E che questo movimento inizi quando siamo ancora giovani, giovanissimi e che duri fin quando siamo già definibili come adulti è davvero raro, qualcuno direbbe quasi impossibile, eppure accade.
Ti accorgi che è molto più di una abitudine quando guardi una coppia di lunghissima data, nonostante lei non sia arrivata ancora ai trenta e lui li abbia sfiorati da poco, che hai visto crescere perché lei ha il tuo stesso sangue, il tuo stesso cognome (ed anche molto del tuo viso, a detta di tutti quelli che ci conoscono) e lui, invece, ha passato così tanto tempo tra le mura della tua casa da potere ormai essere considerato a tutti gli effetti un fratello acquisito.
E quando sei a cena da loro e cominciano a parlare di come a volte capitino i litigi tra di loro, ti fa sorridere che ad un tratto entrambi dicano la stessa dolce, immatura, ma soprattutto complice cosa: "quando siamo imbronciati l'uno con l'altra e nessuno dei due vuole ancora cedere non prendiamo mai l'ascensore insieme, perché non riusciamo a trattenere le risate".
Sorridi ad una cosa così semplice, per molti forse insignificante, ma abbastanza forte da rimanerti impressa ancora ora ed usarla per iniziare un tuo post. Forse perché immagini benissimo entrambi i visi distendersi in una risata trattenuta fino ad esplodere fragorosa.
O forse perché ad un certo punto della tua vita quella stessa complicità sei riuscita a provarla anche tu.
Quella in cui dormire accanto a lui non procura nessun timore, nessuna vergogna, neanche se indossi il pigiama meno sexy che si trovi in commercio.
Soprattutto quella in cui i silenzi non hanno nulla di imbarazzante, ma tutto di magico.
Che a ben pensarci stare in silenzio insieme ad una persona non è poi così semplice. C'è sempre la martellante domanda del "devo dire qualcosa?ed ora che dico?chissà a che pensa?".
Invece quando sei con lui, o lei, non serve nient'altro se non la tua mano sopra il suo petto o viceversa. Ed a questa cosa ci ho pensato mentre la mia mano era davvero sulla sua che si muoveva calda tra la mia pelle e la maglietta ed il mio viso si nascondeva tra la piega del suo collo per sentire meglio il suo profumo buonissimo.
E ci ho pensato quella mattina presto in cui è arrivato dopo una notte di viaggio certamente insonne ed ancora col pigiama ed i capelli scompigliati sono andata ad aprirgli la porta ed abbiamo dormito, o provato a farlo, abbracciandoci sotto le coperte in una stanza quasi buia e la porta socchiusa.
O quella sera in piazza in cui col naso congelato lo baciavo a tratti pensando semplicemente che non avevo mai, mai, mai visto un ragazzo col viso più bello, dolce ed ancora bello del suo, coi suoi occhi accesi su di me mentre mi prendeva in giro e mi schioccava ancora le labbra contro le sue.
E ci ho pensato ancora un milione di volte; quelle in cui indossavo la sua felpa per me immensa, con il suo profumo e lasciandogli il mio, vedendolo ridere dandomi della faccia da delinquente se mi coprivo col cappuccio e gli chiedevo di non chiamare la polizia; quelle in cui gli infilo battute sottili e un po' maliziose aspettando che mi chieda il riscatto o quelle in cui mi maledice quando al karaoke davanti alla mia famiglia la canzone la scelgo io e ad un certo punto si ritrova imbarazzato a cantarmi di "un body a balconcino che ti tiene su un seno che così non si era mai visto prima".
E ci ripenso ancora un milione di volte quando scoppio a ridere di fronte alle rime strampalate che mette giù per me, straziando anche canzoni di Tiziano; o quando mi stringe fortissimo la pelle perché a me piace così e rimuove quell'unico centimetro di spazio rimasto tra di noi.
O quando litighiamo ed io mi lascio scappare la mia furia cattiva che lui prontamente mi fa ritrattare, arrivando dove io non riesco e lasciandomi arrivare dove a non riuscire è lui.
E tutta questa complicità la ritrovo ogni volta che torna e ricomincia tutto da dove avevamo lasciato, senza che nel mezzo e nel frattempo si sia insinuato mai nessun altro.
Soprattutto aspetto che questo, tutto questo, sia distante solo una porta chiusa per andare a lavoro, o all'università e poi riaperta per chiudere tutto il mondo fuori.
Sei un mito per me..
Buona giornata, a chi non è come neve...



