Di preciso dove sia andato a finire Maggio non lo so.
Ma questo è sempre un aspetto positivo perché è un po' sinonimo del fatto che ho avuto così tante cose da fare da non accorgermene nemmeno.
Ho comprato tanti fiori ed ho riempito di tantissimi baci le mie nipotine.
Ho guardato le stelle ed il cielo ogni sera ed ho sorriso almeno una volta al giorno in ufficio.
Ho letto un libro dietro l'altro ed ho passato un sabato mattina a dormire fino a tardi come non mi capitava forse da un anno ormai.
E poi siamo entrati nel periodo lavorativo che preferisco di più, quello dei dichiarativi.
Che mi ha dato un altro piccolo segno di come la vita si trasformi in continuazione: non era solo l'altro ieri che cullavo mio nipote cantandogli la ninna nanna? Com'è che già quest'anno invece gli sto per redigere la sua prima dichiarazione dei redditi?
Passo in rassegna, uno alla volta, i fotogrammi di questo grande album che chiamiamo esistenza e mi rendo conto che bisogna avere delle radici belle forti per non volar via alla prima raffica di vento.
Io le mie le ho sempre curate, anche quando a volte mi son sembrate ingombranti.
Mi son spesso chiesta "come sarebbe stato se" ed ogni volta ho avuto un moto di gratitudine perché, ciò che avrei potuto avere, con il senno di poi, non mi è apparso più né confortevole, né adatto.
Quanto futuro infelice ho scansato al modico prezzo di una delusione presente!
Ho la curiosità di scoprire se mai pima o poi realizzerò il sogno di avere uno gnomo che mi chiami "mamma" da condividere con un uomo che si porti insieme a me le fatiche, le gioie, le scocciature ed i desideri, ma sento lo stesso di non avere proprio fretta.
Bisogna essere bravi ad ascoltarsi ed a guarirsi; al ributtarsi senza tregua nella mischia come cura non c'ho mai creduto.
Allora intanto passeggio per le strade di questo universo fiduciosa del fatto che prima o poi la meta giusta mi apparirà all'orizzonte.
In fondo, le orme che ho lasciato non sono poi così male, ed a cancellare quelle che non mi appartengono ci pensa il mare.
A chi non è come neve...
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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.