma tranquilli, scapperò alla denuncia evitando la diffusione di dati personali :-P), è stata una esperienza assolutamente positiva, come positive sono state le due persone che mi sono trovata di fronte, le quali non hanno mai smesso di sorridere e farci sorridere. Per cui aspettando il racconto preciso sappiate intanto che Franco non è un serial killer e se capitate da quelle parte vale davvero la pena farci un salto.

Infine, tutto quello che è successo ancora è stato un insieme di eventi bellissimi e divertenti, iniziando dalla scottatura alle spalle facendo la fila per entrare al Colosseo e dalle prese in giro di Maurizio, passando per il compleanno del mio simpaticissimo cognato e finendo con le risate con tutta la loro famiglia che per la seconda volta mi ha ospitata qui facendomi sentire davvero al posto giusto ed al momento giusto.

Quindi per ora vi lascio con questo piccolo spiraglio sulla mia Estate, che ormai sta finendo un po' per tutti, ringraziandovi per la pazienza nell'attendermi, per l'attenzione e per l'eventuale aiuto con i voti della Web Serie.

Un buon pomeriggio, a chi non è come neve...


domenica 10 luglio 2016

Per darsi una ragione, una qualsiasi.

Ho collezionato tanto, in questi non pochi giorni in cui non ho scritto. Ed in cui non ho voluto scrivere.
Ho collezionato tante notti piene di lune o di lune piene, di manciate di stelle buttate qua e là.
Ho collezionato luci di città lontane da una città lontana dalla mia, ragionevolmente bianche e sorprendentemente rosse. Di ombre sconosciute aggirarsi dietro le proprie finestre ignare del mio sguardo.

Ho collezionato chiacchiere e risate, parole ed esami, libri e fogli, voti e complimenti.
Ho collezionato l'inizio di una estate a cui ancora non ho dato modo di iniziare, ore di viaggio verso strade opposte alle traiettorie di arrivo.

Ho collezionato sonno e paura, perché la paura non esiste, rabbia e ragione.

Sono arrivata a casa trascorrendo quattro ore di viaggio a chiedermi cosa stesse sottolineando il signore seduto alla fila opposta da un libro corposo, dalla copertina rossa completamente anonima. Pagine giallastre, riempite di caratteri piccoli e neri, di note ed informazioni ogni tanto interrotti da cartine dell'Italia e dalle righe della sua matita.

Ho riempito la mia valigia di una stagione infernale che mi porterà con sé finché non sarà ora di quella nuova, fatta ancora di parole ed esami, libri e fogli, voti e complimenti.
Sono arrivata a questo post trascorrendo la notte a rileggermi un anno fa, quando io ero già io ma lasciandomi lo stesso sorprendere dalle mie stesse frasi. Mi sono sentita osservata da me stessa ed ho pensato che, un giorno, potrò semplicemente continuare ad essere sorpresa da Lei, in grado ancora di strapparmi un sorriso o una lacrima.

Ed ora sono qui, semplicemente sono qui, dietro lo schermo a non raccontare di come sia trascorsa la mia vita dall'ultima volta in cui l'ho fatto. A non raccontare di come, in realtà, solo perché non dico non significa che non succeda nulla. Ma si dice che i panni sporchi si lavino in casa (in famiglia sarebbe l'espressione migliore in questo caso, per innumerevoli ragioni) ed io sinceramente non sento di voler mettere le mani dentro qualcosa che in fondo mio non è.

Per cui va bene così, va sempre bene così, che solo se ci si basta, puoi bastare anche agli altri.

Farò shopping. E riempirò la mia playlist di canzoni di Tiziano che mi sono resa conto inspiegabilmente di non ritrovarmi sul telefono. E poi lascerò che una dopo l'altra tornino di nuovo ad essere la mia ossessione, a turno.

Buona estate, a chi non è come neve...

venerdì 24 giugno 2016

Mano nella mano dicendoti...

Potrei farlo in mille altri modi diversi. Con mille altri mezzi.
Una chiamata, un SMS, una lettera o una e-mail (quanto mi piace scrivertene...!) ma fare qualcosa non da me forse è semplicemente più forte. Dirti, scioccamente certo, che posso essere tante cose diverse da me.
Non penso di essere la persona migliore che potesse capitarti accanto. O meglio di non avere il carattere migliore del mondo.
Sono letteralmente un mostro di gelosia e, di conseguenza, di una malcelata insicurezza che nascondo dietro l'autostima per le uniche, pochissime cose che so fare bene veramente.
Sono un poco rassicurante misto di freddezza per le cose che mi capitano attorno e di istintività furiosa per le cose che mi capitano dentro.
Ho diecimila aspetti che sarei la prima a voler cambiare ed altri diecimila che semplicemente forse non dovrebbero esistere proprio. E per tutte queste ragioni ti direi di non puntare su un disastro come me ma me ne basta una per chiederti di farlo. 

Perché di tutte le cose migliori che potresti trovare altrove, posso assicurarti non ce ne sarebbe davvero nessuna in grado di compensare, o anche solo uguagliare, il profondo amore che provo per te.
Quando tutto è iniziato, quando ancora non riuscivo neanche a parlarti al telefono perché ne ero imbarazzata, mi chiedevo se saremmo stati in grado di costruire una storia proprio come la sognavo. Ed intanto mentre i giorni passavano e le cose da una parte si complicavano e dall'altra mostravano quanto sarebbe stato tutto facile, come una calamita mi attiravi a te senza nessun motivo logico.
Perché non c'era davvero nessuna ragione per cui dovessi scrivere, rivelare, condividere delle cose assolutamente ed unicamente mie, con una persona che non avevo visto mai, ancora a volte neanche in foto, a centinaia di chilometri da me. Ed invece sentivo che dovevo e che potevo farlo.

E poi quel giorno in cui ci siamo incontrati..la pioggia, Stello ed il primo bacio. La cena che abbiamo saltato ed i messaggi che mi scrivevi dalla tua stanza in hotel. Ed il giorno dopo, con il girasole e quella merendina che mi hai portato che se ci penso ancora ora mi si stringe il cuore dalla tenerezza infinita nei tuoi occhi nel dirmi che solo quella avevi potuto prendere...
E la miriade di lacrime che hai asciugato dal mio viso, seduti su quel pavimento perché probabilmente stavo solo capendo che stavo facendo la cosa giusta. 
Perché probabilmente avevo capito che si, saremmo stati in grado di costruire una storia addirittura migliore di quella che sognavo.

Ed al contrario di qualsiasi previsione che ci dava sconfitti già dopo il primo mese, col passare del tempo le cose sono solo migliorate. Anche la lontananza, forse l'unica potenziale nota dolente del rapporto, è invece diventata un elemento che ha contribuito paradossalmente ad avvicinarci ancora ed ancora. 
Per questo lucidamente capisco la mia follia quando ti dico certe cose duranti i nostri litigi (che poi in realtà sono quasi sempre i miei).
Per questo oggi ti chiedo scusa proprio qui, io che delle scuse ho sempre fatto il mio peggior nemico, ma sempre io che te ne devo tante.
Perché non so da dove mi salti in mente quella cattiveria se poi ripenso a quello che mi hai regalato ed a quello che io ho voluto regalare a te. A quello che abbiamo deciso di intraprendere e verso cui stiamo muovendo già numerosi passi. Che a vederci così forse non sembreremmo più di due ragazzini alle prese con una cotta, ma sappiamo che la presenza dell'uno nella vita dell'altra, e viceversa, ha spazzato via qualsiasi altra cosa, portandoci a tagliare traguardi che mai avevamo concesso a nessun'altra persona, neanche a quelle che sarebbero potute essere tranquillamente più comode allo scopo.

Ma la verità è che dalla prima volta che ti ho letto ho capito che avrei potuto veramente lasciare che tu leggessi me nell'accezione più profonda del termine. E quando semplicemente tu, la prima volta che mi guardavi personalmente in faccia, seduto sul mio letto, tra un bacio e l'altro, hai deciso di raccontarmi tutto della tua vita perché volevi fidarti di me, ho capito che sarei potuta essere in grado di custodire il tuo cuore e tutto il resto dei tuoi giorni a seguire.

Ed allora ti ringrazio per l'immenso privilegio che mi hai reso, semplicemente essendo te. Semplicemente stravolgendomi la vita. Ti ringrazio per la pazienza che ci metti dopo ogni sfuriata e per il coraggio che infondi ad ogni mia stupida paura. Ti ringrazio per il modo in cui mi hai permesso di accettarmi e per la comprensione quando a capire in realtà sarei dovuta essere io. Ti ringrazio per il futuro che stai costruendo per noi che, anche dietro qualsiasi visione da scorpione, non riesco ad immaginare diverso dall'essere grandioso e felice.
Ti ringrazio per essere stato, fin dall'inizio, quello di cui avevo bisogno e nel momento in cui ne avevo bisogno. Ed infine ti ringrazio per avermi scelto e per esserti fatto scegliere da me.

Qualsiasi cosa accada io ti amo e questo non può cambiare perché non voglio, perché sei senza alcun dubbio Tu, perché io e te siamo uguali. Sempre; anche quando non mi riconosci io sono sempre qui, io sono sempre Io e mi basta leggere il tuo nome o guardarti negli occhi per ricordarmi che tu...sei sempre Tu.



..Eravamo solo due perduti amanti 
Quando l’universo ha ricongiunto i punti 
Sole, luna, caldo, freddo in un secondo solo 
Quando finalmente riprendiamo il giro 
E’ una sensazione che mi sembra innata come se con me fossi sempre stato 
Come se ti avessi sempre conosciuto 
Ma la meraviglia è che ti ho incontrato 

E sei tu che mi hai dato 
I miei giorni più belli nel mondo li ho vissuti con te 
Solo tu mi hai donato un sorriso che nasce anche quando un motivo non c’è 
Sembri schiudere tutte le porte 
Sembri schiuderle tutte le volte che sei con me 
Sembri schiuderle tutte le volte 
Che sto con te..

A chi non è come neve...

martedì 21 giugno 2016

But in the end

Questo Giugno avrebbe potuto anche fare a meno di presentarsi.
Mi guardo intorno e sento di non essere l'unica a pensarlo, per un motivo o per l'altro.

Il tempo, ad esempio.
Da stamattina tuoni si alzano da lontano. Sembrano volersi avvicinare preceduti da delle nuvole fittissime, tristemente grigie che promettono solo una lunga, pesante, doccia naturale.
Non fa neanche tutto questo caldo, anche se ormai le mie magliette (usate appositamente solo per casa) sono dimensionalmente ridotte al minimo sindacale.
Soprattutto la notte il fresco è piacevolmente coccoloso, anche se le zanzare non si fanno spaventare e banchettano piacevolmente col mio sangue.
Eppure qualcuno potrebbe dirmi "e non ci muoiono avvelenate?", data la mia ultimamente tanto sottolineata cattiveria. Ma chi nasce senza cuore mica può trovarlo casualmente per strada, no?

Il tempo, ad esempio.
Quello che scorre inesorabilmente senza lasciarmi...tempo.
Oggi mi chiedevo semmai un giorno sarò in grado di rimpiazzare tutte queste ore "sprecate" facendo qualcosa di importante. Di veramente importante.
Dovrei prepararmi per gli esami ormai alle porte (e mal divisi, maledette sessioni organizzate da chissà chi!) ma sembra che la mia coscienza si risvegli paradossalmente solo di notte.
Quindi io vivo come i pipistrelli: di giorno dormo, anche quando teoricamente ho gli occhi aperti. Poi quando le tenebre cominciano a prendere il posto della luce, allora io riscopro la mia vitalità ed il cervello si attiva manco dovessi trovare il modo per salvare il mondo. Ed è per questo motivo che il pomeriggio sembro uno zombie e la notte alle 2.00 ho la mente impazzita.

Il mio raffreddore, ad esempio.
Perché in Inverno è fuori moda ammalarsi, quindi noi andiamo contro corrente e lo facciamo quando ormai dovrebbe essere prossimo il mare, la spiaggia, la sabbia..

E poi questo Giugno mi sembra di passarlo nel bel mezzo delle sabbie mobili.
E come tutti sanno, più ti dimeni più cadi in basso ed anche se alla fine non ti possono inghiottire la stretta al collo la senti e non c'è modo di darsi pace.
Solo che arrivati ad un certo punto ci si stanca anche di muoversi in modo forsennato e si decide di rimanere dove si è. In balia di quello che deve succedere. Perché una può spiegarsi mille ed una volta, può parlare chiaramente di quello di cui ha bisogno, ma fintanto che sarà vista semplicemente come una egoista, cattiva, senza cuore e così via, sarà tutto una perdita di tempo.

E mi dispiace se Giugno ha portato anche un post come questo, che probabilmente non piacerà, ma beh...è arrivato il tempo.

C'è sempre tempo, prima o poi.

Buon Giugno, a chi non è come neve...

sabato 4 giugno 2016

Una coccinella bellissima

C'è questa distesa bellissima. Verde. E nel mezzo di essa c'è un albero meraviglioso.
Non è possibile passarci accanto e fare finta di nulla; non è possibile farsi distrarre da altro.
E' alto, quasi a toccare il cielo. Ha una chioma da fare invidia a qualsiasi Primavera.
I rami sono perfettamente intrecciati nel verde delle foglie, sono l'uno l'incastro più giusto dell'altro.
Il busto è possente, di un colore che sa di natura e forza insieme. Si erge in tutta la sua maestosità sicuro delle radici che lo sorreggono, saldo, da anni e noncurante di tutto quello che gli sta attorno.
Le stesse radici che sono diventate tutt'uno con il terreno probabilmente dopo decenni e decenni di sacrifici, sforzi e duro lavoro.

Non c'è mai stata burrasca a far titubare la meraviglia che sta sovrastando tutti gli altri arbusti lì accanto.
Ha avuto il coraggio di sopportare anche il vento più impetuoso; ha avuto coraggio nonostante quelle notti di fulmini che lo hanno minacciato spesso e volentieri nel freddo dell'Inverno.
Ha avuto le spalle larghe anche quando la neve gli pesava addosso tanto da potergli ad un tratto togliere il respiro. Ha protetto la propria dignità con lo sguardo fiero come nessuno, nonostante l'Autunno lo avesse spogliato fino all'osso ed ha avuto la pazienza di aspettare che la bella stagione lo rivestisse ancora della propria pelle, in un circolo infinito di vita infinita.

Ha visto tante vite passargli accanto. Ha fatto qualche volta da calendario alle storie d'amore incrociate per caso sulla sua stessa strada; ha fatto ogni tanto da scudo contro la pioggia o il sole o il vento per chi, senza forze, cercava di recuperale proprio sotto i suoi rami.
Ha procurato l'invidia di chi non ha saputo guardarsi dentro perché troppo occupato a cercare di sminuire gli altri, trasformandosi alla fine nel maestoso spettatore della loro preannunciata disfatta.

Nel proprio silenzio, nell'essere la grandiosità che è senza pretese, ha avuto tutto quello che poteva prendersi dalla vita.

Riempiendosi di ossigeno fino quasi a morirne con aria di sfida, però, non ha mai detto a nessuno che qualche volta un vento qualunque è stato in grado di spezzare qualcuno dei suoi rami.
In fretta e furia ha sempre cercato di nascondere le foglie che si staccavano sotto una pioggia troppo forte anche per lui, e che cadevano impietose proprio ai suoi piedi, quasi per schernirlo della sua impotenza.
Con finto ottimismo la paura l'ha conosciuta anche lui, quando la nebbia si faceva così fitta da fargli chiedere se fosse ancora là, nel mezzo di quella distesa bellissima, verde, o se per chissà quale maligna maledizione fosse stato possibile sradicarlo ed abbandonarlo nel nulla.

Nel proprio silenzio, nella fragilità del suo essere così com'è, ha subito tutto quello che poteva sopportare dalla vita.
E poi è tornato ad essere la grandiosità che è.

Ed anche se ogni tanto dalla sua maestosa, fredda, corteccia una goccia di rugiada scenderà più forte di lui, nonostante la dimensione impari, lui tornerà ad essere sempre la grandiosità che è forte delle proprie radici che, comunque vada, lo lasceranno proprio dove deve stare: nel mezzo di quella distesa bellissima, verde.

Perché là è il suo posto.

Una buona serata, a chi non è come neve...

mercoledì 1 giugno 2016

Al traguardo arriverò: Liebster Award 2016

Riemersa da quello che prometteva sarebbe stato un periodo grandioso e che non mi ha delusa. Anzi.
Ed ho anche l'occasione di riemergere con un post leggero ma non vuoto, che ho la possibilità di scrivere grazie a Pietro Sabatelli ed alla sua nomination ai Liebster Award 2016 (frase che mi fa sentire molto una very important person sul tappeto rosso). Ma come per ogni onore che si rispetti è necessario assumersi anche qualche onere e chi sono io per tirarmi indietro?

Fase 1. I ringraziamenti
Ovviamente il grazie sincero va, come accennato poco su, a Pietro Sabatelli proprietario di "Pietro Saba World". Vi invito a visitare il suo blog (incentrato principalmente sui film/cinema/telefilm direi) non perché sia costretta a scrivere cose carine su di lui in quanto mi ha nominata, ma perché merita sul serio. In primo luogo il fatto che sia aggiornatissimo e ricco rende impossibile non trovare, di volta in volta, almeno un argomento interessante, qualsiasi siano le vostre preferenze, anche se siete dei piccoli ignorantelli come la sottoscritta. In secondo luogo, potrete trovare tanto altro in generale (musica, quiz, recensioni..i miei commenti ;-P). Insomma, che fate ancora qui?

Fase 2. Il mio blog preferito
Nonostante io sia sinceramente affezionata a tutti i vostri blog (a prescindere dal fatto che io sia ricambiata o meno) e li legga tutti con piacere trovando in ognuno un qualcosa che me li faccia adorare, ovviamente il mio preferito non può essere che il suo. Non serve neanche che vi dica il perché, ma tanto per non essere troppo di parte ricordo nuovamente che amavo leggerlo già prima di amare Lui, quindi mi è concesso!

Fase 3. 11 curiosità su di me
Ebbene si, anche se il mio blog è praticamente su di me e la mia vita, state per leggere altre 10+1 cose sulla mia persona.
I. La scrittura è una mia piccola ossessione tanto che (ma non tutti se ne accorgono, credo), nel corso delle mie giornate -quando sono a lezione, quando guardo la TV, al telefono..- mi ritrovo a scrivere a mezz'aria quello che ascolto con l'indice, come una penna immaginaria..inquietante, lo so;
II. Detesto i luoghi affollati (del tipo che divento matta e comincio ad imprecare dentro di me contro tutti quelli che mi intralciano la strada) e la gente che mi guarda a lungo o maliziosamente (tipo i maniaci per strada che pensano di sollevarti l'autostima o di fare colpo);
III. Ho un passo sveltissimo e per questo la gente che cammina con me mi odia: ogni tanto mi devo girare indietro per vedere dove siano rimasti tutti;
IV. Scrivo solo in stampatello minuscolo o corsivo, il maiuscolo non lo tollero. E non so scrivere grande, ho una calligrafia che definire piccola è un eufemismo;
V. Ho molto sangue freddo: di fronte alle situazioni di panico in cui è necessario soccorrere gli altri so mantenere la calma, ma appena sento che qualcuno sta per invadere i miei spazi mi sale il sangue al cervello ed impazzisco letteralmente;
VI. Non ho mai copiato a nessun esame in vita mia, ma in compenso ne ho passati così tanti che metà dei/delle diploma/lauree dei miei amici dovrebbe avere il mio nome e cognome;
VII. Sono molto affezionata al mio cognome; lo trovo bellissimo perché indica, al plurale, anche un ordine di Angeli;
VIII. Quando leggo un libro devo assolutamente finirlo il prima possibile o non mi do pace (al massimo due giorni, ma spesso finisco in poche ore);
IX. Sono la persona più vendicativa che conosca: non riesco a scordami i torti che subisco e di conseguenza non so proprio perdonare;
X. Amo i miei nei e mi piace guardarli a lungo: nonostante non ne abbia un numero considerevole, mi piace dove sono posti;
XI. Sono molto orgogliosa della mia mente e della mia memoria (anche se a volte farei meglio a scordare le cose), se potessi le potenzierei al massimo, altro che rifarsi il naso o le labbra!

Fase 4. L'intervista con le domande di Pietro
1. Pesce o carne? mare o montagna?
    Assaggio più volentieri il pesce ma preferisco la montagna.
2. La canzone più bella di sempre
    E' una domanda troppo difficile, il mio "sempre" cambia da momento a momento.
3. Il film con Tom Hanks che preferisci
    Salvate il soldato Ryan. E pensare che l'ho visto così tardi..!
4. Il gusto di gelato o gelato stesso che più ti piace
    Per me dolce e quindi gelato è solo cioccolato (al latte). Cioccolato come se piovesse.
5. L'automobile dei tuoi sogni
    C'è stato un periodo in cui ero letteralmente ossessionata dalle Mercedes.
6. Un paese tropicale dove vorresti vivere.
    Diciamo le Isole Cayman e tagliamo la testa al toro.
7. L'attore o attrice che vorresti incontrare
    Non sono una appassionata di cinema, quindi preferirei un cantante ma se dovessi scegliere Depp sarebbe al primo posto.
8. Una canzone italiana che parla di te o in cui ti riconosci
    Come detto, cambio spesso, ma da moltissimo tempo è ormai "Alla mia età".
9. La pizza che ti piace di più
    Sono abitudinaria ed ordino sempre la stessa: la margherita con le patatine fritte sopra.
10. Cosa faresti con 1 milione di euro?
    Li dividerei con le mie sorelle, pagherei le ultime tasse che mi rimangono dell'Università, ci finanzierei casa e matrimonio e poi quello che resta risparmio per il domani. (Va beh, viaggi e libri/concerti a parte)
11. Il film che vorresti rivedere prima di morire
    Uno dei miei preferiti in assoluto ossia Il Gladiatore. Anche quello visto relativamente tardi, ma recupero bene sempre.

Fase 5. Le mie nomination e la mia intervista
Qui come sempre decido di disertare e di fare come voglio, per cui non farò una lista di blogger perché vi nomino tutti, quindi siete tutti costretti (in simpatia, ma se non lo fate vi spammo :-P) a rispondere alle mie bellissime 11 domande (va bene anche solo nei commenti).

I. Qual è stata la volta in cui hai avuto in assoluto più paura?
II. La cosa più cattiva che tu abbia mai detto o fatto?
III. E quella più bella?
IV. L'errore madornale della tua vita che torneresti a fare comunque?
V. Avresti più paura di cambiare vita o di non farlo?
VI. Chi dei blogger che leggi immagini sia (o hai immaginato fosse) molto attraente fisicamente?
VII. Una parte del tuo carattere di cui sei particolarmente orgoglioso/a?
VIII. E del tuo corpo?
IX. Il concerto più bello cui hai mai assistito?
X. Se la tua vita fosse un film, quale sceglieresti?
XI. Meglio soli o male accompagnati?Sicuro/a?

Il post finisce qui rinnovando i miei ringraziamenti a chi mi ha nominato ed esortandovi a prendere parte a questo giochino accettando il premio.
Per il resto, grazie dell'attenzione della pazienza.

Una buona giornata, a chi non è come neve...

martedì 17 maggio 2016

Sono sicuro di sapere che so

Va tutto bene. Finalmente va di nuovo tutto bene.

E' tornata la ventata di buon umore ormai da un po', dopo un periodo (forse il più lungo da ormai anni) di discussioni, incomprensioni e piatti e bicchieri volanti (virtuali ^.^).
L'aiuto è arrivato soprattutto dal fatto che qualche giorno fa il mio bellissimo fidanzato ha compiuto gli anni, aggiungendo così diverse rughe in più sul suo viso ormai lontano dall'essere adolescenziale. Ma cosa volete che vi dica, a me la maturità affascina. Quindi non ti preoccupare, amore!

E quindi dicevo, neanche una cattivona come me poteva permettersi di fare la lagna e la folle durante uno dei compleanni tra l'altro più significativi di questo lungo percorso chiamato vita ed ho deciso di tornare a calmarmi.
La ciliegina sulla torta (e mai metafora fu più azzeccata per il momento in questione), è stata l'illuminazione per il regalo perfetto (o almeno si spera, quindi capite bene che ancora non lo ha ricevuto e non posso spoilerare) e per dei piccolissimi pensieri simbolici dedicatigli a partire da poco più di una settimana prima, in modo da raggiungere puntualmente la data più importante, quella del 14, con una lunga (e prevedibile e-mail, ammetto, ma sempre con parole ricercate) per rinnovargli quanto io lo ami a prescindere dai momenti no che possiamo o potremo mai avere.
Perché in fondo è con le piccole cose, con il tempo dedicato a cercarle unicamente per Lui, che lo si fa sentire una persona speciale ed unica.

In secondo luogo, anche se il meteo sembra non voler ritornare stabilmente primaverile, all'Università le lezioni, seppur ormai quasi arrivate alla fine, si fanno più sopportabili; il tempo trascorre meglio e soprattutto c'è sempre un motivo per ridere e sorridere.

Metteteci anche che, ormai, in casa con le non-più-nuove-coinquiline le giornate trascorrono più leggere. In particolar modo (e non lo dico solo perché sono impiccione e mi leggono) tra me e le due N (le chiameremo così perché fa molto duo VIP) credo si sia instaurata una confidenza ed un affetto molto forti.
Pensate che, una sera di quelle no di cui ho accennato poco su e nel post precedente, una delle due è venuta ad offrirmi il suo conforto mentre io stavo rinchiusa in stanza a praticare il Voodoo con la bambolina dalle sembianze di Maurizio (eheh, amore, ora hai capito perché avevi sempre dolori qui e là?:-P), mentre l'altra (che pure si era carinamente preoccupata per me) poche sere fa, uscendo tutte insieme sotto il diluvio universale e la desolazione di una città universitaria la domenica, mi ha comprato una brioche gelato che era a dir poco meravigliosa, una delle più buone mai assaggiate fino ad ora (e solo chi ha assaggiato il gelato artigianale di Pizzo può capire di cosa sto parlando).
Infine, sempre tutte assieme, abbiamo deciso di avviare un nuovo programma salutare: niente Nutella (no, scherzo, io di nascosto la mangerò a palate come sempre), niente cibo spazzatura (vedi parantesi precedente), solo allenamento serale (finché non collassiamo a terra, verosimilmente, eheh) per ottenere i muscoli più tonici che abbiate mai potuto immaginare sopra una che il massimo movimento che fa è raggiungere a piedi l'Università a tre km da qui.

In sostanza, quindi, si. Va tutto finalmente bene.

Ed andrà ancora meglio quando potrò riabbracciare, ormai tra pochissimo, il mio fidanzato, riservandogli qualcosa di carino che possa farlo sentire celebrato come la meraviglia che è. Fino ad allora prometto che cercherò di fare la brava.

Una splendida giornata, a chi non è come neve...

domenica 1 maggio 2016

Trovarsi accanto il traguardo

Da quando basta correre per arrivare primi?

Stanotte durante il mio non sonno ho scritto un post, che poi ovviamente è rimasto sospeso nel buio e nel silenzio, dissipandosi gradualmente fino a scomparire definitivamente con l'arrivo dell'alba.
Immotivatamente iniziava con la domanda poco su.

Il mio entusiasmo è direttamente proporzionale al malumore che arriverà subito dopo. E' statisticamente provato che più io sono entusiasta, più è probabile che accadrà subito dopo qualcosa che mi farà mettere il broncio. E tale broncio, appunto, sarà tanto più grande quanto sarà stato grande l'entusiasmo.
E quando dico statisticamente, intendo sempre.

Quale modo migliore se non lasciare che tutto venga accompagnato da pioggia e probabilmente tempesta da stamattina in poi?

Ora vi svelo un segreto. Io vivo di ossessioni e convinzioni, un mix letale.
Perché quando arriva qualcosa io lascio che la stessa mi ossessioni, correndo per sapere/conoscere/scoprire. E quando sono ossessionata poi mi convinco di aver saputo/conosciuto/scoperto. La cosa fondamentale è che il qualcosa in questione ovviamente non può essere un qualsiasi qualunque.
Mica posso lasciare che tutto mi corroda il cervello, potrei anche impazzire!

Per la settimana non ho programmi chissà quanto dettagliati od organizzati. In realtà stamattina appena sveglia mi son detta che, andando assolutamente contro la mia famosa natura da sguazzo-meglio-dentro-il-conflitto-e-la-battaglia, avrei semplicemente voglia di sopravvivere alla permanenza qui, per poi forse trovare voglia e movimento una volta tornata a casa mia.
Intendiamoci, non è che io sia una di quelle passive alla vita, che si piange addosso o che pensa che il dolore nobiliti l'uomo. Al contrario, sopporto con pazienza dovuta chi trova problemi ad ogni soluzione, chi invece che stringere i denti e sorridere perché sta scalando una montagna anche se ripida e aspra, non fa altro che lamentarsi della scarpinata. Li sopporto con pazienza dovuta, si, ma cerco anche di scuoterli e svegliarli dal mondo di drammi in cui vivono che a me fa mette tanta rabbia, chissà perché.
In un altro contesto qualcuno mi direbbe che ho una sensibilità diversa, forse tacendo che io di sensibilità potrei non averne.
Che potrei essere una di quelle che resta impassibile di fronte a delle lacrime o che si arrabbia ancora di più nel vederle scorrere.

Ma stavamo dicendo solo che il mio sopravvivere alla settimana in questione non comporta necessariamente un crogiolarsi nel tempo che passa come una ameba incapace di muoversi per controllare quello che accade e che si accontenta di farsi controllare. Piuttosto oggi ho pensato che forse non mi va più di arrabbiarmi con tutto quello che ho intorno quando le cose non sono come io vorrei, anche se ieri o due giorni fa invece avrei scatenato l'inferno, per citare uno dei miei film preferiti.

Chissà che non scopra che poi, sempre statisticamente, il malumore diventi direttamente proporzionale all'entusiasmo che verrà.

Per ora mi lascio così.

Un buon primo Maggio, a chi non è come neve...

giovedì 14 aprile 2016

Che tu puoi contribuire con un verso

In questi giorni non ho mai avuto voglia di scrivere, eppure non ho fatto altro.
Pagine di diari, di agende, di quaderni.

E' stata una settimana particolare, perché quando incomincia in un modo sembra che debba andare per tutto il restante tempo così.
E' sempre strana la sensazione di non essere compresi.

Siamo come tanti libri, banalmente; quando decidiamo di farci leggere ed aprire le nostre pagine, pensiamo che il lettore in questione recepisca le nostre frasi, i nostri capitoli, allo stesso modo in cui noi crediamo di averli scritti.
Poi però può capitare che avvenga il contrario, che una delle nostre citazioni venga letta in un modo che noi non avevamo neanche preventivato e ce ne sorprendiamo.
Tutte le volte in cui ho avvertito questa sensazione mi sono chiesta il perché; perché la persona a cui ho permesso di sfogliarmi adesso mi legge così?
Molto più difficile, e molto più raro, è stato chiedermi come mi facessi leggere io.

Perché c'è una grande differenza tra quello che diciamo e quello che crediamo di dire, tra come lo diciamo e come crediamo di dirlo.

Non è mai facile comunicare con qualcuno che non siamo noi, perché il più delle volte lo è anche con noi stessi.
Molto peggio è accettare i punti di vista altrui, la loro visione differente e la loro percezione di noi.
Fa sempre piacere sentirsi dire "sei una persona dolce, sei intelligente"; non metteremmo mai in discussione questa opinione di noi, ma quando si aggiunge anche un semplice "a volte sei poco delicata, sei testarda" facciamo più fatica ad ammettere che potrebbe essere la verità.

Forse perché non è tanto vero che, banalmente, siamo tutti come tanti libri in grado di farsi leggere dagli altri.
Immaginate poi la fatica nel dover scegliere il nostro titolo?
Io chi sarei?
Magari "La bella e la bestia" insieme, o qualcosa di simile..

C'è di buono che, in entrambi i casi, ho sempre accanto qualcuno in grado di farmi ridere anche nel bel mezzo di una litigata che continuava da giorni, alla sua lettura di me "la cosa buona è che quando ti arrabbi è come quando scrivi, non smetti più di parlare!"

"Noi non siamo veri e propri romanzi,
noi non siamo veri e propri racconti.
Noi siamo opere complete."
G. Zevin.


Una buona lettura, a chi non è come neve...

giovedì 31 marzo 2016

Tra tutta la gente almeno un tuo dettaglio

D'accordo con la data convenzionalmente scelta, ed in barba al fatto che precisamente quest'anno è arrivata in anticipo di un giorno, in quel di Cosenza il primo giorno di Primavera vero e proprio si è fatto vivo il 21 Marzo.
Una giornata a dir poco bellissima.

Un sole quasi estivo, l'aria tiepida, la calma.
Sembrava che anche la gente si fosse messa tacitamente d'accordo e camminasse per strada con il viso rilassato; niente solita corsetta per arrivare alle aule più o meno lontane. Solo una piacevole passeggiata.

Un tatuaggio bellissimo sul braccio sinistro di un ragazzo di passaggio: in grigio e nero il viso di una donna ed una lacrima appena nata dall'occhio bene in evidenza.
Poco dietro una ragazza con un cappottino leggero, dal quale sbucava la testolina di un cagnolino davvero ino.
Sorrisi strappati random da sconosciuti e piccole cose.

Pochi giorni trascorsi, poi, nel mezzo di una tempesta che si è placata solo quando sono arrivata al mio paese e nell'attesa del suo treno.
Tempo volato letteralmente insieme ai sorrisi ed alle urla dei miei nipotini e dei loro amichetti, tra i tanti e buoni dolcetti preparati da mia sorella e le uova di cioccolato collezionate qui e là.
Tempo volato insieme ai miei capricci ed alla dolcezza dei Suoi occhi comprensivi e dispiaciuti di qualcosa in fondo non fatto.
Tempo volato a fare pace con un abbraccio sotto le coperte ed un bacio delicato appena svegli.

E poi tempo trascorso a camminare sotto il sole di Pasquetta, a mangiare i panini ed i tranci di pizza in un parcheggio, ridendo tutti insieme a questa o quella battuta.
Tempo trascorso mano nella mano a guardare tutte gli oggettini in vendita ed a prendermi il cuscino con Tiziano Ferro stampato in bella vista.
Tempo trascorso insieme sul pullman che ci ha riportati, ormai dopo mesi di Sua assenza qui, nella camera che oggi è più che mai incorniciata da..noi.
Foto ovunque, più di sempre, frasi e bigliettini pieni di date ed orari, di anniversari e feste comandate.
Stelle luminescenti come regalo pensato per il mio rinomato amore per la volta stellata ed un angolino giallo/rosso, come omaggio al Suo rinomato amore per la squadra romana.

Piccole gioie strappate ad un orologio che, per ripicca, ci ha rubato un'ora e non ha smesso di sorprenderci neppure al fischio del treno puntuale.
Allo stesso orologio che ora, invece, nel momento della nuova attesa, sembra rimanere fermo ed impassibile.
Ma in fondo..
Non è l'attesa del piacere essa stessa il piacere?

Buona attesa e buon nuovo inizio, a chi non è come neve...

domenica 20 marzo 2016

Ho nuove storie da ascoltare

Dobbiamo metterci d'accordo.
Non va bene che quando sto a casa il cielo è azzurro ed il sole splende beffardo e quando invece ho lezione scende il diluvio universale.
Dopo essere tornata da lezione con l'acqua letteralmente fin dentro i calzini ed aver cercato di attutire i danni della tempesta con una doccia bollente, ho ascoltato Tiziano e canticchiandolo ho sentito che la gola aveva già deciso per me che non c'era più scampo.
Risultato: il fine settimana per me è iniziato un giorno prima.

La settimana che è appena terminata devo dire che non è stata un granché, non solo dal punto di vista meteorologico. Un malumore quasi costante che non so da dove sia spuntato, anche quando mi dicevo "dai, sorridi lo stesso che non fa nulla". Ma ormai sapete come sono.

Le lezioni sono state un po' meno peggio del solito. Non che abbia mai trovato drammatico starmene in solitudine, ma i giorni sono stati almeno più veloci.
Questo fine settimana non sono rientrata alla base: ho risparmiato il viaggio per le vacanze Pasquali ormai imminenti.

E con l'arrivo della Pasqua arriva l'uovo di cioccolato, il compleanno di Sasi, poi quello di Lulla ma soprattutto e finalmente, arriva Lui.
-L'uovo di cioccolata, ovviamente, l'ho già scelto e comprato: il cioccolato non si rimanda mai ed io ho scelto il più buono (sono un'esperta, ormai, dopo tutti questi anni di pratica!);
-Il compleanno di Sasi, che ormai sta diventando un ometto, lo vorrà festeggiare questo Sabato, tre giorni dopo la data vera. Era ed è entusiasta all'idea che potrà festeggiarlo veramente con tutti: zii, cuginetti, amichetti, ecc.;
-Il compleanno di Lulla, che in realtà è il primo di Aprile e per cui dovrò fare un pochino di avanti ed indietro dato che nel mezzo avrò pochissimi giorni di lezione;
-Il suo arrivo, che ormai attendo da un bel pochino e che ora più che mai mi risulta necessario.

Credo che affrontare una storia a distanza sia un gran, bel lavoro, ma che il tutto sia facilitato quando hai accanto un certo tipo di persona e quando, soprattutto, sai che da quel momento in avanti potrai solo avvicinarti a lei, non allontanarti di più.
In un altro momento della mia vita forse non avrei potuto affrontare una cosa del genere nel modo giusto. Immagino sarei andata letteralmente fuori di testa, gelosa come sono poi, all'idea di non poter vedere, di dovermi solo fidare e basta.

Invece le circostanze cambiano tante cose ed anche le persone. O forse le fanno riscoprire, mostrando quello che sono sempre state. O magari, e più semplicemente, è il tempo a migliorarti (o maturarti, come preferite).

Per tutto il resto, chi vivrà vedrà.

Una buona giornata, a chi non è come neve...

martedì 8 marzo 2016

Con tutto quello che uno vorrebbe dire

Delusa. Dalla prima settimana di lezioni. Ma c'è tutto un semestre per recuperare. O al massimo peggiorare.

Il mio entusiasmo per i corsi è andato via, via scemando di pari passo con la mia voglia di scrivere che, fino ad un mese fa circa, tenevo a bada giusto per non ammorbare il blog ma che ho lasciato sfogare tra le pagine dei miei fogli volanti e non. Eppure di cose da dire ne avrei tante, ma proprio tante. Ma questo non significa che debba farlo. O voglia. C'è sempre tempo.

Per descrivere questo momento, questo istante preciso, non necessariamente ieri o domani, ma questo semplicemente, direi che mi sento dentro una valanga. Silenziosa, ho lasciato che tutto quello che avevo taciuto o lasciato da parte perché era giusto farlo, mi trascinasse fino a valle. Così, per facilitare le cose, no?Invece che farmici portare uno alla volta, ho buttato tutto dentro in modo da, semmai, piangere una sola volta per tutto quanto che tante volte per ognuna.

Che poi il concetto di pianto ho cominciato proprio a sopportarlo poco da un po' di tempo a questa parte. Mi hanno sempre detto che i miei occhi anche solo l'attimo dopo non ne portino mai i segni visibili: nessun rossore, nessuna traccia allo scoperto. Ed ammetto che la cosa mi gratifica non poco. Potrei raccontare di episodi infiniti in cui ho pianto alla presenza di altre persone che non se ne sono mai accorte, né prima, né durante, né dopo. E non mi sono mai neanche sentita in dovere di tacciarle di noncuranza o insensibilità.

Il più delle volte le lacrime vengono associate alla tristezza, al dolore, io piango solo per rabbia. La sofferenza, per quanto poi mi affascini un po' per la natura auto-distruttiva che sembra venire a galla ad intervalli regolari in me, non è un sentimento, uno stato, che io abbia voglia o bisogno di associare alla mia persona. Sarebbe come ammettere che qualcuno è più forte di me, tanto da avere il controllo sulla mia capacità di stare bene. E questo, certo, vale anche per la rabbia con la differenza, però, che in quest'ultimo caso possa divertirmi anche io a colpire.

Ma comunque, per quanto ormai io lo abbia fatto, non ho intenzione di incupire il mio post ulteriormente. Tanto tutto si risolve sempre, poi il verso (se andrà bene o se andrà male) non lo possiamo decidere noi fino in fondo, quindi tanto vale ridere e sorridere alle beffe della vita.
E con questa grande perla di saggezza e questo post forse inutile e sicuramente non imperdibile vi saluto.
Sto per andare a tuffarmi in un mare di miei ricordi in cui qualcuno innocentemente ha buttato dentro altro, e siccome ritiene che la cosa sia tranquillamente sopportabile e tollerabile, chi sono io per dire di no?

Semplicemente, senza che un solo angolo del suo volto si muovesse, e assolutamente in silenzio, iniziò a piangere, in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo gli occhi, come bicchieri fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.

Buona festa della donna, a chi non è come neve...

martedì 23 febbraio 2016

Ora che sei così lontana, non posso farlo ora..

Il conto alla rovescia per il ritorno alla vita universitaria ormai è iniziato da un pochino.
Ho molta voglia di ricominciare e fare tutto bene, ancora meglio dei tre anni precedenti, ma anche una leggera ansia data da un probabile ritorno necessario che potrebbe essermi comunicato dall'oggi al domani.
Ma vediamo.

La mia particolare sensibilità a volte credo sia considerabile come una sottospecie di insensibilità.
Che chi lo ha detto che i drammi degli altri debbano per forza diventare i miei, solo perché "gli altri" sono persone vicine a me, molto vicine a me, in tutte le accezioni?

Credo che ci sia un preciso confine oltre il quale ciascuno di noi è esonerato dallo scegliere la sofferenza a tutti i costi. Soprattutto quando i ruoli dovrebbero essere invertiti: quando dietro i confini ci siamo noi e dovremmo essere noi protetti e salvati, non proteggere e salvare.
Soprattutto quando la soluzione ci sarebbe, proprio palese ed assolutamente non nascosta da nulla, ma ci si ostina a percorrere imperterriti la strada sbagliata.

Allora io perché dovrei a tutti i costi sacrificarmi in nome di qualcosa cui "gli altri" non credono?
Ognuno si salva come può.
Io lo faccio con una sana dose di egoismo ed una di amor proprio, perché sono sicura che se non penso io alla mia felicità ci saranno pochi disposti a farlo al mio posto.

Chissà cos'è che cambia; come si smette di amare. Eppure è successo a tutti. Anche se un blogger che seguo una volta azzardò un drastico "Se l'amore finisce, non è stato amore. Se lo fosse stato, perché sarebbe dovuto finire?". Ed io mi ero, sulle prime, discostata da questa idea, pensando che tanti anni non possono essere cancellati e surclassati come qualcosa di insignificante: il passato è sempre passato e non credo sia giusto, in fondo, rinnegarlo. Anche se io per molti versi avrei desiderato fosse possibile.
Però poi mi sono messa a riflettere e qualche tempo dopo, ho ri-commentato quella frase a quello stesso blogger (Daniele; vi darei il link del post, ma è su G+ e credo sia impossibile ritrovarlo), dicendomi adesso parecchio concorde con quel pensiero.

Come fa a finire l'amore?
Se io oggi ti amo, com'è possibile che domani smetta di farlo?
Se io oggi mi addormento pensandoti, come puoi domani smettere di essere al centro dei miei pensieri?

Che la cosa è di certo più graduale, però non riuscirei proprio a trovare il giorno preciso in cui tutto è finito davvero.
E' tutto così sfumato, l'amore che finisce, che è impossibile per me trovare la gradazione corrispondente alla fine.
Ammesso che poi, se finito, si possa parlare davvero di amore.

Il lato positivo è che io conosco benissimo il giorno in cui l'Amore, nella mia vita ovviamente, è iniziato. Quello non è stato fatto di sfumature e gradazioni, ma di un attimo improvviso verso il quale tutto quello che era successo fino a quel momento mi aveva piano, piano spinto.
E' stato quando ho capito che dirgli "ti amo" riempiva più il mio cuore, forse, del suo, perché era appagante, quasi troppo, amarlo, contro ogni logica.

Così qualche tempo dopo, abbastanza direi, mi sono ritrovata a pensare che se quello era Amore, e lo era ed è sicuramente, allora prima di quel momento non lo avevo provato mai, neanche lontanamente.
E mi sono detta che quello che finisce, almeno se senza rispetto, lo era men che meno.
Perché ci sono proprio tanti modi di ferire qualcuno, ma scegliere il più cattivo fa la differenza.
E ci sono tanti modi per salvarsi, ma ognuno si salva come può.

Buona giornata, a chi non è come neve...

martedì 16 febbraio 2016

Coriandoli di cielo

Sul nostro stesso binario passo alle spalle di un uomo con una valigia blu.
Una lettera in mano, scorgo solo una grafia grande, più grande della mia, rosa su una carta stampata di scuro ed il nome del mittente. Nella mia mente mi chiedo chissà chi sia.
Magari una figlia, magari un'amica, una fidanzata. Magari un'amante.

Sul fondo di un'altra valigia, rossa, più grande, anche io ho lasciato la mia calligrafia rigorosamente di nero su un foglio bianco che, però, dovrà percorrere tutti i km fino alla capitale per essere scoperto.

Mi sorprendo sempre dei piccoli gesti che la gente semplicemente compie e che sono così lontani dai miei, quasi troppo pudici.
Come quando sorrido se sento delle parole dolci espresse in pubblico perché a me mancherebbe il coraggio di farlo. O come quando mi sporgo per fare attenzione alle emozioni sul viso di uno sconosciuto che ha appena finito di leggere una lettera sui binari di una stazione, in mezzo a tanti altri.

Sono stati giorni lunghi ma mai abbastanza, passati davvero continuamente con il sorriso sulle labbra. Alla fine dei quali mi ero chiesta se mi avrebbe sopportata così tanto, letteralmente ogni ora del giorno e della notte, ed invece su quel binario mi sono resa conto che all'unisono silenziosamente ci stavamo dicendo la stessa cosa.

Non partire; parti con me.

Mi sono sentita bene, quasi a casa, dentro quelle mura sconosciute che però il mio fidanzato aveva reso accoglienti per me. Per non farmi andare via. E mi sono sentita al sicuro in una città immensa, piena di visi mai neanche intravisti prima di allora, perché quello che mi stava accanto, invece, lo conosco da anni ormai e me ne sono innamorata profondamente senza smettere mai.

Mi sono fidata, ho abbandonato la mia mania di controllo ed ho lasciato le redini nelle sue mani, scoprendo con rilassato piacere che avevo fatto più che bene.
Ho riso in mezzo alla sua famiglia, ho incrociato occhi simpatici che mi hanno fatto sentire al posto giusto come se ci fossi stata da sempre. Mi sono beata delle gentilezze messe in atto appositamente per me.

Ho vissuto delle emozioni fortissime, intime, solo mie e sue. Qualcosa di mai provato prima, mentalmente soprattutto, qualcosa come una unione a tutti i livelli. Come un lucchetto che si blocca senza costringere, come due mani che si incastrano alla perfezione.
Goccioline sgorgate dagli occhi a dirmi che quello che stavo sentendo era ed è la cosa giusta, con la persona giusta davvero.

Ed ora un nuovo inizio che però è sempre lo stesso, in fondo, Nuovi ritmi che impareremo a fare andare allo stesso tempo, come le note della canzone che sarà il tuo cavallo di battaglia per sempre.
Nuovi sogni che si trasformeranno in obiettivi prima e risultati poi.

Ma sempre in due, perché le cose buone non si cambiano, come la squadra vincente.
Niente paura, una stretta a darmi sostegno ed una per darne a lui.
Niente paura, la paura non esiste.

E tutto il resto è giorno dopo giorno
E giorno dopo giorno
E' silenziosamente costruire...

Buona giornata, a chi non è come neve...

mercoledì 27 gennaio 2016

Capace anche ad arrendersi

E’ sempre magico il modo in cui scegliamo o il modo in cui ci facciamo scegliere.

Quando ascolti una canzone per la prima volta e capisci subito, senza domande, senza pretese, che quella è la tua canzone. O quando a farti innamorare è il suo autore che non ha nulla di speciale rispetto ai migliaia di cantanti che trovi in giro per la radio eppure hai deciso che quello sarà il tuo. Io ero letteralmente una bambina quando mi chiudevo in stanza per rubare il cd di una delle mie sorelle maggiori ed ascoltare quella canzone che aveva dentro il mio nome. Ma non è stato quello che mi ha fatto affezionare a lui, no. La scintilla vera e propria, se così si può chiamare l’adorazione virtuale per un cantautore, è scoccata quando sul palco del Festivalbar, allora per me sinonimo a tutto tondo di Estate anche se era Settembre, lo vidi ballare sotto le note allegre ed a tratti sensuali di uno dei suoi tormentoni, dopo una lunga assenza che poi sarebbe stata la regola anche per i successivi dischi.

Quando senti quel profumo e capisci che è il profumo adatto. E così la mia nostalgia sa di gelsomino, quel fiore bianco che per tanto tempo ho ignorato nonostante per altrettanto tempo sia rimasto rigoglioso ad incorniciare le scale ed il cancello del garage di casa mia. E la mia tristezza sa di terra bagnata, quella che nelle notti d’estate ti riempie i polmoni perché le lacrime che ti rigano il viso non ti fanno dormire. E la felicità sa di quel profumo che sta fermo, imprigionato, sulla federa del cuscino bianco ed arancione o del detersivo delicato dei vestitini dei miei nipotini o dell’odore di cornetto caldo o di dolce buono che riempie le strade quando libera e leggera torni dall’Università con un esame in più sul libretto.

Quando vedi qualcosa che vorresti riempisse i tuoi occhi da quel momento in poi, per tutta la vita. Il sorriso del tuo primo bambino, il quadro dentro al museo più famoso, il mare in tempesta, uno sguardo. Non so quando ho deciso che amavo il cielo di notte, eppure ogni volta che posso alzare lo sguardo alle stelle mi sento bene, soddisfatta, come fosse la prima volta. Mi sono chiesta più volte che cosa ci sia in fondo di speciale in quelli che sono semplicemente dei puntini bianchi su un manto nero, eppure ogni volta mi rispondo che non c’è nulla di egual bellezza, per me, in natura. E me ne sto là a perdermi magari con la speranza di vedere una scia veloce per addossarle un desiderio, seppur fuori stagione.

Piccole cose, solo mie, che soddisfano i miei sensi e li coccolano all'improvviso o dopo averle appositamente ricercate. Piccole scelte che prendo o che prendono me, completando a loro modo piccoli angoli della mia vita.

E le vostre, quali sono?


Una buona giornata, a chi non è come neve…

sabato 23 gennaio 2016

Il destino che connette ogni mondo

Ci sono tantissimi modi per frugare dentro la vita di qualcuno.

C'è chi tacitamente se lo sente chiedere dal proprietario della vita in questione, come succede un po' con me e voi e con voi e me. Che nessuno ha scritto da nessuna parte che a me debba interessare che dialetto parlate, che sfondo preferite al blog, che libri leggete, ecc. Eppure io lo so e continuo a volerne sapere ancora. Così come nessuno ha scritto da nessuna parte che a voi debba interessare che io amo Tiziano, che sono oltremodo gelosa, che non so cucinare, ecc. Eppure voi lo sapete e se leggete anche questo post allora continuate a volerne sapere ancora.

C'è anche chi va alla ricerca di tracce disseminate qui e là, pur sapendo che sia un paradosso.
Come chi, magari, d'improvviso si chiede che fine abbia fatto il migliore amico o la migliore amica di un tempo; quello o quella che lo ha accompagnato per buona parte di una certa fase della vita ed allora parte alla ricerca di indizi sul come sia diventato o diventata.
E in questo frugare, che a ben guardare è alla fine quello più innocente ed ingenuo, cominci a renderti conto di star guardando una persona tutta nuova, che ha qualcosa che ti ricorda quella vecchia, ma forse le somiglia soltanto appena. La cosa più facile che tu possa chiederti è se si ricorda ancora di te anche lei o se, come avevo scritto diversi post fa, il suo cerchio è chiuso e con quello è finito tutto in uno scatolone.

E' proprio a questa domanda che parte la paradossale caccia ad un filo, inesistente nella stra-grande maggioranza dei casi, collegato al tuo. Di una canzone che, se la vedessi là, ti farebbe senza dubbio esclamare "è la nostra, e sono sicura che lo ricordi anche lei/lui e sono altrettanto sicura che è per quello che l'ha scelta!".
Che poi questa sia la verità, che poi quella canzone l'abbia messa per caso, che in realtà quella canzone non ci sia mai stata, non conta. Tu hai deciso di frugare nella sua vita alla ricerca di qualcosa che hai bisogno di vedere, quindi lo vedi e basta.

E come detto, questo non fa male a nessuno. Non fa male a te, che adesso scopri che quella persona ha totalmente rivoluzionato il proprio stile di vita; i propri gusti musicali, le abitudini pomeridiane, le passioni che pensavi avreste condiviso, seppur parallelamente come i casi della vita a volte portano a richiedere, per sempre. Non fa male a lei o lui, che magari non saprà mai che tu hai degli ancora: ancora amo studiare economia, ancora amo lo stesso piatto, ancora ascolto sempre lui, ancora rido per le stesse cose.

O magari lo sa, perché non sei stata l'unica a frugare nella vita degli altri e tu non lo saprai mai ma state sorridendo insieme, da lontano.

...Non dimenticherò da ora in poi i paesaggi del mondo e le fotografie insieme a te..
Ma ora salutandotiaffogo...
Guarda da lontano quelle luci un'altra volta e dopo
stringimi e poi stringimi e non sarà mai più...

Buona ricerca, a chi non è come neve...

giovedì 14 gennaio 2016

Come un uragano di vita

Che siate cinici, disillusi, disincantati o inguaribili romantici, in attesa del principe azzurro o della principessa dai lunghi capelli che vi guardi da sopra la torre, dovete proprio ammetterlo. Quando l'amore si muove, non c'è nulla che vi possa trattenere fermi.

E che questo movimento inizi quando siamo ancora giovani, giovanissimi e che duri fin quando siamo già definibili come adulti è davvero raro, qualcuno direbbe quasi impossibile, eppure accade.
Ti accorgi che è molto più di una abitudine quando guardi una coppia di lunghissima data, nonostante lei non sia arrivata ancora ai trenta e lui li abbia sfiorati da poco, che hai visto crescere perché lei ha il tuo stesso sangue, il tuo stesso cognome (ed anche molto del tuo viso, a detta di tutti quelli che ci conoscono) e lui, invece, ha passato così tanto tempo tra le mura della tua casa da potere ormai essere considerato a tutti gli effetti un fratello acquisito.
E quando sei a cena da loro e cominciano a parlare di come a volte capitino i litigi tra di loro, ti fa sorridere che ad un tratto entrambi dicano la stessa dolce, immatura, ma soprattutto complice cosa: "quando siamo imbronciati l'uno con l'altra e nessuno dei due vuole ancora cedere non prendiamo mai l'ascensore insieme, perché non riusciamo a trattenere le risate".
Sorridi ad una cosa così semplice, per molti forse insignificante, ma abbastanza forte da rimanerti impressa ancora ora ed usarla per iniziare un tuo post. Forse perché immagini benissimo entrambi i visi distendersi in una risata trattenuta fino ad esplodere fragorosa.

O forse perché ad un certo punto della tua vita quella stessa complicità sei riuscita a provarla anche tu.
Quella in cui dormire accanto a lui non procura nessun timore, nessuna vergogna, neanche se indossi il pigiama meno sexy che si trovi in commercio.
Soprattutto quella in cui i silenzi non hanno nulla di imbarazzante, ma tutto di magico.
Che a ben pensarci stare in silenzio insieme ad una persona non è poi così semplice. C'è sempre la martellante domanda del "devo dire qualcosa?ed ora che dico?chissà a che pensa?".
Invece quando sei con lui, o lei, non serve nient'altro se non la tua mano sopra il suo petto o viceversa. Ed a questa cosa ci ho pensato mentre la mia mano era davvero sulla sua che si muoveva calda tra la mia pelle e la maglietta ed il mio viso si nascondeva tra la piega del suo collo per sentire meglio il suo profumo buonissimo.

E ci ho pensato quella mattina presto in cui è arrivato dopo una notte di viaggio certamente insonne ed ancora col pigiama ed i capelli scompigliati sono andata ad aprirgli la porta ed abbiamo dormito, o provato a farlo, abbracciandoci sotto le coperte in una stanza quasi buia e la porta socchiusa.
O quella sera in piazza in cui col naso congelato lo baciavo a tratti pensando semplicemente che non avevo mai, mai, mai visto un ragazzo col viso più bello, dolce ed ancora bello del suo, coi suoi occhi accesi su di me mentre mi prendeva in giro e mi schioccava ancora le labbra contro le sue.

E ci ho pensato ancora un milione di volte; quelle in cui indossavo la sua felpa per me immensa, con il suo profumo e lasciandogli il mio, vedendolo ridere dandomi della faccia da delinquente se mi coprivo col cappuccio e gli chiedevo di non chiamare la polizia; quelle in cui gli infilo battute sottili e un po' maliziose aspettando che mi chieda il riscatto o quelle in cui mi maledice quando al karaoke davanti alla mia famiglia la canzone la scelgo io e ad un certo punto si ritrova imbarazzato a cantarmi di "un body a balconcino che ti tiene su un seno che così non si era mai visto prima". 

E ci ripenso ancora un milione di volte quando scoppio a ridere di fronte alle rime strampalate che mette giù per me, straziando anche canzoni di Tiziano; o quando mi stringe fortissimo la pelle perché a me piace così e rimuove quell'unico centimetro di spazio rimasto tra di noi.
O quando litighiamo ed io mi lascio scappare la mia furia cattiva che lui prontamente mi fa ritrattare, arrivando dove io non riesco e lasciandomi arrivare dove a non riuscire è lui.

E tutta questa complicità la ritrovo ogni volta che torna e ricomincia tutto da dove avevamo lasciato, senza che nel mezzo e nel frattempo si sia insinuato mai nessun altro.

Soprattutto aspetto che questo, tutto questo, sia distante solo una porta chiusa per andare a lavoro, o all'università e poi riaperta per chiudere tutto il mondo fuori.

Sei un mito per me..

Buona giornata, a chi non è come neve...