sabato 11 aprile 2026

Come le promesse che si fanno

La vita sa parlare davvero tante lingue e tanti dialetti diversi e bisogna essere proprio dei bravi interpreti per comprendere ciò che vuole insegnarci.
Io ho deciso di fidarmi totalmente dell’Universo e lui mi ha risposto con un segno che, in passato, si è sempre dimostrato una promessa nei miei confronti.
Se anche stavolta la manterrà ve ne parlerò più nel dettaglio nei prossimi tempi, ma questa piccola speranza mi è stata sufficiente per allargare un sorriso, così come ancora più grande è stato il sorriso che s’è allargato per la natura del segno in sé.

Ieri non sapeva proprio di Venerdì e stranamente è da considerarsi in un’accezione positiva: l’aria è cosparsa di profumi di fiori diversi ed è così tiepida che la spiaggia pare il posto più adatto dove assaporarla di già.
Così sembra impossibile che questa settimana stia per finire, perché c’è invece il sapore del momento giusto in cui tutto dovrebbe iniziare.
Eppure, le montagne lontane conservano ancora spolverate di bianco e non è dato quindi sapere se la Primavera sia arrivata per restare ancora un po’.
Io nel dubbio, comunque, al momento vado sbocciando come i tulipani che ho scoperto essere i miei fiori preferiti.

È proprio un delitto non sentirsi in pace col mondo in giornate così.

Mi manca la nostalgia.
Nel senso che quest’anno non la sento.
Solitamente in questo periodo puntualmente mi si annodava il cuore in un groviglio dolce-amaro di questioni lasciate in sospeso in chissà quale stanza della mia mente.
Un bagno familiare in una marea in realtà sconosciuta, perché sentivo la mancanza di qualcosa di mai accaduto, né nel passato, né nel futuro.
Invece, paradossalmente, adesso che ho perso un po’ tutto ed un po’ niente, sento un lago tranquillo sul quale, sole contro viso, rimango a galla senza sussulti.
Niente colpi al cuore per il passato, nessun tremore per il futuro.
Uno stallo che non mi pesa affatto, perché non m’appare catena, né zavorra, ma rifugio dove riprender fiato.

E poi c’è il cielo di queste serate.

Sotto le mie stelle mi si è riempito il cuore di felicità che si è moltiplicata al pensiero che son felice semplicemente per il fatto di essere qui dove sono, dentro la mia carne, tra questi nei, stretta tra le mie vene.

"…E chi ti ha toccato con le sue mani sporche non ti potrà più sfiorare perché la tua anima nobile è destinata all’Amore. 
Se piovessero dal cielo tutti i cuori del mondo, io raccoglierei il tuo soltanto."
Valore Assoluto.


Buone stelle, a chi non è come neve...

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.