giovedì 18 ottobre 2018

Vorrei dirti, vorrei

Stavo pensando di voler scrivere, però non so che cosa. Ho tanti post che aleggiano un po' nella mia mente ed un po' tra le mie bozze ma non è quello che mi va.
Il meteo degli ultimi tempi riflette bene il mio umore recente.
Piove spesso all'improvviso, quasi sempre il cielo notturno è coperto da nuvoloni ed inavvertitamente, di notte, i fulmini squarciano il cielo accompagnati da tuoni lontani. E poi però c'è tempo anche per il sole che, diretto, brucia la pelle neanche fossimo ancora ad Agosto.

Ieri stavo sistemando i vecchi libri di scuola miei e delle mie sorelle, che io sono una di quelle che difende con forza i ricordi scritti e quindi ogni volta che mia madre mi paventa la possibilità di liberarci almeno dei libri inutili che nessuno userà più per fare spazio, io sfodero il mio ringhio famoso a tutta la famiglia ed i libri tornano al proprio posto.
Comunque, riordinando negli scatoloni ho ritrovato uno dei miei quaderni delle elementari. Non so se anche da voi si faceva così, ma la mia maestra di Italiano ci faceva attaccare i quaderni uno sull'altro, di modo che quando uno finiva avesse quello nuovo come naturale continuazione e così "non ci dimenticavamo delle cose studiate".
Quindi quello che ho trovato è stato un malloppetto di tre/quattro quaderni a righe saldamente incollati tra loro per immortalare praticamente un anno intero di scuola.
Mi ha fatto molto ridere quello che ci ho trovato dentro, perché uno degli esercizi che ci facevano fare spesso era il "penso e scrivo", quindi davo libero sfogo alla fantasia (anche se questa traccia in realtà è nata verso la quarta elementare, prima la forma era diversa ma non la sostanza).
In particolare, nelle pagine che ho letto parlavo di un mio peluche dicendo testualmente che la mia cuginetta "non poteva giudicarlo", di una formica che rientrava nella schiera dei miei animali domestici e della descrizione di una foglia in autunno che "aveva l'olfatto (non il profumo) di foglia".

Mi ha fatto tenerezza non quello che avevo materialmente scritto, quanto piuttosto l'immagine di come fossi arrivata a quelle idee.
Come fa un bambino a partorire certe frasi, certe idee? Come si formano nella sua testolina? Come si plasma un carattere?
Perché io sono diventata come sono, e voi invece siete diventati come siete?
È una cosa che mi affascina parecchio. L'inclinazione personale, l'indole.
Un po' conta l'ambiente, certo, ma molto ce lo mettiamo noi, diciamocelo.
Se io fossi nata là piuttosto che qua, sarei diversa.
E se avessi conosciuto loro piuttosto che loro, sarei diversa.
Ma forse mica tanto.

A proposito di bambini, in questi giorni ho passato tantissimo tempo con la mia nipotina con la quale ormai ho un rapporto bellissimo e fortissimo, senza mai nulla togliere ai maschietti.
Sono molto contenta del modo in cui mi cerca e del modo in cui anche un po' mi "teme", perché quando vorrebbe fare qualcosa che sa che non mi piace, anche se glielo lasciano fare i miei genitori o le mie sorelle, mi guarda per vedere se ha il mio consenso.
Mi ha anche rivelato un segreto che non sa nessuno e mi ha fatto tanto ridere perché è riuscita a rispondere anche alle mie domande "da grandi" senza scomporsi.
Però non sono la sua migliore amica, perché sono già zia quindi le due cariche si sovrappongono, suppongo; tuttavia spero che quando sarà più grandicella si potrà ricredere su questa storia.
In ogni caso siccome le permetto di darmi i pizzicotti che tanto ama penso che un po' me lo meriterei pure. Tratteremo la cosa e vi farò sapere.

Vi sto scrivendo con la mia bella lampada-luna la cui luce interrompe il restante buio continuo della stanza e non mi fa pensare ad altro se non alla bella doccia cocente che sto per fare.
Già sento le narici ed i polmoni inebriarsi del mio buonissimo bagnoschiuma verde che sa di abete, di bollicine e di infanzia, tanto per rimanere in tema.

Allora, mentre io mi godo almeno la restante parte della mia, auguro una buona serata a chi non è come neve...

30 commenti:

  1. La nostra vita, quello che siamo, dipende dagli incontri fatti, ma determinanti sono gli incontri che non abbiamo potuto fare per caso, per nostra fortuna, oppure per nostra sfortuna. Non lo sapremo mai.
    Ciao Paola.

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    1. Un punto di vista molto interessante quello degli incontri non fatti. Hai ragione in effetti!E la hai anche sul fatto che non avremo mai una vera risposta.
      Ciao anche a te :)

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  2. Non lo so come sono diventato, e mi adagio nel pensare che siamo in continua evoluzione, assolutamente distaccati dalle nostre più personali aspettative. Se guardo indietro, molto indietro, vedo un altro Franco, con altri programmi, altre mire, altro cuore.
    Peggiore o migliore? Non lo so. Ora mi vado bene, ma viaggio a vista. Questo ho imparato nei miei quasi sessantanni. Conservo scritti di una vita, probabilmente a testimonianza dei cambiamenti e delle prospettive.
    Già robe di dieci anni fa sembrano scritte da un altro...ed è bene che sia così, voglio credere ;)

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    1. Ma che sessanta, smettila e rivela a tutti che siamo coetanei :-D
      Quindi dici che siamo sempre staccati dalle nostre aspettative? Beh, in effetti al 99,99% o siamo (un po') migliori o siamo (un po') peggiori di quello che vorremmo essere; raramente proprio uguali.
      Bella l'idea di viaggiare a vista, molto poetico pure :)
      Non dirlo a me i fatto di rileggere cose vecchie: proprio l'altra volta insieme alle mie amiche abbiamo trovato un piccolo raccoglitore pieno di cose nostre e faccio assolutamente fatica a riconoscermi. E sono passati solo 10 anni esatti, come dici tu!
      Tra dieci ancora riconoscerò questo blog?
      Che cosa affascinante da scoprire :)

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  3. Vero, anche nella mia classe alle elementari si incollavano i quaderni! Pratica barbara :D.
    Io pure ho tenuto (quasi) tutto della scuola, ho gli scatoloni in cantina, altre cose ammassate in una libreria in cantina, ma sinceramente butterei via ogni cosa. Preferisco tenere i giocattoli, come ricordi del passato, relativamente a cose che non uso più...
    Veniamo alla domanda chiave del tuo post: "Perché io sono diventata come sono, e voi invece siete diventati come siete?".
    Semplice, è un insieme di fattori.
    Ciò che ci trasmettono i nostri familiari: mia sorella ad esempio mi ha trasmesso la passione per Topolino e per la lettura (anche se io non sono lettore di libri come lei). Ci sono poi fattori esterni: nel mio caso una rivista dimenticata che fa scoppiare la passone per il calcio. Ciò che guardiamo e leggiamo. Tutto questo plasma il nostro "io" quando siamo bambini. E quando siamo bambini siamo molto recettivi e anche facilmente condizionabili :D

    ps
    Che bagnoschiuma usi? :D

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    1. Lo sai che invece io trovavo e trovo molto bella questa idea dei quaderni attaccati?!Che tanto lo zaino pesava lo stesso cinque kg più di me, quindi xD
      Io non riesco a buttare davvero niente, sono troppo affezionata!Sono pochissime le cose che ho avuto il coraggio di annientare per sempre e solo perché riguardanti persone di cui adesso non mi importa niente e di cui non mi va neanche di avere ricordi.
      Per i giocattoli hai pienamente ragione ed infatti mi piacerebbe averli tutti, poi noi eravamo pienissime!
      Però vuoi il fatto che mia sorella era matta e invece che conservarli li usava per giocare con i cani, vuoi che un po' li abbiamo dati ai nostri nipotini...i giocattoli ad oggi sono tutti dispersi/morti fatta eccezione per qualcosa tra cui, l'ho detto già, il mio peluche che nessuno può giudicare :)

      Io la passione per la lettura non so da chi l'ho ereditata, però so quella per i puzzle da chi viene!Mia sorella maggiore li amava fare pure ed io ogni tanto la aiutavo. Lei è sempre stata molto paziente e non mi sgridava assolutamente mentre ai miei nipoti io proibisco di toccare il mio xD
      (anche se qualche volta ho permesso loro di aiutarmi ma non senza la mia presenza xD).
      E poi so per certo che il mio carattere fumantino proviene in buona parte da mio padre xD

      Il bagnoschiuma in questione è il Pino Silvestre: lo A-M-O, letteralmente vorrei proprio avere quel profumo sempre sotto al naso xD Mia madre lo odia, io lo adoroooo da quando ero più piccola, lo ricordo sempre presente nel nostro bagno e ricordo che piaceva anche a mio nonno. TOOOOPP!Non dirmi che sei uno di quelli che non lo sopporta XD

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    2. Io uso SOLO il pino silvestre..al massimo prendo il Badedas...ahhaha...

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  4. Questo esercizio del penso e scrivo è un po' quello che faccio anche io quando apro il blog.
    So di voler tirare fuori qualcosa. Magari non so ancora di cosa si tratti, però mi metto lì e i pensieri escono da soli.

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    1. Esatto, per questo ritengo che fosse già da allora un esercizio bellissimo. Chissà se i miei compagni se ne ricordano allo stesso modo :)

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  5. Di questo post non mi piace solo il contenuto ma sopratutto il titolo ;)

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  6. Quando ho iniziato a leggere il post mo aspettavo un... "ti sento vivere, in tutto quello che faccio e non faccio ci sei, mi sembra che tu sia qui. Sempre!"...
    È una delle mie canzoni preferite, e il caro Riccardo ha scritto due righe in un guest post che pubblicherò presto.
    In ogni caso, son felice che il post parlasse di te e non di Max.
    Quanto alla nipotina, dille che la mia migliore amica è mia madre.. Quindi pensa un po' se non può esserlo una zia..... 😉😘😘

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    1. Il bello è anche io l'ho scritto cantandola :-D
      La mia nipotina ancora insiste, però secondo me piano, piano cede :-D Ha detto che quando avrà una figlia la chiamerà col mio nome :-D

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  7. Mi hai fatto venire voglia di bagno col Pino Silvestre.
    Comunque, bella riflessione la tua: cosa ci spinge a pensare certe cose? E perché proprio quelle?
    Eh, chi lo sa. L'istinto, il come siamo...

    Moz-

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    1. Allora è vero che questo bagnoschiuma crea dipendenza :-D

      Queste cose me le chiedo spesso: come arriviamo ad un'idea, come pensiamo, come reagiamo a certe situazioni e di cosa abbiamo paura. Mi affascina sempre il modo in cui siamo o non siamo :)

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  8. A casa mia è mio padre il custode dei "tesori" d'infanzia.
    Non molto tempo fa, durante una delle mie ultime vacanze ha sfilato dalla sua piccola libreria personale una cartellina. Sul davanti scritto con la sua bella grafia c'era il mio nome: Mariella.
    All'interno tutto di me. Dal certificato di nascita, al bigliettino della bomboniera di battesimo, ai telegrammi che ricevuti dopo la mia nascita, alle prime lettere ai genitori, i temi e le pagelle. Tutto in ordine cronologico.
    Alcune foto con dietro luogo e data. Conserva tutto, libri e quaderni di scuola. E le cartelline sono quattro, una per ogni figlio.
    Ho provato un'emozione così forte che ho pianto.
    Per cui comprendo bene la tua commozione a rileggerti perché so bene quello che si prova, sia che lo abbia fatto io ( conservo quaderni di poesie e moleskine di decenni) sia che lo abbia fatto qualcuno della mia famiglia. Come te più volte mi sono chiesta cosa passa per la testa di un bimbo e perché riflette su alcune cose piuttosto che su altre.Perchè siamo cosi come siamo. O come si arrivi a scrivere ciò che si pensa. Lo facciamo da adulti cosi come da bambini. Ed è bellissimo, è dettato dalla necessità di imprimere sulla carta tutte le emozioni, soprattutto quelle improvvise.
    Ed è stato il motivo per cui ho aperto il blog, ad esempio. Io sono furiosa quando scrivo, lo faccio con il cuore. Non medito sulle parole sono proprio un fiume in piena. Insomma, come dico sempre "scrivo perché mi scappa da scrivere".
    Anche i bimbi sono così. Probabile che, ci sia in me una parte di quella bimba che non è cresciuta mai. Ecco che ho risposto alla tua domanda.
    Ti abbraccio.

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    1. Credo bene che ti sia commossa, credo che sia anche un bel modo di dimostrare amore conservare per te quei ricordi tuoi :') Anche questa è una cosa cui penso spesso: che molte cose che noi abbiamo fatto/detto da piccoli per assurdo non le ricordiamo e dobbiamo riviverle attraverso altri (come, appunto, molto di quello che riguarda la nostra infanzia, per forza).

      Anche io scrivo così di istinto, tanto che a volte mi appunto degli argomenti che voglio trattare ma poi non li pubblico comunque se in quel momento non sento più la stessa cosa che sentivo mentre scrivevo.
      Non mi piace aggiornare solo per avere post nuovi o nuovi commenti, voglio essere sempre in linea con il mio umore del momento.
      Avere ancora una parte di sé stessi da piccoli è il segreto del successo in qualsiasi campo, secondo me. Nessuno batte la dolcezza, l'ingegno e l'entusiasmo di un bimbo.
      Un abbraccio :)

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  9. la perfezione del pensiero dei bimbi, dovremmo impegnarci per riuscire a raggiungerla in ogni istante, anche da adulti. c'è un verso di de gregori che spiega egregiamente ciò per cui si potrebbero spendere cento parole "e tutto mi sembrava andasse bene, tra me e le mie parole e la mia anima".

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    1. Benvenuto :)
      Esatto, come ho scritto a Mariella avere una piccola parte da bambino dentro di noi aiuta in molte occasioni. Avere sempre quella ventata di fresco, di nuovo, nello spirito porta anche a distinguersi un po' da tutti gli altri. È una cosa molto banale ma in realtà non così scontata che poi si può confermare anche nei vari momenti della vita. Per esempio nella leggerezza all'interno di una storia d'amore, nell'allegria quando si affronta una cosa nuova, anche un po' nella paura di un nuovo inizio che può preservarci da alcune ferite non programmate ed inutili.
      I bambini ed il loro mondo sono degli ottimi esempi per crescere: e pensare che, invece, sono loro che pensano di doverci vedere come modelli cui ispirarsi :-D

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  10. Anche io ho provato a ringhiare il più possibile per tenere libri e quaderni ma oggettivamente erano tanti e si stavano rovinando quindi sporcavano pure. Penso che da bambini abbiamo tutti una fantasia diversa, che col tempo mettiamo un po' da parte, ed è inevitabile, anche perché la nostra mente si affolla di tanto altro, a volte bello, a volte meno bello.
    Un abbraccio :)
    Buon week end! Bella riflessione comunque

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    1. Sto immaginando te ringhiare xD
      Io i miei li ho tutti in degli scatoloni in una specie di ripostiglio. Sono ben sistemati e quindi occupano meno spazio possibile :-D
      Pensa che mia sorella molti dei suoi li ha proprio voluti portare con sé quando si è sposata! Per me è molto bello (le altre ci farebbero un falò xD).
      Grazie anche a te del commento e speriamo di avere comunque in noi sempre una piccola parte di quella fantasia necessaria per affrontare questo mondo :)

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  11. Ciao Paola post bello e dolcissimo.
    Pensiri comuni, almeno a me.
    Riflessioni che nella vita arrivano all'improvviso e a volte sorprendo
    soprattutto le risposte che ci diamo. Un abbraccio.

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    1. Un abbraccio anche a te e grazie del commento :-*

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  12. È uscito fuori l'istinto materno?

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    1. Vallo a dire alla me che a 13 anni già cambiava pannolini e badava a bimbi urlanti xD

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  13. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  14. Pensieri ed emozioni a 360° in questo tuo post che è un flusso bellissimo di riflessioni e di vita.

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    1. Grazie, Daniele, per le belle parole nel tuo commento ^^ :)
      Di riflessioni ne faccio sempre, sul bellissime non so :D

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  15. Che bello questo post pieno di ricordi di infanzia, di impressioni temporali, di nipotini , di bimbi , di come eravamo , di come siamo e di come saremo..
    Una continua scoperta non solo degli altri ,ma anche di noi stessi..tutto cammina, passa scorre, come il tuo bagno schiuma che ti addolcisce , anche se non ne hai bisogno, tra temporali autunnali e giornate ancora calde .
    La mia Paoletta ritrovata... che meraviglia....

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    1. Pensa che ieri invece ho riletto il diario segreto che tenevo nel 2002, a parte le cose scritte (già dicevo di amare Tiziano ahah) mi ha sorpresa vedere come in breve tempo perfino la calligrafia era completamente cambiata. E mi ha fatto sorridere pensare che aggiornassi davvero costantemente le varie pagine :)
      Grazie mille Nellina, la tua dolcezza era mancata tantissimo! Ti abbraccio forte :-*

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.