sabato 10 ottobre 2020

Tutti dentro (e tutti fuori)

Il cuore è sopravvalutato, diciamocelo.
È lo stomaco, la pancia.
Non ci avevo fatto caso.

Lo sanno tutti che non si può vivere per sempre con le mani impiastricciate di zucchero filato. Lo sapevo anche io e così mi sono preparata a tempo debito al momento in cui avrei dovuto ripulirle; a quando non avrei avuto più voglia di dolce sulla lingua. Ho fatto quello che ultimamente sembra riuscirmi meglio. 
Ho caricato due libri di aspettative. Scelti casualmente ma non a caso (c'è gran differenza). Una promessa ciascuno, sempre la stessa: "al momento giusto".
Arrivato il primo.
Non sarà una recensione, la mia (per quella vi rimando ad una blogger esperta ben più brava di me, qui).
Storia di un corpo. Un diario raccontato solo attraverso il proprio corpo.
Niente di più, niente di meno.

Sono molto fisica nelle emozioni che provo, ma stoicamente non le esterno mai. Un uragano dentro una bottiglietta di plastica.
Ecco, proprio così.
La bottiglietta di plastica fa la sua figura. Con un uragano dentro, poi.


**/**/2020 19.46
La rabbia.

Ieri prima di addormentarmi ho sentito dentro la rabbia montarmi su per lo stomaco, l'ho sentita accendersi proprio come una striscia di lava che mi è risalita fino a formare una pozzanghera incandescente sul cuore.
Il battito è più accelerato, una scossa elettrica che manda impulsi impazziti su e giù. Non riesco a star quasi ferma, sollevo il busto e stendo le gambe. Dura un attimo, a volte anche due, finché non decido cosa fare.
È in questi momenti che il mio istinto acceca la mente; niente più raziocinio, solo "vado o resto?". Generalmente decido di andare.
Oggi sono rimasta.
Ho resistito.
Nel momento esatto in cui mi si palesa la scelta che voglio prendere, il respiro rallenta, il cuore lo accompagna.
Sciolto dentro la mia lava.

04/10/2020 22.09
La tristezza.

O la malinconia, o la nostalgia, o la paura. Fa quasi lo stesso.
Un filo sottilissimo attorno all'intestino, che più mi muovo, più lui stringe.
A volte arriva in gola, un fiocco attorno ad un pacco regalo che alla fine è vuoto.
Una sensazione che mi mette a disagio, forse la peggiore, quella che mi fa sentire meno me stessa.
Il cuore è lento ma mi sembra di sentirlo rimbombare come un eco fortissimo in un incavo vuoto. Poggio l'orecchio sul materasso e sento la sua vibrazione uscire e poi rientrare dentro violentemente, rimettendosi al suo posto. Questo mi calma. Mi ascolto da fuori, eppure sono dentro di me.
Se ne va come se non fosse mai stata là, chiunque lei sia. Non mi lascia niente. Per questo ogni volta che torna è come se fosse la prima.

**/10/2020 03.46
L'eccitazione.

Ancora lo stomaco. 
Ma dolcissimo, stavolta.
Quasi un bagno caldo che mi contrae piacevolmente il ventre. Il cuore sta al proprio posto, si accende alla fine.
Il resto è mio.

Passa tutto per lo stomaco: il primo segue soltanto il secondo. Il cuore è sopravvalutato, ce lo siamo detti finalmente.
È lo stomaco, la pancia.
Ora ci ho fatto caso.

Buon fine settimana, a chi non è come neve...

20 commenti:

  1. "Cosa ti dice la pancia" è molto più viscerale di "Cosa ti dice il cuore".
    Quando voglio stimolare qualcuno a non essere troppo cerebrale, gli dico di "Andare di pancia".
    Con tutto il rispetto per il cuore, che dalla sua postazione guarda e sorride, come se desse il suo okay...

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  2. La pancia riflette immediatamente le nostre più profonde emozioni, lo si vede bene con i bambini, soprattutto se piccoli, un disagio, una emozione, un timore fa scattare “il mal di pancia” che il più delle volte passa avvicinando il bambino, prendendolo fra le braccia, accarezzandogli la pancima e parlandogli tranquillamente facendogli riprendere il “controllo” della situazione e il mal di pancia non c’è più. Con gli adulti è in poco più complicato perché generalmente tendiamo a soffocare queste benedette emozioni.
    Saluti belli.
    sinforosa

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    1. Perdona l’errore: è un poco...

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    2. verissimo, la paura soprattutto passa immediatamente per lo stomaco. È una sensazione che, come detto, non mi piace molto, devo ammettere. Mi fa sentire poco controllata e poco in grado di controllare il contesto intorno a me.
      Io la maestra proprio del soffocamento delle emozioni XD

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  3. Con il corpo comunichiamo con gli altri in modo più completo della parola. Io capivo se ero di gradimento a una ragazza dalla postura, come accavallava le gambe, come camminava. La parola difficilmente è vera a causa dei condizionamenti della nostra mente. Il corpo è svincolato da che vuol trattenerlo e esprime la verità.
    Conosco molto bene Pennac.

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    1. Il linguaggio del corpo è molto affascinante, non mente quasi mai. Se lo si sa leggere (o se ci si vuole dedicare a farlo), la parola diventa anche superflua.
      Pennac amore ed "odio", devo dire. Questo libro in particolare l'ho amato, davvero, uno dei più belli che abbia letto in generale fino ad ora. Ma il ciclo di Malaussène...uhm no, è un grande no. Ne ho iniziati un paio della serie e stanno ancora tutti là incompleti.

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  4. Mi fido più della pancia che del cuore. Il cuore è un tipo romantico. La pancia invece è viscerale.
    Questo solo per dire che approvo e "sento" il tuo discorso, le tue riflessioni.
    Un abbraccio e buona serata.

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    1. Brava, hai usato parole perfette per dire esattamente quello che penso :)
      La pancia è viscerale, siamo proprio noi, senza veli o filtri. Grazie per averlo espresso così bene :D
      Un abbraccio :)

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  5. Un post molto personale e persino strano.
    Tutto e il suo contrario, direi. Amore?
    In ogni caso, uragano dentro una bottiglia è una immagine perfetta per quel che volevi intendere.

    Moz-

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    1. Amore per ora (e per un bel po', probabilmente) solo per i libri bellissimi che leggo e per i post carini che ogni tanto mi vengono fuori :)

      Ah, se avessi un estro artistico spiccato come vorrei poterlo materializzare in qualche modo, quell'uragano in trappola :)

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  6. Il cuore è super sopravvalutato, assolutamente. Nel senso che cadiamo sempre nella felicità o nella sofferenza per ciò che sente il nostro cuore, mettendo da parte la ragione.
    Capisco benissimo la tua tristezza. Perché va bene rendersi conto di una situazione di fatto, ma al contempo il cuore ci fa pensare: "Perché non è come avrei voluto io"?

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    1. Eppure il più delle volte tendo a trasformare la tristezza in rabbia. Forse perché la gestisco meglio (o forse solo perché ho un brutto carattere e cerco solo un pretesto xD).
      E quella domanda lì me la pongo più spesso con la mente che con il cuore, devo ammettere.

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  7. Sono ancora più cinico, ma forse solo realista.
    Il cuore pompa sangue, lo stomaco digerisce, la pancia crea scorie.
    Nasce tutto in testa.
    L'amore, la fantasia, la scrittura, il delirio.

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    1. Non lo so se nasce proprio tutto solo in testa. Mi sto dissezionando piano, piano per scoprirlo :-P

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  8. Strano pensare in questi termini, il mio corpo comunque nell'ultimo periodo fa un po' di testa sua..

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    1. Anche il mio. Comunque è stranissimo si, per questo motivo sono rimasta affascinata già solo dall'idea avuta dall'autore :)

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  9. Il corpo non mente. Il cervello, invece... "mente" per antonomasia, il cuore invece mente a giorni alterni.
    (avevo scritto un commento più ampio, ma disgrazia vuole che chrome ogni tanto si impalli...)
    Un abbraccio,
    EM

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    1. Io ormai ho imparato a fare copia ed incolla per evitare di perdere i commenti xD

      Mi fido del mio cervelluzzo, il cuore non ha nulla da dirmi ultimamente pare. Il corpo mi fa impazzire, saltuariamente :)

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  10. Il fatto che con cuore non si vuole indicare un muscolo che pompa sangue, ma l'affettività.
    Perché l'affettività? Semplice. Ogni emozione forte porta l'aumento del battito cardiaco. Quindi il cuore è la voce del cervello. Nel nostro Io coesistono ragione e affettività. L'affettività parte dall'istinto e dai desideri. C'è un'affettività buona e una cattiva. La ragione fa da filtro e fa passare la parte buona dell'affettività e blocca quella cattiva. Quando questa relazione si smarrisce l'IO diventa dissociato. La ragione corre verso l'alienazione e l'affettività diventa solo un fascio di reazioni, molte volte dannose, comunque sempre scomposte.
    Ciao Paola.

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  11. uhm...cosa volevi esattamente dire ?

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.