domenica 22 febbraio 2026

Non è silenzio

Piove. Non fa altro che piovere, in continuazione.
Piove sulle giornate pigre, sul tuo corpo che fa già l'amore con un'altra, sulle pagine dei cruciverba lasciati a metà.
Piove sulle note del pianoforte, sulle braci lasciate a spegnersi nel camino, sul parabrezza di questa macchina che va.
Pezzi di onde di mare che vengono giù dal cielo.

Ed il vento, poi c'è il vento. Nemmeno quello smette mai.
Sembra che debba sradicarti via dalle radici, come un albero che ha deciso all'improvviso che quello non è più il suo posto.
Soffia per farsi sentire, perché alla fine tutti vogliamo solo questo: farci sentire. Soffiamo per farci sentire.

E la grandine, anche la grandine. Pezzi di ghiaccio come pezzi di cuore sparsi ovunque, e devi fare attenzione a non scivolare quando ci passi su perché il cuore è la cosa meno affidabile che conosca, come lei, come la grandine.

Piove e tu fai l'amore con un'altra.
Soffia il vento e gli alberi cadono.
Grandina e scivoli sopra un cuore.

Eppure.

La curva perfetta, bella come sa esserlo solo quel sorriso.
I colori così nitidi da sembrare i pastelli di cui abbiamo finito per consumare tutte le punte.

E non ho mai visto arcobaleni più belli, perché piove.

A chi non è come neve...

domenica 8 febbraio 2026

E gli chiedo cosa lascerai, se vinci se...

Rimettere in ordine l'universo è un lavoro di dettaglio, di cesello.
È qualcosa da pennello dalla punta sottilissima, per definire senza margine di errore ogni singolo confine.
È anche un po' da circo di fama internazionale, perché bisogna saper essere dei bravi giocolieri a tenere in equilibrio una quantità variegata di cose che, tra di loro, in fondo, non c'entrano molto.
E poi serve anche qualche conoscenza di filosofo ingegnere -o ingegnere filosofo, va bene lo stesso- per capire in fase di progettazione che cos'è precisamente un universo in ordine.

Ognuno ne ha uno proprio a proprio modo.

Il mio ha a che fare con il ricevere ciò che si dà.

È il vergognarsi delle cose giuste.
Per esempio, di trattare male qualcuno pubblicamente o a quattrocchi.
Non di regalargli un fiore o una carezza o un San Valentino.
È anche il non sentirsi stupidi con il senno del poi.
Per quell'inizio di Novembre in cui speravi ci fosse una macchina ad aspettarti ed il cuore saltava sempre un battito raggiunto il parcheggio perché poi la macchina era altrove, non lì per te.
E questa sottilissima lezione in verità non l'ho capita da sola, me l'ha impartita una persona che ogni volta in cui mi scrive mi regala un sorriso e mi ricorda che le parole possono essere usate con cura e gentilezza.

È il ricevere una bellissima notizia da una tua amica, una di quelle che in un momento come quello attuale della mia vita (non) sentimentale dovrebbe buttarmi giù ed invece, proprio al contrario: mi fa sospirare di gioia ed esclamare ogni volta che ci penso che si, allora l'universo si sta rimettendo in ordine. 
Perché le persone buone devono ricevere cose buone e se succede allora si, l'universo si sta rimettendo in ordine.
Basta solo avere pazienza e fiducia.

Ed io ho scoperto di averne tanta di ciascuna, contro ogni pronostico.

Ché di sicuro, però, rimettere a posto l'universo non è rimettere a posto le persone; semmai scegliere che posto dar loro nel nostro.

Buona scelta, a chi non è come neve...