mercoledì 22 aprile 2020

...Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale...

Quando finisce una relazione finisce molto più di un rapporto tra due persone.
Ti cambia la vita senza nemmeno rendertene conto con la stessa velocità e con la stessa lentezza messe insieme con cui ti è cambiata nel momento in cui la relazione era iniziata.

Finiscono le abitudini.
Quelle in cui si programmava in due; quelle in cui i biglietti erano comprati guardando agli impegni dell'altro; quelle in cui c'era sempre un treno da prendere ed un altro da aspettare.
Il buongiorno al mattino, la buonanotte alla sera, i che hai mangiato oggi, che mangeremo stasera.
Il nome in rubrica, le foto alle pareti, le pagine di un'agenda, i messaggi di una chat.

Non lo so quando ha iniziato a finire.
È una cosa che fa impazzire. Con la mente ci ho provato migliaia di volte a raggiungere quel momento esatto ma non ci son riuscita...È possibile addormentarsi di notte e svegliarsi al mattino con la consapevolezza che nel frattempo qualcosa ha fatto tutta la differenza del mondo?
Non lo so, non credo che qualcuno al mondo possa darmi questa risposta oppure che a questo punto possa essere davvero utile.
Forse certe cose devono solo accadere.
Ci ho pensato tanto all'opportunità di scrivere questo post. Forse avrei dovuto evitare di pubblicarlo o anche solo di scriverlo, o forse ho fatto bene perché averlo messo qui non cambia quello che è stato.
Qui dove tutto è iniziato adesso mi dilania il cuore e l'anima sapere che è anche tutto finito.

A volte mi chiedo se sia possibile essere fatti peggio di me. Me lo chiedo senza durezza nei miei confronti, senza delicatezza. Me lo chiedo come una constatazione, un dato di fatto.
A volte mi chiedo quanto possa davvero fare male il modo in cui parlo, la freddezza con cui sembra io mi esprima e che sono certa i miei interlocutori abbiano avvertito più di una volta.
Ma io non ho un altro modo di essere io ed anche adesso che mentre scrivo la tristezza trabocca dagli occhi, semplicemente la asciugo con le maniche della mia maglietta e faccio finta che non stia succedendo a me.
Non lo so perché ha iniziato a finire.
Era come se stessimo preparando insieme una torta; entrambi la volevamo esattamente nello stesso momento e dello stesso gusto. Avevamo già preparato tutto l'impasto, avevamo messo insieme tutti gli ingredienti necessari. Ne mancavano solo due. Solo io avevo il mio e solo lui aveva il suo.
Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato, lo avevamo atteso e programmato fin dall'inizio, e proprio quando ci siamo trovati di fronte all'impasto perfetto...nessuno dei due è riuscito a cedere la propria parte. Era troppo grande...

Ed è iniziato un fiume di parole e di risentimento e rancore e rabbia e tristezza e senso di abbandono e solitudine ed ancora altra rabbia ed altro rancore ed altra tristezza da entrambe le parti. E si è accumulato tutto sulle spalle e poi sul cuore e non sono riuscita più a togliermelo di dosso ed a poco a poco ho capito che non potevo, non riuscivo più. Non avremmo retto...

Ho tradito le promesse che ci eravamo fatti, ho tradito la fiducia che ci eravamo scambiati, ho abbandonato i sogni che avevamo ben piegato dentro i nostri cassetti più cari ed i progetti che avevamo disegnato nella mente e nel cuore.
L'ho fatto per mesi in punta di piedi, piangendo di nascosto la notte o il pomeriggio perché non potevo accettare l'idea di star facendo quello che stavo facendo e poi sono esplosa quando i muri si sono moltiplicati e sono diventati sempre più alti.
Non hai avuto il coraggio di chiedermi le cose giuste ed io non ho avuto il coraggio di rispondere lo stesso.
Ho scelto con fermezza di chiudere la porta, ho agito senza delicatezza perché forse dimostrare la propria insensibilità in questi casi aiuta a vedere lucidamente chi hai di fronte ed a comprendere che non ne vale più la pena. Che non ne valgo più la pena.
E me lo dico senza durezza nei miei confronti, senza delicatezza. Me lo dico come una constatazione, un dato di fatto.

Ho riconosciuto i miei errori, ho dato loro un nome come si fa coi vecchi amici ma non m'è servito stilare una lista, perché è stato sufficiente fare i conti tra me e loro.
Avrei potuto agire in modo diverso, forse; non dubito che dall'altra parte qualcuno lo abbia pensato e lo stia pensando ancora, ma non ci sono riuscita, non ce l'ho fatta a non dare conto alla me stessa che sono sempre stata. Che sono sempre stata.
Ma a volte si toccano alcuni tasti che non possono essere scoperti; a volte ci sono delle regole tacite che devono essere rispettate e quando queste si infrangono, da qualsiasi parte arrivi la violazione, non c'è più modo di tornare indietro per sanarle.
Non lo so quando tutto ha iniziato a finire.
Ma era inutile torturarsi ancora in quel modo.
Era inutile cercare di scendere a dei compromessi che, in teoria, avremmo già dovuto raggiungere da tempo. Che, in realtà, pensavo avessimo.
Era inutile cercare di aggiustare qualcosa che si sarebbe rotto in qualsiasi altro momento più in là, facendo solo ancora più male, distruggendo i cocci già fragili per dei cocci ancora più piccoli, più aguzzi, più taglienti.
Mi sono sempre detta che quella cosa del "l'amore non basta" fosse una scemenza. Lo dicevo proprio fermamente, convinta, come si ripete un mantra.
Invece l'ho provato sulla mia pelle.
L'amore non basta, alcune volte.
Servono dei sacrifici ed in alcune storie questi sacrifici sono indispensabili ma così grandi che, senza nessuna colpa, nessuno dei due partner riesce a portarseli sulle spalle.
Che quando ci sono andata vicina, quando ci ho provato, è cominciato ad andare tutto male.

Forse quello è stato il momento in cui tutto è iniziato.
Il momento in cui tutto è finito.

Vorrei che le mie parole non ti torturassero.
Vorrei che il mio pensiero non ti tormentasse.
Vorrei che un giorno svegliandoti tu ti accorgessi che avevo ragione.
Vorrei ti restassero solo le cose belle.
Vorrei che tornassi su questo blog quando nel tuo cuore ci sarà ormai solo un bel ricordo, senza malinconia, senza dolore, senza tristezza, senza risentimento, senza pentimento.
Vorrei tornassi sul tuo quando sarai diventato una persona nuova, felice, con accanto qualcuno di giusto. Veramente giusto.
Vorrei non fosse successo a noi.

A chi non è come neve...

...Che anche se non valgo niente, perlomeno a te...

56 commenti:

  1. Paola :(
    Ho letto tutto e alla fine mi è salita una tristezza immane che non so spiegare e che non avrebbe neanche senso spiegare, in realtà. Perché qui non si tratta di me ma si tratta di te, di voi. E' doloroso veder finire una storia in cui si è investito tanto, forse tutto. Doloroso ma talvolta necessario. E' vero che l'amore non basta, non è una frasettina retorica, è proprio così. La vita non è mai così lineare come avremmo voluto disegnarla.
    E questa frase, sai, sembra descrivere perfettamente anche me : "A volte mi chiedo quanto possa davvero fare male il modo in cui parlo, la freddezza con cui sembra io mi esprima e che sono certa i miei interlocutori abbiano avvertito più di una volta." Per cui la comprendo come si possono comprendere ben poche cose.
    Io ti mando un abbraccio forte, ma ne mando anche uno a lui. Che non conosco, ma a cui un po' si voleva bene visto che ti ha reso felice.
    Un abbraccio ad entrambi.

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    1. Ciao Dama, in primo luogo grazie mille del commento perché è stato il primo di questo post ed il primo a strapparmi una lacrimuccia...posso ben capire la tristezza che hai provato, perché quando leggevo parole simili di altre persone, mentre io ero in un'altra situazione, sentivo la stessa cosa...
      Hai detto bene, doloroso e necessario...doloroso perché a volte questa "necessità" la avverti solo tu e, oltre al male intrinseco della cosa, sai anche di star ferendo un'altra persona che è stata così importante per te...
      Necessario perchè non si può andare avanti da soli, bisogna essere in due e bisogna avere le stesse prospettive e la stessa visione su come queste dovrebbero essere raggiunte.
      Spero si apra presto una nuova, bellissima, strada.. E non è un desiderio per me stessa.. Un abbraccio forte anche a te, che sei così simile a me. Grazie dell'affetto :**

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  2. Non è vero che sei la persona peggiore ("A volte mi chiedo se sia possibile essere fatti peggio di me").
    Credo che il vostro rapporto sia stato eccezionale, ma ciò che è eccezionale purtroppo non sempre è eterno. Le cose non cambiano dall'oggi al domani, ma è come un fiume, che erode a poco a poco. Quindi questa vostra relazione non si è spenta come un fuoco sotto l'acqua, ma si è spenta piano piano. Una relazione che finisce per procurare tristezza rende la decisione inevitabile, benché estremamente dolorosa.
    Non sei tu a non valerne la pena, ma evidentemente era giunto il momento che non valeva più la pena portare avanti una relazione prima così perfetta e così armoniosa, poi non più, così purtroppo va a volte la vita, l'importante è rendersene conto prima che possano verificarsi delle situazioni irrimediabili.
    Ricordati cosa diceva De André: "Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati".
    Auguro a voi due tutto il bene possibile, anche se le vostre vite si sono separate, anche se i vostri cammini si sono diversificati.

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    1. Ciao Riky, forse tu più di chiunque altro hai saputo leggere tra le righe dei miei tanti post in cui, più o meno volontariamente, traspariva tutto quello che stava succedendo dentro ed intorno a me...e di questo ti ringrazio perchè hai saputo, a mio avviso, usare sempre le parole migliori.
      Una volta un mio carissimo amico mi disse che alcune cose sono belle, troppo belle per continuare ad esistere in eterno così. Credo che sia andata esattamente così per noi. Era tutto bellissimo ma ad un certo punto io non sono più riuscita a portare avanti le cose nel modo giusto...e quando vengono a mancare certi ingredienti non puoi rimediare sostituendoli con altri, né puoi far finta che non servano.
      Era giusto che andasse così, ed era giusto non trascinarla oltre rendendo poi tutto ancora meno semplice.
      Ti ringrazio e ti abbraccio davvero forte, per il commento e per l'affetto.

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  3. Per caso ci si incontra e si diventa amici, oppure nasce l'amore, una gioia nel condividere il tempo, ma poi l'amicizia, l'amore e la simpatia non vivono e non si sviluppano per caso. Servono tantissime cose che nemmeno erano immaginabili.
    E' la dura legge del vivere. Non ci sono colpevoli, né vittime, né carnefici. Le promesse è giusto farle perché le sentiamo, ma poi i fatti della vita fanno chiarezza, e questo è un bene, significa anche essere onesti con se stessi e con gli altri.
    Ciao Paola.

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    1. È un commento che descrive benissimo il modo in cui a volte la nostra vita si rivolta, Gus. Per amare non basta l'amore, hai detto bene, ci vogliono davvero tante, tantissime cose per poterlo fare al meglio e queste non possono partire solo dal cervello, dalla volontà di averle, ma devono assolutamente arrivare dal cuore. Ma dal cuore nascono e si sviluppano solo se c'è lo stare bene con sé stessi immaginando una prospettiva da realizzare nello stesso modo che immagina l'altro... Altrimenti è un ferirsi un colpo dietro l'altro, una recriminazione dietro l'altra...
      Ti ringrazio per l'affetto, davvero. Un abbraccio

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  4. Sapevo da un po' di tempo che questo post sarebbe arrivato.
    E cercavo di essere pronta, di avere sotto mano le parole da dire e da scrivere, nel modo migliore possibile.
    Ma non si è mai pronti. Non si è pronti a lasciare andare una storia così importante, non si è pronti ad accusare tutto il dolore patito e distribuito.
    Non si è pronti a trattenere le cose belle e a lasciar scorrere quelle brutte.
    Se bastasse l'amore in un rapporto, chissà forse sarebbe tutto perfetto, secondo la nostra idea della perfezione. Ma come dico sempre, invece, siamo imperfetti. Suscettibili, umorali, sbagliati, sorprendentemente "diversi" anche dall'idea che abbiamo di noi. Ti ho letta con attenzione, con affetto, emozione e dolore. Ti ho letta che mi pare di averti vista, di avervi visti, così affranti, disperati, alle prese con una decisione devastante.
    Ti ho letta con il cuore aperto, perché il bene che ti voglio e che voglio a lui, lo sai, c'è da tanto tempo. Dici che è iniziata a finire quando avete preso la decisione di stare insieme: probabilmente hai ragione. Ma qualche piccolo scricchiolio lo sentivi anche prima vero? È così, si fa in modo di sottovalutarlo, di allontanarlo, di sotterrarlo sotto il bene, sotto l'amore.
    Intanto lui bussa, fa rumore. Hai cercato di essere lucida, un male inevitabile, prima che si andasse troppo oltre, che sarebbe stato ancora più difficile. Ci vuole coraggio, un mare di coraggio ad affrontare tutto questo.
    Il tempo della rabbia e del dolore, il tempo del rancore, il tempo della cura e della salvezza.
    Un passo alla volta. Per tutti e due.
    Che siete nel mio cuore e a cui non posso che augurare il tempo giusto per tornare a vivere e ad amare. Di raccogliere tutto il bene di questo amore e di portarlo come tesoro nel vostro futuro. Vi servirà, per riconoscere il resto.
    Ti abbraccio forte e abbraccio lui. Vi voglio bene.

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    1. Rispondo a tratti ai commenti perché credevo che scrivere il post sarebbe stata la parte più difficile ma non mi aspettavo lo sarebbe stato anche leggere le (bellissime) parole di voi esterni che, tutto sommato, avevate comunque imparato a conoscerci...
      È iniziata a finire paradossalmente quando le cose, invece, sarebbero dovute essere più semplici, più...Tutto...prima di allora non avrei mai immaginato di finire così, anzi... Come ho detto nel post, davvero, mi fa impazzire l'idea di una cosa così poco lineare e spiegabile, per me che sono poi tanto schematica...mi dispiace molto sapere che io sono stata la causa, però d'altro canto so anche non può essere una colpa, non può essere una cosa che si programma o si decide...
      Arriverà sicuramente il tempo per tutti e due, il tempo giusto per le cose giuste, ne sono certa e quello mi rincuora e spero non solo a me.
      Grazie mille dell'affetto e so che la mia risposta non è all'altezza del tuo bellissimo commento. Un abbraccio :-*

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  5. Anch'io avevo capito da tempo quel che era accaduto.
    E non mi sembra il caso di aggiungere nulla se non che (hai ragione) l'amore spesso non basta.
    Cerca di non abbatterti. A presto.

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    1. Immaginavo che più di qualcuno avesse capito già, come avevo scritto nel commento precedente. Non è stato semplice trovare il momento e le parole adatte per metterlo nero su bianco, ho voluto aspettare un po' ed era giusto così...
      Grazie mille, Claudia

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  6. Io di mio sono molto meno filosofico.
    Che vi eravate lasciati l'ho capito 3-4 post fa se non di più... mi era chiaro che qualcosa non era come prima e non poteva essere che questo.
    Le storie finiscono così come iniziano, non c'è nemmeno bisogno di chiedersi perché, come e quando è successo... perché non c'è un momento preciso, probabilmente.
    Anzi, forse è finita nel momento stesso che è iniziata, se vogliamo dar retta al destino: non ci son colpe e comunque è stata una grande storia, anzi lo è (il ricordo non lo si cancella).
    Per me, che vi conoscevo separati all'inizio e insieme poi, la visione vostra non cambia.
    Anche io spero di ritrovare lui, prima o poi, nei paraggi.
    Ma di sicuro restano solo le cose belle.
    Un abbraccio a entrambi.

    Moz-

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    1. Grazie delle belle parole Moz :-*
      Si, probabilmente paradossalmente se una storia non è destinata inizia a finire esattamente al primo "ciao". Quello che c'è stato in mezzo è stato bellissimo, sicuramente la più bella che io abbia mai vissuto: una storia da adulta, da favola ma allo stesso tempo molto "ragionata" nel senso buono del termine. Bella perché forse anche così lontani geograficamente che abbiamo compensato questa distanza con tutto il nostro impegno, la nostra devozione all'altro. E questo resterà sempre un ricordo bellissimo nel mio cuore, niente di quello che eventualmente verrà dopo potrà decisamente cambiarlo o sovrascriverlo.
      Cancellerò solo l'ultima parte, quella fatta di recriminazioni e tristezza e dolore perché è vero che "di ogni storia ricordi solo la sua conclusione", ma io per stavolta farò un'eccezione.
      Un abbraccio grande e grazie dell'affetto :-*

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  7. Tempo fa mi appassionò la lettura di "Una donna spezzata" di Simone De Beauvoir: è un bellissimo romanzo e ne consiglio la lettura. Le storie a volte finiscono e si portano sempre via tutto ciò che avevamo interiorizzato come spazio interno condiviso con l'altro, un pezzo di noi stessi in realtà. Occorrono tempo e lavoro su se stessi per ritrovare equilibrio. Non è facile, ma è possibile.

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    1. Cercherò assolutamente il libro che mi hai consigliato, non vedo l'ora di leggere che cos'è.
      Il lavoro su sé stessi è il passo più importante da fare adesso. Alterno giorni in cui sento di starlo facendo bene ad altri in cui... Proprio no. Diciamo come a scuola "ha potenziale ma non si applica". Mi dico che forse, per ora, va bene anche un po' così. Ci ripenserò presto...un abbraccio grande e grazie :*

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  8. Paola, il tuo post mi ha reso così triste. E so che la mia tristezza non è paragonabile nemmeno lontanamente alla tua ma con un poco di empatia ti sono più vicina di quanto immagini.
    Sai poi cosa ho apprezzato di questo post? La tua delicatezza, il tuo essere sempre così riservata anche quando parli di te. Riesci sempre a parlare degli aspetti più profondi togliendo la corazza a qualsiasi argomento, fai commuovere. E questa volta mi dispiace tanto perché il mio commuovermi implica che tu abbia pianto molto. Che sia stata male e per un poco questa sensazione di vuoto rimarrà. Ma sei una persona estremamente forte perché la sensibilità è anche questo.
    So che in realtà non ti conosco, non so bene nemmeno che età tu abbia e quindi cosa nel concreto questo lasciarsi ti comporti, ma posso dire una cosa? Non ho mai visto freddezza nelle tue parole. MAI. Al massimo schiettezza, che è tutta un'altra cosa perché può essere accompagnata con dolcezza.
    Un bacio grande e una abbraccio perché un po' di sopporto anche da noi ti farà bene :)

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    1. Ciao Francy, innanzitutto ho trovato davvero dolce il commento che mi hai lasciato, proprio da amica.
      Forse perché mi sa che siamo proprio coetanee o comunque ci siamo vicine e quindi magari è ancora più forte l'empatia che sento. Sicuramente non è facile aver trovato nuovi ritmi, in realtà credo che in questo io sia stata più "brava" perché è una decisione che è partita da me, se così si può dire, e quindi probabilmente il peso più grande non lo porto io sul cuore... Ma ho sicuramente la mia dose di dolore pure io alle spalle...dose che era dovuta, questo è innegabile perché come detto.. Non si poteva fare altrimenti.
      Adesso, come detto, arriverà il momento dell'auto-analisi, del lavoro su sé stessi, delle somme da tirare per tutto il cammino intrapreso fino ad ora e quello che, sconosciuto, avrò davanti.
      Un abbraccio grande e grazie davvero dell'affetto :-*

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    2. Mi fa così piacere tu l'abbia apprezzato :*
      Ti sono vicina e sono certa che aver preso questa decisione ti farà bene... quando si sa che qualcosa deve essere lasciato alle spalle l'unico modo di ritornare sereni è voltare pagina davvero!

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  9. Mannaggia!
    Mi dispiace tanto...e ti abbraccio fortissimo. 😯😔😗

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  10. si sa che sono le donne a chiudere una relazione. l'uomo lo fa solo quando stava con quella donna tanto per starci. so che sei giovane, so che lui è un blogger ma non so chi sia, ma a sensazione avete qualche anno di differenza. so da quello che scrivi che non potevi più assolutamente andare avanti e che alla fine le diversità caratteriali abbiano giocato nella rottura.

    che dire, io sono cintura nera di chiusura di relazioni. e ci vuole più coraggio a chiudere che andare avanti

    un abbraccio

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    1. Si, Francesco, hai azzeccato tutto in pratica.
      Le differenze caratteriali io le ho sempre viste come un valore aggiunto purché, appunto, usate per crescere insieme. In questo caso direi che è stato tutto causato dalla differenza nella visione di come realizzare il domani. A prescindere (quindi e forse) dal carattere...non credo si trattasse nemmeno di voglia di non impegnarsi ecc...era solo l'impossibilità di continuare a seguire la stessa strada.

      Anche io sono convinta che spesso ci vuole più coraggio a chiudere che continuare su un certo cammino solo perché familiare.
      Un abbraccio forte e grazie :*

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  11. Le differenze caratteriali nel rapporto tra due persone sono utili. Una persona introversa si troverà benissimo con un'altra estroversa. Ognuno impara qualcosa dell'altro e non subentra la noia. Quello che accorcia la durata di un rapporto è la divergenza nella visione della realtà causata dall'elemento culturale, cioè il senso della vita. Mi sembra complicato dare felicità a una ragazza complessa come Paola, sia come affettività che struttura mentale, caratteristiche tipiche della donna, sensibilità che l'uomo nemmeno conosce.
    Per non parlare dell'onestà verso se stessi e gli altri e la fermezza nella decisione maturata giorno dopo giorno.

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    1. Esatto Gus, in pratica nel commento che ho scritto poco su ho riscritto il tuo con altre parole :)
      Hai assolutamente centrato in pieno! Non ho altro da aggiungere se non che trovo anche molto bella la chiusa finale di questo tuo commento... Sicuramente è e sarà complesso trovare una persona in grado di stare al mio fianco perché... Mi conosco e lo so... Però per ora non è decisamente un problema, non ci penso assolutamente ed è più che scontato credo. Quindi sia quel che sia, per ora ci sarò io con me :)
      Un abbraccio e di nuovo grazie :*

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  12. Ed io che non avevo capito niente, sono proprio negato per queste cose, in ogni caso mi dispiace davvero tanto, soprattutto per te che sei cosa bella e non meriti del male :(

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    1. Grazie mille Pietro :-*
      In questo caso sicuramente io sono quella che ha ferito più che essere ferita, purtroppo...
      Un grande abbraccio :*

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  13. Attraverso il suo blog ho conosciuto te. Due gran belle persone che si sono incontrate nel momento giusto, e che hanno condiviso un lungo periodo della propria vita, regalandosi a vicenda il meglio che avevano. E in quell'arco di tempo avevate veramente tanto da darvi, così tanto che, quello che straripava,  l'avete regalato a noi che leggevamo. Anche le grandi storie, purtroppo, certe volte diventano ingestibili, e inevitabilmente si trasformano... ma se, con forza e coraggio, si riesce a custodirne con cura il bello ricevuto, affrontarne la trasformazione diventa meno doloroso per entrambi. E sono più che sicura che voi ci riuscirete. Il tempo regala sorprese e armonie, chiedendo in cambio solo di attendere...
    Un abbraccio grande e forte a te e a lui.
    Paola

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    1. Ciao Paola,
      Sono sicura anche io che prima o poi il dolore passerà e resteranno solo i bei ricordi, il sorriso...me lo auguro fortemente, non solo per me. Perché è giusto così, è quello che si merita una storia che è stata come la nostra.
      Ti ringrazio per essere passata e per l'affetto, un grande abbraccio :-*

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  14. Cara Paola,
    premetto che non ti conosco e non conosco il tuo blog ma mi sono sentita molto vicina a ciò che hai scritto perché l'ho vissuto anche io.
    Sicuramente mettere nero su bianco ciò che è successo ti aiuta a metabolizzare e a riflettere. Non è un male, hai un posto dove poter sfogarti e se questo ti aiuta non è mai un male.
    Io ho concluso una storia durata 6 anni e mi ritrovo in tutte le tue parole, i sentimenti che ho provato, tutto quanto.
    Dopo aver letto tutto il posto dall'inizio alla fine mi è salita piano piano tanta tristezza. Conosco bene come ti senti e non è bello... però piano piano passerà. Giorno dopo giorno andrà meglio. (so che non è confortante al momento)
    Quando qualcosa finisce, sembra che non si possa andare avanti.. ti cambia tutto, come dici tu avevi la tua routine, i messaggi al mattino e alla sera ecc....
    è una cosa che ti devasta proprio, lo so bene.
    Io ne sono uscita, tu ne uscirai, prima o dopo ne uscirai.
    Bisogna tenersi stretti i ricordi vissuti insieme, parte della vita vissuta insieme dove sicuramente sei cresciuta e diventata la persona che sei ora.
    So bene che quando gli ingredienti sono gli stessi ma anche solo uno di essi non lo è... qualcosa non torna, le proprie vite inevitabilmente si staccano.

    So che ti sembra che sia tutto finito ed in parte lo è.. ma rinizierai a scoprire che c'è tanto altro... scoprirai nuovamente cosa significhi stare bene. Datti un po di tempo..
    Non sei sola.
    Un forte abbraccio virtuale.
    Laretta

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    1. Ciao Laretta, infatti leggendo il tuo post che ho commentato dicendo che sembrava lo avessi scritto io per alcune cose...mi riferivo esattamente a questo, siamo nella stessa situazione più o meno.
      Diciamo che sicuramente non è semplice affrontare una rottura così ed ognuno lo fa a modo proprio. Io per esempio tendo a "tenere botta", come si suol dire... Interiorizzo molto, rifletto, penso, rivivo, mi chiedo, mi rispondo... Ma sempre in silenzio. Quindi ho avuto modo di somatizzare un po' le cose, anche se sono ben lontana dall'essere serena ovviamente. Però si, decisamente tornerà per tutti e due il momento di riprendere in mano la propria vita senza più il bisogno di guardarsi indietro... Perché non si poteva fare diversamente ed era giusto darsi una possibilità in questo modo... Anche se può sembrare incomprensibile.
      Ti ringrazio di aver preso questo momento per scrivermi il tuo commento, apprezzo molto e sento che sai bene di che cosa parli e di cosa parlo io.
      Ti abbraccio e ti ringrazio per l'affetto :-*

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    2. Cara Paola,
      si, è vero. Ti capisco bene.
      Non è facile vivere queste situazioni.. sono sicura che prima o poi la serenità torna. Ci vuole tempo però.
      Ti abbraccio,
      Laretta

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  15. Ho letto due volte questo tuo post Paoletta, e mai una coppia mi sembrava così giusta come la tua. Ma molto diverso è l'immaginare ed essere nella realtà.Non vado e non desidero, anche perchè non ne sarei capace a scoprire le vere cause, ma sento profondamente il distacco, la perdita , la tristezza. Sono solo parole e le parole dicono poco, penso solo chi non ha mai avuto queste sensazioni o chi le ha tollerate in maniere differenti.
    Penso solo che la prima sensazione, sia quella di un grande vuoto che ti avvolge senza saperlo, anche se si esaminano le giustificazioni della decisione.
    Non sta a me farlo e non c'è ombra di pietà per la tua situazione. Non è la pietà che occorre in certi casi. E' solo la comprensione per chi è già passata in questi frangenti, il cambiamento repentino e poi l'abitudine a questo vuoto e al ripetuto chiedersi delle motivazioni delle decisioni.Ti sono tanto vicina perchè capisco molto, capisco il modo di accettare e di arrivare alla conclusione.
    Chissà a volte ritornano si dice, nulla si può scartare, nulla può essere chiuso definitivamente come invece murato per sempre .
    Ti stringo forte!

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    1. Hai detto delle grandi verità, cara Nellina, proprio perché chi ci è già passato sa benissimo di cosa parla il mio post. Sa benissimo che non servono risposte ad alcune domande, sa benissimo che tanto, in ogni caso, potrebbero non arrivare mai. C'è tanta tristezza, c'è stata e probabilmente ce ne sarà per un po', però è fisiologico e non la si può negare, così come però non si può decidere di affondarci per troppo tempo, per sempre.
      È stata una storia bellissima, impossibile negarlo, forse quasi troppo e ad un certo punto è stato impossibile trovare un punto di incontro per continuare. È tutto qui, ma è anche l'indispensabile...
      Adesso bisogna aspettare e scoprire il futuro :)
      Un grande, grandissimo abbraccio, ti stringo forte anche io e ti ringrazio per l'affetto :-*

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  16. Io sono uno di quei lettori che non hanno un blog, ma che ne leggono tanti...da un lato non penso sia giusto commentare anonimamente perchè è un po' come lanciare un sasso e nascondere la mano, ma forse avere uno spazio proprio espone se stessi anche alle parole di chi un nome non ce l'ha. Però è giusto anche cercare di far avere un nome a chi condivide il proprio privato con degli sconosciuti, avevo commentato un post facendo riferimento a "La verità è che non gli piaci abbastanza". Ecco. Forse il "quando" che cerchi è anche un po' nelle parole di quel post. In quei momenti in cui avevi la possibilità di rimanere e sei tornata indietro. Perchè da quello che leggo il punto è che sei tornata indietro e che questo non era previsto in quei "desideri" che avevate. Ovviamente io non conosco altro della vostra storia se non quello che scrivi, bisognerebbe sempre sentire entrambe le parti e quindi probabilmente mi sbaglio.
    Se posso permettermi solo un piccolo appunto, premesso che le cose come stanno lo sapete solo voi ed è giusto che sia così, a me non arriva freddezza dalle tue parole, ma solo tanto tanto tanto vittimismo...magari inconsapevole. Da quanto ho capito di te leggendoti, sei una ragazza che si da tanto, a volte anche troppo, però io qui non ti riconosco. A volte si deve fare la parte dei "cattivi" e cercare di ripulire quelle volte con i "sono sbagliata" non migliora mai le cose.
    In bocca al lupo per tutto.

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    1. Ciao, mi ricordo del commento che mi hai scritto e non ti preoccupare, va benissimo anche non avere un nome :) il post che, appunto, avevi commentato non era riferito a questa situazione e, quando l'ho scritto, il "quando" era iniziato da un po' visto come già ci trovavamo a quel punto.
      Non è facile spiegare, davvero, in realtà non è nemmeno giusto, volevo solo (per onestà, non per giustificazione anche perché il tuo commento è molto bello e "ragionato", saggio) dire che la questione dell'essere tornata indietro... È un po' più complessa di così... Il fatto è che l'essere andata avanti in quel modo in cui avevo fatto non era previsto, inizialmente. Non era una cosa che avevo programmato per la mia vita, ma ho voluto provare e ne sono stata contenta perché senza sperimentare, senza un attimo cambiare un po' la propria strada, non si impara nulla, non ci si conosce mai. L'ho fatto quindi, però il modo in cui mi sentivo mentre ero su quella strada...non era il modo in cui penso fosse giusto che mi sentissi, ed in quel modo per me era impossibile continuare, lo era per tutti... E quindi si, quindi a quel punto sono tornata indietro... Ma non la vedo come una mia colpa, non è colpa di nessuno, nessuno può scegliere di stare bene o stare male se qualcosa ti parte proprio da dentro, come un pugno nello stomaco. Poi, in realtà anche da dentro, non è sempre facile capire bene le versioni perché ognuno ha le proprie ragioni, ognuno pensa che si sarebbe potuto fare meglio questo piuttosto che quell'altro. E proprio per queste visioni diverse non ci si trova più...
      Solo una cosa mi preme tanto, tanto, tanto correggere del tuo commento. Anzi, non correggere perché non è un errore, è un punto di vista che ti è arrivato da quello che ho scritto e ci sta, però per come mi vedo io, per come gestisco io la mia vita il vittimismo non è assolutamente nemmeno una opzione per me. Non lo è mai stata, anzi, spesso e volentieri a chi ho di fronte arriva esattamente il contrario. In questo caso il post non poteva essere scritto in altro modo, perché era così che andava scritto secondo me, ma l'ho fatto senza pietismo per me stessa, l'ho fatto con consapevolezza così come consapevolmente accetto che probabilmente, guardando a tutta la mia vita, ci può stare anche "l'essere sbagliata". Che non è un modo di scappare dai miei errori, non è un modo per coprire la mia vera natura, non è una scusa. Ho le mie colpe, le vedo, le ho viste e spero continuerò a vederle, così come vedo anche quelle degli altri, ma continuo ad amarmi, ad accettarmi ed a cercare di valutarmi in misura il più oggettiva possibile. È che quando scrivo nella mia testa mi capisco benissimo, fuori è tutta un'altra storia :D
      Comunque mi ripeto, è molto apprezzato il tuo commento e mi è piaciuto questo confronto. Solo vorrei chiederti in che senso non mi riconosci in questo post relativamente al darsi tanto?
      Un abbraccio e grazie :)

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    2. Ma sai...quando capitano queste situazioni è sempre tutto facile per gli altri e difficile per chi le vive. Tutti noi abbiamo soluzioni, impressioni, consigli, "rimproveri", e invece non ne sappiamo niente. Certo che le cose sono più complesse di così, e immagino che ci siano tantissime cose che sono e devono rimanere solo vostre. Ti ringrazio per la tua risposta, in cui mi hai dato tante spiegazioni che non erano dovute e che confermano, appunto, che sei una ragazza che si da tanto.
      Con quella frase intendevo dire che in quello che descrivi della tua vita c'è un contenuto che arriva tutto, nelle belle e nelle brutte esperienze. Tutti noi che ti leggiamo abbiamo imparato a conoscere il tuo amore enorme per la tua famiglia, soprattutto per i più piccoli, e le belle parole che hai per i tuoi amici che quasi ce li fa immaginare. Ma nell'ultimo post io vedo una chiusura verso gli altri, che è anche un po' fisiologica se vogliamo. Quando ho detto "vittimismo", ho supposto che fosse inconsapevole. Ed è fisiologico anche questo. Quando finisce un ciclo, soprattutto se ci si è investito così tanto con la testa e con il cuore, si fanno sempre un po' "di capricci" perchè non si accetta quanto accaduto. In questo senso ci si "vittimizza". Ecco, forse avrei dovuto usare le virgolette per farmi comprendere meglio :)
      E sai che c'è? Anche se a volte sei un po' sbagliata, chissenefrega! Va bene così!
      A presto.

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    3. Grazie mille a te per la contro risposta e le spiegazioni :)
      E grazie anche per il finale del commento ^^
      Ti mando un abbraccio, a presto spero :)

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  17. Torno dopo tempo, per leggere un post che non avrei mai voluto leggere... vi ricorderò sempre mentre mangiamo gelato sulla nostra terrazza romana, terrazza che rimarrà ricordo anch'essa, visto il cambio di casa...ma cambiare casa non è come cambiare vita.. vi ammiravo, e continuerò ad ammirarvi per la vostra scelta coraggiosa e incredibile, di innamorarvi via blog, ma dall'alto dei miei sessantanni, delle mie ripetute rivoluzioni sentimentali, delle mie costanti tensioni emotive, guardavo a voi come un tenero miracolo, una sfida al mondo, alle consuetudini, alle convenzioni... un esempio meraviglioso di dolcezza incredibile.
    La distanza che forgiava incomprensioni, che non lasciava "ingredienti" fuori della torta, perché la vostra torta era una immensa sfida che prendeva a schiaffi qualsiasi punto debole. O così almeno credevo.
    Dall'alto della mia vita vissuta, e del mio amore attuale, cresciuto solido sui ruderi e le rovine di tutti gli altri.
    Mi dispiace.
    Davvero.
    L'unica cosa che posso dirti (e ne ho prove tangibili) è che il tempo lenisce ogni dolore, ogni rimpianto, ogni rimorso.
    Retorico se vuoi, ma incontrovertibile.
    Un bacio.

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  18. "Non lo so quando ha iniziato a finire.
    È una cosa che fa impazzire. Con la mente ci ho provato migliaia di volte a raggiungere quel momento esatto ma non ci son riuscita..."
    ..però è bene che tu riesca a coglierlo quel momento esatto, ti servirà per il futuro, perché non esiste vita con una sola sconfitta...

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    1. Ciao Franco, bentornato innanzitutto...
      Lo so bene, neppure io avrei mai, mai, mai, mai potuto immaginare di scrivere un post del genere... Se l'anno scorso mi avessero detto "tra qualche mese la tua vita prenderà questa piega" io gli avrei riso in faccia e, probabilmente, lo avrei pure preso a schiaffi... Ma la vita non si programma, c'è poco da fare... Se sei come me, poi, ancora meno...
      Ho riflettuto molto sull'opportunità di scrivere questo post, l'ho detto specificatamente, e l'ho poi buttato giù in modo CREDO piuttosto discreto, senza scendere nei particolari perché non ce n'era bisogno ma facendo capire che la scelta della chiusura è stata mia perché è andata così. Non mi sono sbilanciata e sono contenta di non averlo fatto, ma in questi giorni (avendo da sempre le notifiche attive sul blog dove hai commentato poco dopo) ho avuto modo di leggere il botta e risposta che ha incluso te, Claudia e Maurizio ed ho pensato che, forse, delle cose non sono state giustamente chiare. Ora, devo fare una premessa ben specifica: la mia non è una giustificazione, non è uno sbandieramento dei fatti miei, non è nemmeno una versione dei fatti, né tanto meno un tentativo di mettermi in una luce migliore o di scaricare colpe o di passare io per l'innocente, perché semplicemente non lo sono e perché, ancor più, non credo che sia una colpa quello che è successo, né da una parta, né dall'altra. Premesso questo, quello che scriverò qui in realtà sarà anche una semplice risposta al tuo secondo commento "cerca di capire cos'è successo perché non si sbaglia una sola volta".
      Se sono arrivata a prendere una decisione come quella di chiudere una storia come la nostra, dopo tutti questi anni, non è perché mi sono svegliata una mattina ed ho deciso di mandare tutto all'aria. Non è stato un capriccio, una cosa fatta a cuor leggero e, posso assicurarti, non è stata un arrendermi senza lottare perché, che se ne dica, le cose andavano male da mesi ed io, per tutti questi mesi, ho provato a darci una seconda, una terza, una quarta possibilità e così dicendo. E se sono arrivata a questo punto significa che ho visto una impossibilità nell'andare avanti e che la cosa ci stava solo deteriorando. Il fatto è che per stare insieme, logisticamente parlando, è stato chiarito che l'unica strada da percorrere era che io rifacessi le valigie e lasciassi il mio lavoro per una città non mia. La possiamo girare come vogliamo, possiamo usare parole più o meno ricercate, ma il fatto è questo, nudo e crudo.

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  19. Abbiamo sempre saputo, perché lo avevo chiarito (e se ricordi lo avevamo detto anche la volta in cui ci siamo incontrati da te) che io non avevo intenzione di spostarmi dalla mia regione. Non era un capriccio, era un aver già provato sulla mia pelle per l'università quanto mi mancasse la mia famiglia, ed ero stata sincera nel metterlo subito in chiaro non dopo la prima settimana di relazione, bensì dopo la prima ora di conoscenza. E dall'altra parte c'era sempre stato un ok, un "lo farò io" CHE IO NON AVEVO CHIESTO, non avrei mai osato, e che era partita invece dalla controparte. Son così passati gli anni, sono successe delle cose e non lo rinnego, ed alla fine è arrivata la mia laurea. In quel momento ero in crisi, letteralmente, perché per la prima volta non sapevo cosa fare della mia vita. Sapevo che dall'altra parte non potevo "rivendicare" quelle che erano state promesse fatte per anni e così mi sono fatta coraggio, ho fatto la valigia e mi sono buttata. Ho raggiunto questa nuova città, ho trovato un nuovo lavoro ed è iniziata questa nuova vita...
    E non è stato come immaginavo, purtroppo.
    È vero che dall'altra parte non mi è stato fatto mancare nulla, assolutamente, però certe cose non si possono compensare...
    Il lavoro non mi soddisfaceva per nulla, mi sentivo "sprecata" e quando facevo presente la cosa a chi speravo mi comprendesse...non ricevevo la risposta che speravo. Ma va bene, non era questo il problema, la cosa che mi faceva male è che una volta arrivata là sembrava tutto allora fosse già segnato. Io ero là, dovevo stare là e dovevo stringere i denti perché quella era la città in cui dovevo stare, la scelta giusta perché materialmente, a quanto pare, ci facilitava le cose. Ho stretto i denti, non è colpa di nessuno, l'ho deciso io, ma non ho mai nascosto il mio malessere. Mai. Dopo il primo mese e mezzo non ce l'ho fatta più, ho preso un biglietto al volo e per un paio di ore a casa mia, ho viaggiato per più del doppio del tempo, spendendo un bel po' di soldini. Ero felice, la promessa era che ogni volta che avessi voluto sarei tornata a casa mia ed in compagnia, ma il primo viaggio è andato diversamente, sono tornata da sola. Ok, ci stava, c'erano altri impegni e potevo capire ed infatti è andata avanti così per tutte le volte in cui sono tornata a casa mia: ci tornavo sempre sola, anche durante le feste. I mesi sono passati e le cose non sono migliorate... Mi sentivo terribilmente triste, non avevo voglia di fare nulla, ero sempre stanca, a lavoro le giornate erano sempre uguali, praticamente solo un conto alla rovescia per il fine settimana ed ogni fine settimana era un conto alla rovescia per il successivo viaggio verso casa. Mi mancavano da morire le mie sorelle, soffrivo terribilmente l'idea di perdermi la prima gravidanza di una di loro, così come ho sofferto perché non ho fatto in tempo ad assistere alla nascita della bimba. Può sembrare una cosa scema ma io queste cose le ho sofferte DAVVERO parecchio... E ripeto, non sono state colpa di nessuno ma è giusto sottolineare che non può essere stata nemmeno colpa mia se mi sentivo così...

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  20. Qui ho commesso sicuramente degli errori... Forse mi ponevo male perché dall'altra parte la cosa era presa come un "la mancanza di casa tua toglie qualcosa a noi" ed ogni volta che tornavo giù era un sentirmi dire che scappavo. Ed io quindi, che sono sempre stata già chiusa di mio, mi chiudevo ancora di più... Ho fatto un altro errore, e siccome lo riconosco non mi vergogno e non lo nascondo, così come non l'ho nascosto a chi doveva saperlo: in quel momento in cui mi sentivo persa (e basta leggere i post su questo blog di quel periodo per capire quanto forte stessi urlando) ho anche avuto un po' di confusione dovuta alla conoscenza con un un'altra persona che lavorava insieme a me. Ma la confusione è stata una conseguenza, non la causa. E questo deve essere chiaro, perché è la verità e perché non mi va di fare finta di niente, come se non fossi in grado di guardare con oggettività le cose. Perché io invece, forse troppo, le ho valutate lucidamente e so che cosa ho sbagliato e so cosa NON ho sbagliato. Perché a questo punto della storia erano già passati mesi in cui eravamo già in una condizione instabile ed insostenibile ed in cui era stato palesato il mio non stare bene (....tanto è vero che se ne erano accorti pure i miei che stavano a km di distanza da me, senza che io mi fossi nemmeno mai sfogata con nessuno di loro....). In quell'esatto momento l'azienda mi ha offerto un posto di lavoro per Milano, più coerente con quello che avevo studiato e che, potenzialmente, poteva davvero interessarmi. Io ci ho riflettuto ed ho detto di no. Quella è stata la svolta, per me. Mi sono guardata dentro, ho pianto tanto e mi sono sentita una stupida.

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  21. Una stupida perché mi ero tarpata le ali da sola, perché non mi ero data nemmeno un'opportunità ed allora mi sono presa a schiaffi ed ho deciso di reagire. Da quel momento in poi avevo chiarito che avrei mandato curriculum in tutta Italia, che se tanto dovevo stare lontana da casa stavolta avrei voluto sacrificarmi per un lavoro che fosse quello della mia vita. Ho parlato della cosa a chi mi stava a fianco e la risposta è stata "io ti appoggio, ti seguo ovunque, è giusto che tu segua la tua strada". Ho iniziato la ricerca con questa prospettiva, privilegiando assolutamente Roma (per un cv al nord che mandavo, ce n'erano altri 10 mandati a Roma) e con la consapevolezza che le cose stavolta sarebbero andate meglio.
    Il mio percorso lavorativo è terminato, le cose sembravano aver trovato una parvenza di normalità ed io ero contenta di tornare a casa mia per un po' di tempo, nel frattempo che continuavo a cercare un altro lavoro. Ho fatto la valigia come sempre e sono tornata nella mia regione. Dopo poco tempo, senza preavviso e senza averlo programmato, una persona di conoscenza della mia famiglia mi fa presente di avere necessità di assumere un giovane da formare. Io sono un po' titubante, non so bene come muovermi, lo faccio presente alla controparte e la risposta è sempre la stessa "se vuoi provare, valuta tu, se è una cosa che ti piace, io ci sono". Richiamo il professionista in questione, gli faccio immediatamente presente che non sono sicura che possa interessarmi e lui mi fissa un incontro. Mi propone di provare per un mese, se mi va, senza impegno e senza paura: se va, ottimo, sennò pazienza; d'altronde non è detto che nemmeno io sia la candidata che lui sta cercando. Accetto. Un mese è fattibile, d'altronde da altre parti non sto ricevendo offerte interessanti ed inizia questo periodo di prova. Ora, io ho specificato una cosa che è vera e di cui ci sono prove incontrovertibili: la mia ricerca lavorativa tanto al nord quanto relativa a questa occupazione capitata e non programmata, si sono basate tutte sul "io ti appoggio, io ti seguo". Ma le cose non sono andate così. Perché io ho letto tante cose bellissime, tanti "bisogna lottare, bisogna essere disposti, io programmavo, io speravo, io pianificavo", ma la verità (ed anche questa è una verità assoluta ed inconfutabile) è che io il primo giorno di lavoro l'ho iniziato da sola, perché la sera prima avevo ricevuto una sfuriata in cui mi si diceva che ero stata un'ingenua ad accettare, che avevo preso la decisione sbagliata e simili. Sono passate le settimane e sono passate tutte in questo modo: la persona (che ora è ufficialmente il mio dominus) mi ha immediatamente catapultata in un mondo che ho amato dal secondo giorno; è sempre stato disponibile, già dal primo giorno ha cominciato a spiegarmi qualsiasi cosa, anche solo per il gusto di mettermi a conoscenza di cose di cui non sapevo ancora molto. Ed io ero felicissima perché venivo da un contesto in cui, invece, ero lasciata completamente sola davanti ad un pc a fare cose che non mi sarebbero servite davvero a nulla. Ora io credo che quando una persona ti ama è felice per te incondizionatamente, come lo sono stata io quando la mia controparte ha trovato il lavoro dei suoi sogni, ma non è andata così. Voglio scriverlo esplicitamente, forse è da stronza, Franco, chiedo scusa anticipatamente perché forse può essere una mossa subdola però è la verità: se oggi tu chiedi alla persona con cui ho trascorso 6 anni della mia vita che lavoro faccio... Beh... Non ti saprà rispondere... Perché era così arrabbiato per la mia scelta, così convinto che non fosse la scelta giusta per me... Che non mi ha nemmeno mai chiesto CHE scelta fosse... Non mi ha mai chiesto di cosa mi occupo, non mi ha mai chiesto come andassero le cose, non mi ha chiesto assolutamente nulla e l'unica cosa che sa (relative alle prime settimane) la sa perché gliel'ho detta io a Dicembre...

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  22. Ora, io posso aver sbagliato davvero tantissime cose, magari le ho sbagliate tutte anzi, ma dall'altra parte ci sono state tante, tantissime promesse che non sono state mantenute. E ci sta, va benissimo, siamo umani... Ma bisogna ammetterlo, come io ho e sto ammettendo i miei errori pubblicamente, non si può fare finta di niente, non si può avere sempre una giustificazione per sé stessi scaricando il barile sugli altri...
    Ora qui apro una parentesi: a Roma avevamo arredato un appartamento; lo avevamo ristrutturato insieme, avevamo scelto tutto, mancava davvero quasi nulla quando io sono tornata a casa mia. E mi sono sentita dire che dovevo restare là per quello, che non era giusto, che quello doveva essere un punto di partenza per noi, che non aveva senso. Però l'appartamento è stato fatto a Roma perché IO sono partita per Roma nonostante si sarebbe "dovuto" fare il contrario (così si era detto per anni...); l'appartamento è stato fatto a Roma con me che ho sempre messo in chiaro che quella per me non era una cosa definitiva perché non sapevo dove mi avrebbe portato la vita, perché non avevo un lavoro stabile e non era detto che lo avrei trovato proprio là. È stato fatto però con la consapevolezza che, a prescindere da dove avremmo vissuto, sarebbe stato un investimento sul futuro, un "io non ho paura di fare una cosa così forte ed importante perché tanto so che staremo insieme per sempre e che sarà, in un modo o l'altro, nostro". Ed infatti, seppur in misura minore, ci ho investito anche io (o meglio, mio padre). Ma quello che doveva essere un bel progetto mi si è rivoltato contro... Quasi un obbligo che io vivessi là solo per quattro mura...
    Comunque, ancora una volta, si decide di andare avanti, arriva Dicembre, litighiamo malissimo perché volano parole pesanti che coinvolgono non solo me ma anche la mia famiglia. È un tasto che per me non deve essere toccato, impazzisco, salta il viaggio per trascorrere le vacanze natalizie insieme ed a quel punto tutti capiscono definitivamente che le cose tra me e lui non vanno più bene. Passano i giorni, diamo un'altra possibilità a questa storia ma io sono troppo ferita dalle cose che sono state dette e dalle cose che non sono state fatte. Trascorriamo il capodanno insieme, ci facciamo nuove promesse anche se l'ultimissimo giorno insieme non trascorre al meglio. Ma va bene, questa è la volta definitiva: da ora in poi torniamo quelli di sempre, niente più tristezza, niente più solitudine... Arriviamo alla fine di Gennaio, il mio dominus decide di confermarmi ed io decido di rimanere: è il lavoro dei miei sogni, sono stra felice, sono iper attiva, ho studiato per anni per quello ma nel frattempo... Beh, nel frattempo non ho ancora mai ricevuto una domanda su cosa faccio, sul come va... Si litiga sempre di più, quello che faccio non va bene ma, d'altro canto, non si accetta che la mia chiusura deriva da una chiusura ancora più forte dall'altra parte... Arriva la quarantena, il coronavirus, siamo impossibilitati a rivederci e nel frattempo non comunichiamo più, se non per litigare.

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  23. Dò un'altra, un'ultimissima, possibilità alla relazione: è chiaro, ormai, che ci si aspetta che io molli tutto di nuovo per tornare a Roma perché il contrario non è una cosa che si può nemmeno pensare di prendere in considerazione e, pare, è dovuto perché c'è la casa e, paradossalmente, perché io sono laureata e quindi posso permettermi di mettermi a cercare di nuovo da zero. Chiedo "se ci riprovo ancora, se mollo tutto e torno, se poi ancora una volta però sto male e non ce la faccio, arriva finalmente il momento in cui sarai tu a riprovare per me?".
    Io non ti scriverò la risposta che ho ricevuto, non mi passa nemmeno per la testa. Però se siamo arrivati dove siamo ora... Immagina tu.

    Ora io concludo questo commento infinito sperando di non essere stata inopportuna ma, sai che c'è, forse era arrivato il momento di specificare che se un amore arriva ad interrompersi... Beh, ci sono dei motivi dietro e non si può essere così superficiali da fingere che non sia così...Specifico che quello che ho detto qui è solo una narrazione dei fatti, in cui non ho assolutamente tentanto di dare la colpa a nessuno, né di discolparmi io, perché io non ho nessuna colpa: non è colpa mia se non sono stata bene a Roma, non è colpa mia se mi è capitato un lavoro qui che sto amando con una persona che punta su di me per crescere, non è colpa mia se non me la sono più sentita di rifare le valigie e riprovare in una città che mai ho sentita mia col rischio di dover ricominciare di nuovo tutto da capo. Non è colpa neppure sua, che non ha avuto il "coraggio" di provare a fare la cosa che invece chiedeva a me, non è colpa sua se le cose non sono andate come credevamo, non è colpa sua se non ha compreso fino in fondo la mia infelicità, non è colpa sua nulla di tutto quello che è successo.
    Ma quello che ho scritto non credo lasci dubbi sul fatto che non c'era davvero più un punto di incontro e sul fatto che, quando si dicono certe cose, quando si arriva qui dove siamo noi... Beh, cambia anche il modo in cui valutiamo la relazione e l'altra persona... E capiamo di non essere più giusta per lei..
    Ho letto tanto che ci si stava concentrando sul futuro, che avrei ricevuto una domanda importante la prossima estate, ma la vera domanda da farsi è... Come si può parlare di futuro se non abbiamo fatto nulla per costruire il presente in quel momento in cui invece era importante farlo? Come si può costruire un futuro in cui non c'è una base perché l'unica base possibile si fonda su una prospettiva che non condividiamo?

    ... È andata così, mi dispiace da morire ma non poteva più continuare, non per me...

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    1. Specifico, ho commesso un errore di battitura che cambia molto il senso:

      Chiedo "se ci riprovo ancora, se mollo tutto e torno, se poi ancora una volta però sto male e non ce la faccio, arriva finalmente il momento in cui sarai tu a PROVARE per me?".
      Provare, non RIprovare...credo che si capisca perché ho fatto e specificato questa correzione per me essenziale...

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  24. Poco da dire in fondo. Giusto un prendere atto. Le cose accadono, le facciamo accadere, d'accordo, ma accadono, e quando succede, starci a ragionare troppo serve a poco.
    Hanno ragione gli amici blogger che ti hanno già scritto o che ho sentito a margine.
    La filosofia del si chiude una porta si apre un portone, è l'unica perseguibile, senza peraltro escludere che il portone cui si accennava, gira gira non ti riporti nello stesso condominio.
    Perché guardare le cose da una prospettiva diversa, può illuminare, diradare ombre, come anche sottolineare fratture irreparabili, di quelle dove anche il leggendario attack dorato, può farci davvero poco.
    In bocca al lupo.
    Franco Battaglia

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  25. Ciao Paola, sono ripassata per caso e ho trovato tutto questo.
    Non ce l'ho fatta a leggere, mi sono fermata quasi subito. Mi è solo dispiaciuto che tu abbia dovuto spiegare ulteriormente. Non c'era niente di più da spiegare, era già tutto chiaro, lampante e sufficiente nel tuo post. Questo "sfogo" è qualcosa che doveva rimanere solo tuo e lontano da qui. Cancella tutto. E ricomincia. Scusa se ho sentito il bisogno di dirtelo.
    Ti abbraccio.

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    1. Mariella avevo in bozze qui sul telefono una contro risposta a Franco in cui dicevo esattamente questo, lo copio così com'era:

      Già mi sono pentita del lunghissimo commento che ti ho lasciato perché volevo che questo post fosse una cosa pulita e credo lo sia stato. Ma quando ho letto alcune cose mi è partita la vena... sono così, spengo un attimo la mente e lascio che l'istinto vada a "proteggere" le cose che penso debbano essere protette o corrette...
      Non cancellerò comunque nulla perché anche quando ho scritto quello che ho scritto ero comunque io, sono sempre Paola...
      Mi dispiace di aver letto che quello che ho riportato qui non corrisponda alla realtà, però questo dimostra come a volte si possa avere una visione, una percezione delle cose così diversa pur guardando la stessa, identica cosa.
      È una dimostrazione del fatto che, a maggior ragione, andare avanti sarebbe stato solo deleterio... Per il resto non rinnego le cose belle (perché dovrei? E come potrei, soprattutto?) e neppure quelle brutte... Lascerò che il tempo passi e cancelli le tracce sbagliate come quelle lasciate nel mio commento.
      Ho un modo sbagliato di soffrire, di provare dolore, ma questo non toglie nulla al mio sentimento...


      Ecco, cara Mariella, mi ha sconvolta leggere il tuo consiglio perché mi hai letta dentro... Non volevo giustificarmi, non dovevo nemmeno dare l'impressione di voler dare la colpa a lui... Dovevo fare un respiro profondo e lasciare quello che avevo scritto... Hai ragione... Ecco la Paola sbagliata, infatti. Ma tant'è...
      Grazie mille, davvero, un abbraccio a te e Franco :*

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    2. Scrivere qua mi sembra quasi impicciarmi in cose che non mi riguardano. Ma ho cominciato a leggere i commenti bellissimi che gli altri ti hanno mandato e poi mi sono ritrovata a rileggere le tue precisazioni. Quando ho trovato il commento di Mariella ho deciso che nonostante io non c'entri niente volevo dirti che concordo con lei ... non è necessario che spieghi nulla a nessuno. Ma la cosa che mi fa tanto piacere è che tu, dentro di te, abbia spiegato a te stessa la situazione e ciò emerge da questa lunga digressione che ho letto con un nodo in gola... Detto questo, non c'è una "Paola sbagliata": io vedo sempre una ragazza discreta che non si sbilancia ma è bravissima con parole e sentimenti. Scusa piuttosto la mia indiscrezione nell'intervento. Un bacio :*

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    3. Francy, non ho davvero parole per rispondere in modo adeguato all'affetto che sento hai voluto darmi con questo commento... penso sarei ripetitiva e superflua però ci tengo a dirti che, davvero, anche se da dietro uno schermo, anche se non ci conosciamo, non sai quanto ho apprezzato tutta questa umanità con cui mi avete scaldato il cuore.
      Sono troppo fortunata ad avere dei lettori così ed altrettanto fortunata di poterli leggere io a mia volta...grazie davvero :-*

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  26. Mi permetto di dire una cosa indelicata e probabilmente anche parecchio fuori luogo, ma è quello che penso e credo/spero che tu da persona diretta possa perdonare la mia "brutalità".
    Mi sembra di capire che lui abbia avuto modo di esprimere il suo pensiero in un botta e risposta di commenti di un blog terzo. Beh, lui ha uno spazio tutto suo dove condividere la sua versione. Mi sembra un po' subdolo questo modo "sotterraneo" di dire la sua. Non è una situazione facile ed è certamente una cosa solo vostra, ma credo che se si ritiene opportuno di parlare, allora bisogna farlo SEMPRE a viso aperto, come hai fatto tu.
    Non voglio metterti in difficoltà con il mio commento, era solo una considerazione.

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  27. Ciao Anonimo,
    non mi metti in difficoltà nel senso che non mi pronuncio sulle cose che scelgono di fare gli altri; piuttosto mi rendo conto dello sbaglio che ho fatto io nel modo in cui ho reagito. Hanno detto bene nei commenti poco su, non dovevo spiegazioni a nessuno, ero partita bene con il post -nel senso che credo sia stato abbastanza delicato- e poi sono caduta così.
    Comunque posso dire solo che tutto quello che ho scritto è quanto successo, mi si può dire stronza ma non bugiarda :D
    Grazie del tuo passaggio, ti abbraccio :)

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  28. Paola assicurati che lui non stia troppo male ...assicurati

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    1. Spero che il mio tono si percepisca, perché ho paura di sembrare troppo rude o scortese ma voglio semplicemente essere diretta e sincera.
      Premetto che il mio blog è aperto a tutti, siete sempre stati e sempre sarete liberi di leggere e scrivermi qualsiasi cosa, positiva o meno, in anonimo o con nome e cognome, perché allo stesso modo io mi sento libera di rispondere tranquillamente secondo il mio punto di vista e, quindi, non ho problemi con nessun tipo di idea espressa.
      Detto questo, quindi, (che in sintesi significa: va bene quello che mi hai scritto o che mi scriverai in futuro, non voglio che la mia risposta sembri una censura perché non lo è affatto) ecco quello che penso: non trovo giusto quello che ho letto adesso qui e in passato altrove. Non lo trovo giusto perché semplicemente non credo di dovermi portare dietro la colpa di aver messo fine ad una relazione che, da mesi, non andava più. Vorrei elencare punto per punto tutte le cose che ho letto ed ho trovato scorrette, ma poi sarei io, a mia volta, ancora più in torto (già lo sono stata quando qualche commento su ho risposto a Franco descrivendo per filo e per segno tutto quello che era successo, perché mi sono fatta trascinare dalla rabbia e dalle provocazioni). Mi limiterò qui a ribadire che mi dispiace da morire sapere che ho causato del dolore a qualcuno a cui ho voluto ed a cui sicuramente sempre vorrò del bene, ma non è assolutamente giusto (e non sarebbe nemmeno sano, a mio avviso) pensare che debba io "assicurarmi" di alcune cose. Probabilmente sembrerò una persona orribile per quello che sto dicendo ma credo di non star esprimendo un concetto sbagliato. Le relazioni, purtroppo, può capitare che finiscano anche quando ci si aveva scommesso su tantissimo, per non dire tutto, ma non si può pretendere che la vita non vada avanti. Non mi sono scordata di niente. Non ho cancellato ricordi, non ho cancellato i momenti brutti, non ho cancellato risate, profumi, pianti, festività, regali, litigate, post, messaggi, foto, telefonate, gite, viaggi, canzoni. Non ho cancellato proprio niente, ce l'ho anche io un cuore. Che funziona male e poco ma ce l'ho. Ma non posso vivere pensando di dover guardare continuamente indietro e non posso vivere chiedendomi se sono l'unica a star guardando avanti. Non è giusto e, ripeto, non è sano per nessuno. Per nessuno. Quindi mi dispiace se passo per quella che se ne frega, mi dispiace se ci si aspettava altro da me, se avrei dovuto fare altro, comportarmi in modo diverso... Ma ho le mie ragioni che non vogliono tutelare solo me, pur se non sembra, e mi auguro di averle espresse al meglio

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    2. No,affatto, credo che tu sia una persona molto corretta ,piu'di quanto possa sembrarlo io.Sei una persona che affronta una situazione simile con coraggio e determinazione non priva di dolore e che rientra nella "normalità" di reazione .

      Purtroppo io percepisco quel suo dolore in maniera preoccupante ed ho pensato a te,perdonami, so che non è giusto ma non mi perdonerei mai di non aver tentato un contatto con te.

      È giustissimo quello che scrivi e ti ringrazio di aver risposto .

      Buonanotte e grazie

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    3. Ti ringrazio per aver compreso il mio pensiero, speravo che arrivasse nel modo giusto.
      È giusto darsi il tempo di star male, di soffrire e farsi domande. Ma ad un certo punto è ancora più giusto reagire, farsi forza, puntare su se stessi e riprendere in mano la propria vita...
      Gtazie comunque di avermi contro-risposto. Un abbraccio

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.