giovedì 26 marzo 2026

Questo tempo da scorpione

Il calendario dice che la primavera è ufficialmente iniziata.

Il cielo sopra la mia testa, ovviamente, non sembra particolarmente d'accordo a giorni alterni. 

Però noi ci accontentiamo lo stesso. 
Delle stelle all'orizzonte, del vago profumo di fiori, degli spicchi di luna, dei bagliori di luce che si distendono sempre di più alla fine del giorno.

All'inizio di questa settimana si è avverato uno dei miei incubi più antipatici: il mio cellulare è morto all'improvviso ed io son rimasta con un blocco nero ed inutilizzabile in mano.
E l'incubo non sta tanto nell'oggetto in sé, né nella perdita economica (che pur mi avrebbe fatto rosicare, ovvio!), quanto all'idea di aver perso specialmente le note del mio cellulare o pezzi di chat qui e là (che nei momenti di panico non ricordi mai di che cosa hai fatto il backup).
Così la prima reazione è stata abbastanza prevedibile: rabbia mista al panico misto alla tristezza.

Perché non c'è niente da fare, signori: nella vita si cresce, si smussano angoli, se ne creano altri, ma ciò che siamo dentro resta un pilastro incorruttibile. 
Ed il mio è questo. 
Il mio istinto non riesce a lasciare andare le cose. 

Ho passato in rassegna tutto ciò che potenzialmente avrei perso.
In primo luogo, la lista dei libri letti ad oggi. Lo ammetto, questa è la cosa più banale forse, ma il mio cervello si è attaccato all'idea di aver perso specificatamente la traccia del quando li ho letti. 
La seconda cosa per cui ho rosicato è stato il mio mini diario della gratitudine. Uno sforzo enorme e bellissimo per cercare ogni giorno un sorriso. 

E poi, paradossalmente, avrei perso tutte le giornate di tristezza. Tutta la rabbia accumulata tra quelle righe; il senso di abbandono lasciato alle parole; la ricerca di una guarigione attraverso un viaggio tutto da sola nei meandri del mio cuore, del mio ego. Viaggio sfociato poi, semplicemente, nella serenità di non dover più viaggiare per quelle strade. 

Ho dovuto mollare i pensieri ed aspettare che il centro assistenza mi desse riscontro e nel frattempo mi son sforzata di continuare a cercare la fonte del sorriso del giorno. 
E l'ho trovata.

Se è vero che il cellulare degli ultimi anni era diventato inaccessibile, lo è tornato ad essere quello che avevo usato ancora prima. E mi son rituffata dentro altri ricordi che erano rimasti lì, in attesa. 

Video e foto dei miei nipotini così piccoli da non sembrare nemmeno loro; fotogrammi dei tempi dell'università, della mia laurea; scorci del Colosseo. E poi citazioni collezionate per caso e per bellezza, amici persi per strada, altre delusioni dal gusto sempre diverso. 

Ed intanto la rabbia si andava attenuando nella consapevolezza che forse, in fondo, in fondo, al di là di ciò che dice l'istinto, nulla si perde realmente: solo ciò che non vogliamo più portare con noi. 

"Che serve fare come le nuvole in cielo, serve lasciare anche ciò che pesa, restituire l'acqua alla terra, far cadere la pioggia".


A chi non è come neve... 

Ps. Comunque sono ancora più contenta perché il cellulare l'ho riavuto come lo avevo lasciato :) 


24 commenti:

  1. è sempre una gioia leggerti Paola: mi hai fatto venir voglia di aprire anch'io un diario della gratitudine, fosse anche solo per scrivere sulla prima pagina il tuo nome!!!

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    1. Grazie mille Luigi, è sempre bello sentirsi apprezzata ❤️

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  2. Mi dispiace che si sia rotto così, di punto in bianco.
    Io spero tu riesca a recuperare almeno i dati fondamentali.
    Un abbraccio.

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    1. Il telefono, dopo una falsa speranza, è andato. Però ce l'ho fatta almeno a salvare le note :) un abbraccio a te!

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  3. Dentro un cellulare c'è un sacco di vita.. Lulù amava particolarmente quando periodicamente si ripresentavano in autonomia memorie fotografiche del passato, nell'ordine deciso dal chatbot telefonico.. li scorrewva col sorriso e me li sottoponeva felice.. ora il suo telefono lo conservo io, ogni tanto la carico e scorro chat, foto, video, messaggi.. guai se diventasse un unico blocco nero inutilizzabile.. poi penso non potrebbe comunque, in nessun caso.
    p.s. la devo scaricare anche io l'app della gratitudine, davvero tra le poche necessarie ;)

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    1. Che tenerezza l'idea di rivivere anche così un pezzo di amore e di vita ❤️ ogni tanto penso a cosa penserebbero le persone che mi vogliono bene se leggessero ciò che scrivo per me stessa :D

      Il diario della gratitudine nel mio caso non è una app, solo una mia lista personale ma l'effetto è lo stesso. Un abbraccio :)

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  4. se tu fossi vissuta una cinquantina di anni fa sarebbe stato un quaderno perso, non un quaderno qualunque, un quaderno personale, un po' diario un po' raccoglitore, confidenze a te stessa, qualche lacrima a sciupare i fogli, foglietti di liste disparate infilate qua e là, biglietti del cinema e dell'autobus, che non tutti i film e non tutte le corse sono uguali, qualche foto-polaroid (i selfie di allora) nascoste tra le pagine chiare e le pagine scure. Tutta una vita in quel quaderno e perderlo sarebbe stata una tragedia e nessuno avrebbe avuto da ridire sulle lacrime per un oggetto perso. Che ti dico a fare queste cose? tu sei nata cinquant'anni dopo, d'accordo, forse tutto è cambiato ma tutto è rimasto uguale
    massimolegnani

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    1. Quando ero all'università ho frequentato un corso stupendo. Niente libri, prendevamo solo appunti di ore ed ore che passavano senza nemmeno accorgercene. Quando mi sono trasferita, ho messo quel quaderno in uno scatolone e per forse un anno non sono riuscita a ritrovarlo. Ho passato settimane e settimane a cercarlo ovunque, ero ossessionata da quel quaderno. Finché un giorno dal nulla ho avuto un flash! Adesso il quaderno è conservato gelosamente in un cassetto in camera mia. Per me certe cose non cambiano mai 💙

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  5. Odissee digitali che la tecnologia aiuta, ma non sempre a fine di bene. Però carina questa cosa del ritrovamento del "diario digitale" passato. A volte i ricordi trovano strade imprevedibili...
    Un salutone

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    1. Alcuni ricordi ho deciso di metterli in uno scatolone da non riaprire. Troppo dolore, troppe prese in giro dietro cose che credevo belle. Però non vorrei mai sapere di non poterli ripescare, se volessi

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  6. Leggo e immagino Paola ma vorrei dirti che la natura è forse più previdente di noi da me nonostante il freddo e neve gli alberi da frutta Sono gocce in amore non hanno aperto non si sa fatti bruciare dal gelo Oggi è una giornata di sole Sì la natura aspettasse il risveglio del Creatore Buona Santa Pasqua di resurrezione

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    1. Grazie mille Andrea, ti mando un abbraccio anche se in ritardo :)

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  7. Invidio molto questa tua saggezza e sicuramente ne faccio tesoro come lezione.
    Chapeau anche per quanto riguarda la lista di cose perse ... io nella mia piccolezza avrei pensato a elementi squallidamente materiali come numeri e dati.
    La morte del cellulare in effetti si potrebbe candidare al ruolo di fobia, ma tu la hai ridimensionata!

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    1. Ovviamente prima del post ci son state lacrime, panico ed indicibili maledizioni contro l'azienda produttrice.
      Numeri e dati li vedo più facilmente recuperabili dei ricordi che avevo terrore di perdere.
      Comunque le cose più importanti, come detto, le perdiamo solo se vogliamo perderle ;)

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  8. Maledetti aggeggi tecnologici, sia lodato il backup. Spero comunque che riuscirai a recuperare qualcosa, sarebbe un gran peccato.

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    1. Il telefono è morto, però son riuscita a fare il lavoro sporco ed a recuperare quasi tutto (o almeno così penso, non lo saprò mai fin quando non mi servirà qualcosa che non trovo :))

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  9. Ciao Paola, ti lascio un grossissimo augurio di felice Pasqua di rivoluzione.
    Un abbraccio

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  10. Le cose davvero importanti le custodiamo nel cuore, non c'è smartphone che regga il confronto.

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    1. Però se avessi perso le mie note mi sarei dannata lo stesso un bel po'!

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  11. Cara Paola, i cellulari sono aggeggi infernali (sorrido) anch'io ho avuto problemi , ed ho dovuto ricomperarne uno , ma purtroppo le cose dentro perse ,difficilmente si recuperano.
    Ma si pazienza , come scrive qualche tuo lettore , le cose belle ed importanti le conserviamo nel Cuore.
    Ti abbraccio ed auguro una buona giornata .
    Rosy

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    1. È stata la prima volta che io ricordi in cui un cellulare mi ha lasciata così, dall'oggi al domani. Ho fatto in tempo a tenerlo acceso non so come per passare di straforo le cose che ritenevo più importanti. Infernali siii ma evidentemente così indispensabili da mandarci tutti nel panico :(
      Un abbraccio anche a te e buona giornata :)

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  12. Si, nel cellulare che lo si voglia o no c'è mezza vita. Nel mio non essere sempre ottimista (specialmente per quanto riguarda l'elettronica) tendo a salvare tutto in modo quasi maniacale (e comunque negli anni ne ho perse di cose), perchè un conto è decidere di accantonare il cellulare o un social o una qualsiasi cosa, volutamente un conto è quando di punto in bianco te ne trovi sprovvisto o comunque impossibilitato nell'usarlo/i. Capisco il panico.

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    1. Anche io generalmente salvo tutto il possibile, le note in pratica erano backuppate ma non leggibili. Per fortuna comunque ho fatto a modo mio, una corsa all'ultimo secondo, mi sono sentita in un film thriller :D

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Io credo soltanto nella parola. La parola ferisce, la parola convince, la parola placa. Questo, per me, è il senso dello scrivere.