venerdì 15 novembre 2019

E con questa sono due

Io a sta cosa che ognuno ha la propria strada scritta dentro ci credo davvero. Ci credo a modo mio ma ci credo. Mi dico che tutto accade per una ragione e ci credo davvero. Mi dico che nulla è casuale e ci credo davvero. Mi dico che alla fine forse non esistono scelte sbagliate, perché anche quelle che lo sembrano qualcosa di buono possono lasciarcelo, e ci credo davvero.

Solo che a volte è abbastanza difficile comprendere qual è la motivazione dietro ogni cosa e qual è la strada da seguire -o da lasciare.

Ho letto una frase bellissima, mi è piaciuta tanto perché rispecchia quello a cui penso e che mi affascina da sempre: il mondo è pieno di storie che in realtà sono una storia sola.
O qualcosa del genere.

Il senso è, o dovrebbe essere, abbastanza chiaro.
Il nostro destino è inevitabilmente legato al destino di molti altri ed in qualche modo questi destini si cambiano, foss’anche un solo attimo per volta, a vicenda.
Tutte le persone che incontriamo, io penso, anche solo per qualche giorno, per qualche minuto, hanno il potere di cambiarci potenzialmente la vita intera.

Si inizia piano, piano, sia chiaro, non è che la nostra esistenza viene stravolta ogni giorno completamente dal primo che passa. O dal secondo. Ma piano, piano, un evento ne influenza un altro e, sempre piano, piano, il nostro destino cambia così inevitabilmente.
Magari, semplicemente, chiediamo una informazione per strada alla persona sbagliata che ci fa perdere tempo, arriviamo in ritardo alla stazione, perdiamo il treno, perdiamo l’occasione di fare quel colloquio che intanto è stato sostenuto da qualcuno di più brillante arrivato al momento giusto ed un pezzo della nostra vita presente, e quindi futura, sarà cambiata. E l’avrà influenzata lo sconosciuto sbagliato a cui abbiamo chiesto l’informazione per strada.
Che va bene, si, la sto facendo forse più drammatica del dovuto però il senso lo avete compreso, no?
E non è così sbagliato come concetto, no?

È che ultimamente scrivo poco ma penso tanto. E mi sono resa conto che penso ad un tema ricorrente, che è quello della casualità e del destino, appunto.
Non faccio altro che ripetermi la stessa cosa, che poi è quello che ho scritto in questo post. Ed in molti di quelli precedenti, a ben guardare.
Non è che stia cercando di auto-convincermi. È che sono più che mai, ora, affascinata da questa idea dei mille pezzi di puzzle degli altri che si incastrano ai nostri.
Forse perché negli ultimi tempi, grazie al lavoro, la mia strada ha incrociato quella di tante persone diverse, a volte per percorsi abbastanza lunghi, altre per pezzi irrisori. Quindi più di una volta mi sono trovata a chiedermi, come ha fatto Tiziano, cosa gli altri di me hanno preso ed a me di loro cos’è rimasto.
Le risposte che mi sono data sono state a tratti soddisfacenti, a tratti tristi, a tratti tali da regalarmi un bel sorriso, una bella consolazione.
Perché è proprio vero che, alla fin, fine, nella vita non si perde davvero mai. Si impara e basta.

Io a volte mi sono divertita di più a non imparare mai, altre non ho potuto fare a meno. Altre ancora non ci ho nemmeno pensato ed ho lasciato che tutto si fondesse, si accartocciasse su sé stesso e sfumasse gradualmente fino a sparire per sempre. Per poi magari ricomparire furiosamente quando meno me lo aspettavo, ma questa è un’altra storia. È quasi sempre un’altra storia.

Però sono viva, piena di sbagli e di cose giuste, ma sono viva. E questa è la cosa più importante. La sensazione più importante.

Buona giornata, a chi non è come neve...

19 commenti:

  1. Il destino non esiste. Siamo noi che lo creiamo con l'influenza altrui.

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    1. Ed io chiamo questa influenza destino xD
      Punti di vista diversi, tutti bellissimi, per dire la stessa cosa...bellissima anche quella :D
      Un abbraccio :)

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  2. Come dici bene tu nella vita dobbiamo solo imparare, da tutto ciò che ci capita, non è facile, certo, ma per vivere appieno dobbiamo proprio fare tesoro di ogni cosa.
    sinforosa

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    1. A volte io però mi diverto di più a non imparare mai, sono proprio pessima XD
      Ma crescendo si impara, spero...
      Un abbraccio :-*

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  3. È vero, potrebbe essere come dici. Ma anche in senso positivo, no?
    Magari sarai tu la persona brillante al momento giusto, grazie a un'informazione sbagliata data ad altri, o magari data proprio a te :)

    Moz-

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    1. Voglio incorniciare il tuo commento, è semplice ma bellissimo e pieno di speranza ed ottimismo *.*

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  4. Nemmeno io credo alla casualità ma non significa che la nostra vita è già scritta perché non riesco a immaginare l'esistenza di un'Entità che abbia programmato la nostra vita.

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    1. Io non penso che sia proprio scritta e che non possiamo cambiarla, credo che però siamo sempre nel posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste. Tanto per citare un'altra frase che ho appena letto "tutto accade alla perfezione" :)

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  5. L'ultima canzone di Tiziano piace anche a me, tant'è che l'ho scelta come didascalia di una delle mie foto instagram.
    Cosa mi lasci di te e di me tu cosa prendi?
    La vita è in quelle frasi lì. Ciascuno ci lascia qualcosa e si prende qualcos'altro. Ed è così intenso questo scambio da mettermi i brividi.
    Un caro abbraccio.

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    1. E chissà se tutti, poi, sono disposti a custodire per bene e per sempre quello che si sono presi di noi...io me lo auguro ma non sempre l'ho fatto io stessa...
      Grazie mille, un abbraccio :-*

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  6. boh. non lo so. l'unica certezza è che l'universo si muove verso il caos. si chiama entropia. è bella così. dio gioca a dadi e ci si diverte pure.

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    1. Lo so e lo sai perché lo so? Perché ho un libro bbbbbellissimo che si chiama "non ne abbiamo la più pallida idea" che parla di tutto questo in termini semplicissimi, divertenti ma seri :-D non l'ho ancora terminato solo perché mi ci concentro bene ogni volta che leggo un nuovo capitolo, e per "concentro bene" intendo che prendo proprio appunti sul mio bel quaderno comprato appositamente per l'occasione *.*

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  7. Non so se è già scritto o meno, però il destino a volte è proprio una bella stronza..

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    1. Ahahah mi piace questa tua frase al femminile :-P

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  8. No, no esiste nessuna strada scritta. C'è una strada che si forma, durante il nostro cammino di vita. Che costruiamo noi. A volte facciamo deviazioni. Deviazioni, non scorciatoie. La deviazione può essere definitiva, cioé far cambiare tutta la nostra direzione. Oppure dopo un po' riprenderemo la direzione originale. L'importante è stare bene in questo cammino. Non sappiamo cosa ci attende al traguardo, alla fine della strada. Ma come si dice, "Quello che conta è il percorso del viaggio e non l'arrivo". La deviazione può anche essere un errore, oppure può essere il primo passo verso un nuovo percorso. Finché non lo si prova concretamente, non possiamo saperlo. E' molto peggio allora fermarsi. Rimanere lì. Non esistono scelte sbagliate. Le uniche sono quelle fatte a caso. Ma praticamente è impossibile, perché nessuno di noi si muove a caso! Possiamo fare una scelta più di istinto, di pancia, o di cuore, ma ci sarà sempre un pizzico di ragione in questo. Prima di fare qualcosa, pensiamo: poco o tanto che sia.

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    1. Riky, il tuo commento ho lasciato in attesa per tutti questi giorni? Sono imperdonabile :-/
      Quando ho letto che nessuno muove a caso ho sorriso pensando ad una vignetta stupida che dice "ogni volta che devo prendere una decisione immagino di star giocando a scacchi...e quindi muovo a caso perché chi ca**o ci sa giocare a scacchi?!" xD
      Comunque, parlando seriamente :)
      Sicuramente meglio muoversi e semmai sbagliare che rimanere fermi; ché rimanendo fermi certamente non si rischia...neppure di fare la cosa giusta o di trovare strade migliori. Questo non significa prendere colpi di testa ad ogni bivio, ovviamente. Però è giusto provare e farsi delle domande, sentire le cose giuste mentre si va o sentirne di sbagliate per i motivi giusti o giuste per i motivi sbagliati...
      Comunque siamo qui, questo è l'importante :)

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  9. ah no, di casuale non c'è nulla, poco ma sicuro

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.