mercoledì 14 agosto 2013

Quelli che..

 
'Hey, voi, li vedete quelli lassù? Quelli vestiti per bene, quelli con lo sguardo spento. Li vedete loro, tutti composti e silenziosi?Ecco...gli altri, noi siamo quelli!'


Ieri ero in macchina, inserisco nello stereo un vecchio CD e ci ritrovo dentro una canzone che mi ha fatto subito venire in mente due persone.

Due mie amiche che ho conosciuto alle superiori e con cui ho condiviso (e continuo a condividere) parecchie cose. Noi tre ci somigliamo tantissimo, anche se non sembra affatto. Non siamo il tipico gruppetto di ragazze snob che ha bisogno di vestirsi d'oro dalla testa ai piedi, di riempirsi di trucco o di andare in giro mezze nude.

No, noi siamo piuttosto 'quelle che..'

Esatto. 

Quelle che: 'Ragà, quest'estate usciamo insieme tutte le sere!!', e poi riusciamo ad organizzarci si e no una volta al mese;
Quelle che: 'Oh, ma è senso unico???' 'No, tranquilla', e poi altroché se c'era il divieto!;
Quelle che: 'Vi devo raccontare una cosa importante/non sapete chi ho appena visto', 'cosa?chi?', 'adesso non posso, ci sentiamo dopo';
Quelle che: 'Oh, stasera facciamo una pazzia!', 'andiamo a qualche festa??', 'No, va beh, vado a dormire, notte';
Quelle che: 'Vi faccio sapere poi', e non si fa sapere più niente;
Quelle che: 'Lascialo stare, è un/a cretino/a', 'Hai ragione, non lo/a voglio più sentire!!'...e dopo 10 minuti 'Comunque gli/le ho mandato un messaggio..';
Quelle che: 'Che fate?', 'Niente, voi?', 'Niente', 'Ok', 'Ok';
Quelle che: 'Ti voglio bene', 'Ok!'
Quelle che: 'Ma chi??', 'Tizia', 'No, ma chi te lo ha chiesto??';
Quelle che: 'Ma che si guardano??';
Quelle che: 'Ho fatto una cavolata!!', 'dai, non importa, ci siamo noi'.

Siamo quelle che in pizzeria stanno due ore ad ordinare perché non sanno mettersi d'accordo; quelle che non trattengono le risate neanche davanti agli sconosciuti; quelle che stanno due ore per dividersi un conto; quelle che litigano col T9 e poi si ricattano con gli screen; quelle che scattano 2000 foto ed escono bene in massimo 3; quelle che hanno i braccialetti uguali come le quattordicenni ma a cui non frega nulla; quelle che alle superiori si lanciavano la gomma durante gli intervalli; quelle che nel gruppo WA scrivono contemporaneamente di argomenti totalmente diversi e poi non si capiscono.

Siamo 'quelle che' sono perfettamente complementari: quella che non fuma, non dice parolacce e non beve mai neanche una birra; quella che è la più tragica e negativa e che, ogni tanto, minaccia di sotterrare tutto lo stress con una sigaretta; quella a cui non importa di dire 2000 parolacce in una frase, tanto non l'ascolta nessuno, e che il giorno della maturità ha pensato bene di scatenare l'ira funesta della prof di Economia Aziendale, dicendole che 'ha ricevuto gli stessi voti di chi invece non ha mai fatto nulla durante tutti questi mesi'.

Si, siamo 'quelle che', non c'è altro modo per descriverci e la cosa mi rende entusiasta, anche se a volte mi fanno arrabbiare perché non rispondono alle mie domande o perché cambiano discorso mentre stiamo parlando di una cosa che invece mi interessa parecchio. 

Era d'obbligo dedicare loro queste poche righe, anche perché raramente ci diciamo che ci vogliamo bene e perché ne abbiamo passate davvero tantissime insieme, soprattutto in questo periodo.

Spero che le cose non cambino mai tra noi, anche se abbiamo sempre degli alti e bassi. Concludo con un elegante e raffinato 'BECCATEVI QUESTA, ALE E GIO!'.

Una buona giornata, a chi non è come neve...

5 commenti:

  1. Un post molto bello che racconta tanto, di loro ma anche di te ;)

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  2. Grazie mille. Comunque si, racconta anche forse troppo delle nostre cavolate :)

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  3. Ti voglio bene pure io :) in poche parole :)

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  4. Si, ma non sentiamoci libere di dircele così spesso, ihihih

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  5. uff :(va bene :) ahahahahhaha

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.