venerdì 19 maggio 2017

Non per volermi odiare, solo per voler volare

Il 2008 è stato, per me, uno di quegli anni duri a morire o da scordare.

Da un lato perché è stato pieno, pieno veramente.
Di cose che non avrei dovuto fare, di cose che mi hanno divertita, di cose che mi hanno cambiata.
Dall'altro perché ci ho riempito quasi un'agendina, quindi pur volendo non potrei proprio perdere le tracce di quel tempo.

Avevo iniziato il secondo, brillante, anno delle superiori e quella classe mi piaceva molto. Era sempre in evoluzione tanto che fino all'ultimo anno è arrivata gente nuova ad occupare i banchi in aula.
Nel corso del 2008 precisamente, invece, sarebbe stato il contrario: se ne sarebbero andati diversi dei miei compagni. Tra cui il ragazzo dagli occhi verdi di cui vi parlo ogni anno che, proprio poco dopo, purtroppo, sarebbe andato via davvero.

C'era un ragazzo che era diventato il mio migliore amico. Ridevamo spessissimo, era seduto di fronte a me insieme a quello che poi, soprattutto all'università, sarebbe diventato uno dei più cari che ho.
Mi trattava sempre bene, voleva quasi proteggermi e mi ricordo che era sempre entusiasta all'idea di mostrarmi quello che faceva.
Un giorno mi disse che era innamorato di me. No, un giorno mi chiese consiglio su una ragazza di cui era innamorato. Mi ricordo benissimo il momento esatto in cui me lo scrisse, ma non ricordo se avevo capito che ero io. Comunque ero io.
Non è mai successo niente tra noi, né i nostri atteggiamenti sono mai cambiati l'uno nei confronti dell'altra. Alla fine dell'anno ha cambiato indirizzo scolastico e non ci siamo più visti neanche in giro. Non lo so perché.

Oggi è sposato da diversi anni.

In realtà c'erano tanti amici che alla fine si sono persi per la strada. No, meglio parlare di "amici". Avevo una compagnia molto vasta che non so perché comprendesse certa gente. Non che io mi ritenessi superiore a loro, ma col senno di poi, fidavi, mi ci sono comportata.

Poi il 2008 è stato il periodo delle cose imbarazzanti.
Avete presente quelle cose che lì per lì ti sembrano essere la fine del mondo? Che ti addormenti felice pensando "Sono troppo avanti!" e poi, tanti anni dopo, dopo aver messo su un po' di coscienza, ti vergogni e vorresti seppellirle manco fosse il cadavere del postino che ti porta le bollette salate da pagare?
Si, ecco. Il 2008 è stato quello. E pensare che è passato poco meno di un decennio da quei giorni infausti.

Ero e sono troppo impulsiva. Volevo fare una cosa e la facevo anche se sapevo me ne sarei pentita come una dannata, perché il mio stomaco ed il mio sangue (vedi inizio post precedente) mi dettava l'ordine di farlo. Per questo rileggendo quelle pagine colorate (che avevo pensato pure di mettere una foto tanto per rendere l'idea ma non ho trovato una pagina che non mi desse la voglia di correre a sotterrarmi) oggi penso no, ma questa non è Paola. Ero drogata, sennò non si spiega.

Però una cosa voglio dirla. Una cosa molto intima che non sono tenuta a scrivere per ovvi motivi, però lo voglio.
In quegli anni (quasi) tutte le ragazzine della mia età erano attratte dall'amore. Inteso come l'atto fisico con il ragazzino di turno. Sembravano tutte delle piccole donne già consapevoli del proprio corpo e del proprio futuro, come se sapessero che essere felici in quel momento sarebbe bastato loro per sempre, anche col senno di poi. Io non ci trovavo, né ci trovo, nulla di male perché vi ho appena detto che io sono fatta di impulso e di istinto.
Però il mio istinto è stato anche di sopravvivenza perché ho sempre avuto paura di giocarmi male quel momento fondamentale della mia vita.
E nonostante poi per qualche anno (di troppo) mi sia accompagnata con la stessa persona portando il prosciutto sugli occhi (e rabbrividendo ora all'idea), non ho mai sentito l'esigenza o la voglia di compiere quel grande passo.

Dubito fortemente che i miei amici attuali -quelli ad esempio conosciuti qui proprio all'università- ci crederebbero se lo raccontassi. Ed è una cosa che mi fa sorridere, perché mi dà l'idea di come l'atto fisico sia dato per scontato, sia considerato imprescindibile e che debba essere fatto necessariamente in un certo periodo della propria vita.
Io ho aspettato di essere matura, nell'età e non solo, di sapere che cosa significasse soprattutto mentalmente.
Di trovare la persona che mi desse la consapevolezza che quel momento di felicità mi sarebbe bastato per sempre, anche col senno di poi.

E la cosa che farebbe ancora di più sorridere gli altri sarebbe sicuramente sapere questo; che ho dovuto aspettare di trovarlo qui nonostante tutta la gente che ho incontrato nel corso della mia vita, tra i banchi, nella piazza della città, nella mia Università che ha un campus immenso.


...Qualcosa di dolce
Qualcosa di raro
Non un comune regalo
Di quelli che hai perso, mai aperto
O lasciato in treno, o mai accettato
Di quelli che apri e poi piangi
Che sei contenta e non fingi...
     
T. Ferro



Una buona giornata, a chi non è come neve...

15 commenti:

  1. Anche a me capita di ripensare agli amici della scuola, a certi compagni che non ho più rivisto, a qualcuno che poi "se ne è andato davvero".

    E per quanto riguarda l'atto fisico, è vero che talvolta è dato per scontato. E di sicuro se a questi amici oggi raccontassi di quella tua scelta, ti guarderebbero in modo strano.
    Un abbraccio.

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    1. In realtà non mi sembra così lontano quel periodo della scuola ed invece...si che sono passati gli anni.

      E devo dire che, quando ero più o meno in quegli anni, i miei amici di quel periodo sapevano di questa scelta e mi ricordo che ridevo tantissimo perché cercavano di convincermi che non fosse la scelta giusta. Quelli di ora si, riderebbero e non mi crederebbero :-D
      Un abbraccio a te ^.^

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  2. Io penso spesso agli amici persi di vista nel corso della mia vita, quante ne abbiamo passato insieme (soprattutto a scuola, tra asilo, elementari e medie), ma per fortuna molti ci sono ancora (delle superiori), ed è sempre bello ritrovarsi a parlare di quel periodo speciale, che manca credo a tutti ;)
    Per quanto riguarda l'altro discorso, dico solo che hai fatto bene :)

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    1. Grazie mille Pietro. ^.^

      Io invece devo dirti che è successo il contrario: con gli amici delle medie che all'inizio avevo perso, alla fine sono rimasta in buoni rapporti; quelle delle superiori con cui sembrava avessimo stretto un super rapporto...beh, non ci parliamo quasi più con moltissimi di loro xD

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  3. Wah, ci hai raccontato proprio tutto! :p
    Capisco sull'atto in sé, anche io la vedo come te, non è una cosa da sprecarsi così. Conosco almeno due amiche che si pentirono per aver fatto quella cosa in un dato giorno.

    Moz-

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    1. ..nel senso che comunque il giorno dopo gli era passata?! ;)

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    2. Franco che simpatico sei xD

      Moz, io ne conosco molto più di due. Purtroppo, aggiungerei, perché sono tutte brave ragazze che meritavano sicuramente di meglio. Io credo che per alcune cose non bisogna pentirsi, perché se eri felice in quel momento ameno. Però, per come sono io personalmente..mi sarei mangiata le mani a vita xD rabbrividisco al solo pensiero xD

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  4. Personalmente, per quel che può valere il mio parere, credo che la tua scelta sia stata giustissima: in seconda superiore si hanno 15 anni, su questo sono uno all'antica, c'è tempo per il sesso.

    Sulle amicizie scolastiche: secondo me è la normalità perdere i contatti, alla fine il rapporto con gli amici cari può svilupparsi da un banco di scuola, ma finisce per svilupparsi anche fuori di esso e durare successivamente, finita la scuola. Così è stato per me :) (anche se più che compagni di scuola, compagni di viaggio a scuola. Ci pensi se rivedessi certi compagni: "Oh allora ricordami i simpatici soprannomi con cui mi chiamavi XD").

    Cmq la seconda parte del 2008 è stata un bellissimo anno anche per me :)

    ps rimettimi se puoi il link al post vecchio, quello sul tuo amico dagli occhi verdi...

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    1. Risposta flash, poi recupereró per bene.

      http://tralestelle.blogspot.it/2016/10/la-vita-come-tu-te-la-ricordi-un-giorno.html?m=1

      Da qui puoi tornare indietro fin quando vuoi xD tanto ogni anno lo scrivo più o meno nello stesso giorni (e mi pare siano anche linkati quelli precedenti).

      Grazie di volerlo leggere ^.^

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    2. Ecco la risposta vera al tuo commento :D
      Per quanto riguarda l'essere all'antica, come ho detto su, per come sono fatta io mi sarei pentita non da morire, di più. Già non perdono il passato altrui, figurati il mio xD

      Per gli amici, hai assolutamente ragione. Per ora, salvo veramente una/due eccezioni, le amiche più care le ho trovate fuori dai banchi di scuola. Alle superiori io ed i miei compagni sembravamo legatissimi come mai; parlavamo di tutto, ci divertivamo. Poi pufff, si sono semplicemente dimostrate per quelli che sono, a cominciare da quelle che parevano le mie migliori amiche. C'è da dire anche che io non ci metto troppo a scaricare chi sgarra xD

      Certo non penso siano stati peggio dei tuoi, che li odio io per te, figurati.

      Sono contenta se per te il 2008 è stato bellissimo nella sua seconda parte. Se vuoi raccontare io mi impiccio volentieri come sempre xD

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    3. Ma niente di che, l'inizio dell'attività lavorativa, che all'epoca era tutta rose (senza spine) e fiori :D

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  5. La fisicità tra uomo e donna e la leggenda dei rapporti e della loro necessità, è una fissa non solo tra i giovani in preda spasmi teoricamente irrefrenabili, ma anche tra attempati della mia età per molti dei quali "la pace dei sensi" equivarrebbe all'Armageddon Finale... ;)

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    1. Però quando sei "attempato" -e ricordati che hai usato tu questo termine xD- sei consapevole di quello che fai, generalmente almeno spero xD, non è come quando hai 16 anni ed è la prima volta che succede. Cioè, ma ci pensate che oggi le 13enni rimangono incinte ed io a 13 anni vi giuro non sapevo neanche come funzionasse il corpo umano da quel punto di vista :-O

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  6. trovo il tuo post fatto con una maturità sorprendente non perchè tu non l'abbia mai dimostrato ma per come hai analizzato chiaramente senza tanti fronzoli la cosa e con la massima naturalezza.
    Perchè è proprio la naturalezza che ti fa capire, che ti ricorda e insegna e l'istinto è quello che sbaglia poco. A volte si distrae ma ci si può fidare e tu sei volata sul giusto binario mia adorabile creatura!
    Ti stringo forte

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    1. Grazie mille carissima Nella per queste bellissime parole :-* A prescindere dall'affidabilità dell'istinto io mi fido più di quello che di altro e forse per questo oggi sono dove sono, tanto nel bene, tanto nel male.
      Ti abbraccio forte, forte e ti ringrazio ancora :*

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.