Ci sono due tipi di persone.
Le persone Sole e le persone Buchi Neri.
Le persone Sole le riconosci facilmente, di solito.
Sono quelle che emettono luce da qualsiasi angolazione tu le guardi.
Sono quelle piene di ottimismo, del tipo che se hanno una lista di 200 cose da fare alla seconda sentono già il cuore leggero perché "abbiamo iniziato, stiamo per finire!".
Alimentano i propri fasci luminosi da sole: con le proprie ambizioni, con fiducia in se stesse, con amore ed empatia verso chi non sempre ce la fa.
Sono brave perché non competono con gli spettri degli altri, non hanno bisogno di intercettare le loro lunghezze d'onda, stanno bene anche quando il proprio bagliore è quasi fioco e per farsi vedere non cercano, aspettano o provocano le eclissi degli altri Sole.
Le persone Buchi Neri, invece, per vivere hanno bisogno dei Sole.
Letteralmente bisogno.
Perché senza la loro luce non riescono a far nulla.
La assorbono e la risucchiano tutta, fino all'ultima scintilla.
Ma lo fanno in modo subdolo.
Prima fingendosi clorofilla: io assorbo la tua luce, la trasformo ma ti renderò ossigeno.
Poi rivelando ciò che sono.
Perché ad un certo punto i Buchi Neri cominciano a rinfacciare le proprie conseguenze ai Sole: "perché non brilli più? Dov'è andata a finire la tua luce? Così non vai bene, forse non lo sei mai andata ed io ho cercato lo stesso di sopportarti, ti ho fatto un favore".
Eppure i Buchi Neri lo sanno che stanno recriminando esattamente l'assenza di quella stessa luce che hanno spento loro.
Ed in modo ancora più subdolo si circondano del consenso degli altri, ma con la propria versione dei fatti "vedi, questa Sole non c'ha luce, mi lascia senza, ti rendi conto di cosa devo sopportare? Non posso che cercare una Sole migliore perché questa qui non è mai stata alla mia altezza, è invivibile così", e poi affondano il colpo finale, che rivela definitivamente la propria natura di Buchi Neri "lo vedi, Sole, sei solo tu a non capire quanto sei sbagliata!".
E le persone Sole quasi ci credono.
Per un attimo un po' cedono alla tentazione di sentirsi sul serio inadeguate: "forse se fossi nata Stella...".
Perché guardandosi allo specchio, in effetti, non vedono nulla. Non vedono nessun chiarore, nemmeno se socchiudono bene, bene gli occhi e spengono tutte le altre luci.
Però le persone Sole hanno qualcosa che i Buchi Neri proprio non potranno nemmeno mai sognare o fingere di avere: un nucleo dentro se stesse in grado di trasformare anche un minimo di energia in un'esplosione accecante.
Così, ad un certo punto, la situazione cambia pur rimanendo sempre uguale.
I Buchi Neri restano Buchi Neri, e continuano da lontano la propria opera di distruzione della luce. Continuano ancora ed ancora a convincere le persone Sole che si sono eclissate e che nessuno mai potrà desiderare una compagnia così insipida.
Ma le persone Sole stavolta non cedono e non si piegano. Prendono queste parole e le ripongono esattamente al centro del proprio nucleo e le usano come miccia per far ripartire tutto quel meccanismo straordinario che è solo loro e che le riporterà ad essere ciò che meritano di essere: il centro di tutto il Sistema.
È un paradosso bellissimo: quelle stesse ferite saranno il moto per allontanare definitivamente il buio dei Buchi Neri.
E questi ultimi, le persone Sole in fondo lo sanno e lo sentono benissimo, rimarranno fermi a guardare ciò che hanno perso, rimpiangendo di essere stati così ciechi da non riconoscere ciò che l'Universo aveva fortunatamente messo lungo la propria orbita.
A chi brilla sempre senza spegnere mai la luce degli altri.
A chi non è come neve...