Non riesco ancora a dare il giusto nome alla sensazione che mi accompagna nel momento in cui sento il suono di una sveglia impostata troppo presto, ma puntuale.
E' qualcosa che va ben oltre il sentirsi strappati dalle braccia di Morfeo.
Non sono mai partita così presto, o forse mai son stata così attenta ai dettagli.
La prima volta apro gli occhi alle 4, per poi alzarmi definitivamente un'ora dopo esatta. I cani abbaiano, come sempre, arrabbiati chissà contro quale rumore.
Io mi preparo in fretta, con il sollievo di non dover portarmi dietro troppe cose.
Apro il portone ed è buio pesto. Le stelle brillano in tutto il loro splendore, padrone di una volta che è ancora lontana dal vedere il Sole.
La stazione è quasi deserta, ma per le strade le luci dei bar e delle panetterie mi fanno sentire meno sola. Mi riprometto di non lamentarmi pensando a chi, queste mattinate, le ha viste diventare la normalità.
Mi sorprende, pochi minuti prima che il pullman ingombri il proprio posto nel parcheggio, vedere che i miei sconosciuti compagni di viaggio non saranno così pochi.
Saranno stati anche loro ingannati dal sito non aggiornato e, come me, scopriranno praticamente appena saliti che avrebbero potuto approfittare di tutte le altre corse, normalmente.
Sono le 6, eppure sembriamo più vicini alla notte che al giorno. Partiamo ed io mi sento felice, nonostante gli occhi stanchi.
Le fermate non sono poche, ma per un bel po' resterò seduta comoda, da sola.
Vedo la Luna riflessa sul finestrino e distorta nell'immagine; non l'avevo notata per nulla, fino a quel momento. Me ne innamoro poco.
Guardo per tutto il tempo dal finestrino, posso vedere come il cielo in alto sia ancora scuro, mentre l'orizzonte comincia a prendere luce. E' tutto lento, tutto tranquillo ed ancora la città dorme. In mezzora assisto ad uno spettacolo meraviglioso.
Metri, che piano, piano diventano km, di mare libero da edifici ed alberi, di un blu stupendo; il cielo azzurro si è finalmente sporcato di arancione e contrasta nettamente con le montagne lontane che fiancheggiano la costa. Sono grigie ed alla loro destra, ferme in mezzo al mare, pescherecci silenziosi che sembrano quasi in miniatura.
Ne rimango estasiata e mi riporta alla mente quei paesaggi che ho sempre adorato ricomporre nei puzzle. Ad ogni pezzo credevo che i colori fossero falsati, magari dalla stampa, ed ora mi ricredo, assistendo ad uno spettacolo che di artificiale non ha assolutamente nulla.
Mi godo l'alba come se dovesse essere l'ultima cosa che vedo, chiedendomi come fanno in molti a voler andare via da qui. Un po' polemica, sempre tra me e me, mi rispondo ripensando a chi, questa stessa terra che sto guardando ed amando, l'ha bruciata come un fiammifero brucia un rogo di paglia.
Ogni tanto i miei pensieri li interrompe il freno dolce del pullman, ed assisto ai genitori, fidanzati, fratelli, che salutano i nuovi passeggeri. Mi distraggo particolarmente osservando una coppia di fidanzati; lei lo saluta baciandolo, lui si gira leggermente porgendole solo la guancia. Lei lo rigira e le schiocca un bacio sulle labbra. Poi sale, guarda un altro po' dal finestrino e si siede rilassata.
Ormai la città è sveglia, ha perso un po' magia, ed anche il posto accanto al mio si occupa. Alla radio scopro che è la giornata dedicata ai Pooh, infilo le cuffie per un po' e siamo ancora a Catanzaro. Ne avrò di tempo per ascoltare quello che voglio.
Scrivo mentalmente questo post più e più volte, senza cambiarlo mai. Vedo i palazzi colorati che ormai sono diventati familiari e sento già i ragazzi infilarsi i giubbotti. I cubi arancioni sono ancora presumibilmente vuoti, ancora 20 minuti, saluto l'autista e scendo.
E' da quasi un mese che non entro in quella casa, sono sola. Non ho valigia da sistemare, solo qualche foto.
Sono le 9.30
La giornata di qualcuno è iniziata da un po'. Io ho troppo sonno per continuare la mia.
Non apro neppure la finestra. Mi addormento.
Al risveglio finalmente un messaggio.
La mia giornata ricomincia di nuovo. E tra poco riparto ancora.
Buon viaggio, a chi non è come neve...
martedì 13 gennaio 2015
venerdì 2 gennaio 2015
Cosa lascerai, deserti o guai?
E' strano realizzare come a volte ci facciamo influenzare dal tutto e poi dal nulla.
Ce ne stiamo testardamente legati alle nostre convinzioni, dandoci da soli i pretesti e le giustificazioni per esplodere come e quando meglio crediamo, senza lasciare possibilità alcuna di una contro-reazione.
Per poi scoprire, nel buio e nella quiete delle quattro del mattino, come inconsapevolmente ci lasciamo punzecchiare dal silenzio altrui.
Perché c'è chi ha bisogno di lasciarsi andare ad urla, parole più o meno pesanti, a provocazioni e punzecchiature e chi, invece, riesce a scivolare dentro le piccole feritoie della tua mente e come con un martello torturarti fino al momento in cui il sonno ha la meglio e crolli inesorabilmente nel mondo dei sogni.
Così è iniziato, stranamente il mio anno. Con quella particolare sensazione che ti fa presupporre o che ci sarà qualcosa di estremamente importante, in quello che vivrai, o viceversa, qualcosa che non avresti voluto.
Come quando compi 18 anni e sai che, pur non cambiando nulla, non sarà più lo stesso. E lasci, senza neppure accorgertene, la sicurezza del 'prima' per addentrarti nella responsabilità del 'dopo'.
Il primo Gennaio, in fondo, non è che un giorno come un altro. Ci sono, però, quei particolari primo Gennaio di anni che sai saranno fondamentali per te, per la tua vita. Pur non potendo programmare nulla con sicurezza, pur senza buoni propositi (che tanto poche volte si realizzano), senti che ci sarà quel giorno. Bello o brutto, non lo so. Chi lo sa?
Quindi poco ti importa di salutarlo col sorriso o malinconicamente.
Poco ti importa finché, appunto, ti rendi conto che quel silenzio ha ragione. Che è più forte lui di te e altro non puoi fare se non abbandonartici.
Allora il mio anno inizia oggi, con un risveglio pieno di sorrisi e di gioia, tanta voglia di arrivare e soprattutto che arrivi Lui.
Perché è innegabile, c'è sempre Lui dietro il mio tutto. Che lo voglia o no.
E se ho deciso che son arrabbiata e sto fino a tardissima notte a pensarci su, poi arriva lui, pur non essendoci concretamente, e mi convince di aver ragione e che è un'anima buona e dolce.
E ci si addormenta felici.
Buon anno nuovo, a chi non è come neve...
Ce ne stiamo testardamente legati alle nostre convinzioni, dandoci da soli i pretesti e le giustificazioni per esplodere come e quando meglio crediamo, senza lasciare possibilità alcuna di una contro-reazione.
Per poi scoprire, nel buio e nella quiete delle quattro del mattino, come inconsapevolmente ci lasciamo punzecchiare dal silenzio altrui.
Perché c'è chi ha bisogno di lasciarsi andare ad urla, parole più o meno pesanti, a provocazioni e punzecchiature e chi, invece, riesce a scivolare dentro le piccole feritoie della tua mente e come con un martello torturarti fino al momento in cui il sonno ha la meglio e crolli inesorabilmente nel mondo dei sogni.
Così è iniziato, stranamente il mio anno. Con quella particolare sensazione che ti fa presupporre o che ci sarà qualcosa di estremamente importante, in quello che vivrai, o viceversa, qualcosa che non avresti voluto.
Come quando compi 18 anni e sai che, pur non cambiando nulla, non sarà più lo stesso. E lasci, senza neppure accorgertene, la sicurezza del 'prima' per addentrarti nella responsabilità del 'dopo'.
Il primo Gennaio, in fondo, non è che un giorno come un altro. Ci sono, però, quei particolari primo Gennaio di anni che sai saranno fondamentali per te, per la tua vita. Pur non potendo programmare nulla con sicurezza, pur senza buoni propositi (che tanto poche volte si realizzano), senti che ci sarà quel giorno. Bello o brutto, non lo so. Chi lo sa?
Quindi poco ti importa di salutarlo col sorriso o malinconicamente.
Poco ti importa finché, appunto, ti rendi conto che quel silenzio ha ragione. Che è più forte lui di te e altro non puoi fare se non abbandonartici.
Allora il mio anno inizia oggi, con un risveglio pieno di sorrisi e di gioia, tanta voglia di arrivare e soprattutto che arrivi Lui.
Perché è innegabile, c'è sempre Lui dietro il mio tutto. Che lo voglia o no.
E se ho deciso che son arrabbiata e sto fino a tardissima notte a pensarci su, poi arriva lui, pur non essendoci concretamente, e mi convince di aver ragione e che è un'anima buona e dolce.
E ci si addormenta felici.
Buon anno nuovo, a chi non è come neve...
martedì 23 dicembre 2014
C'è il tuo nome tra le stelle
Se ho evitato di farvi gli auguri sotto i vostri post è perché ho deciso che quest'anno sarò buona e ve li farò qui. O credevate vi stessi snobbando bellamente?
Ad Ispy che possa incontrare un giorno, per caso, lo stralcio di un suo vecchio diario; che possa rileggerlo insieme ad una persona speciale, magari, e ne possa ridere prendendo consapevolezza che quello che è oggi è figlio di quello che è stato. Così vorrei potesse andare sempre più avanti e voltarsi ogni tanto indietro, riguardarsi e sorridere con sollievo;
A Moz altri 100 di questi blog da poter commentare e seguire, ihih. E poi che possa realizzare (e terminare, su) tanti, tantissimi progetti di tutti i tipi. E poi vorrei vederlo innamorato (e ricambiato) di una donna sessista, che una volta per tutte gli mostri quanto noi del gentil sesso siamo superiori ed imbattibili;
A Dream Teller infinite foto da scattare per tutto il mondo e poi da mostrarci sul suo blog, incorniciate dalle belle parole che lei riesce a lasciare impresse. Le auguro nuovi punti di vista e nuove visuali da cui ammirare tutto, come ogni fotografo meriterebbe;
A Stefano che possa vivere la libertà che ha imparato a guardare con occhi nuovi in modo sempre più intenso. Gli auguro possa scrivere tanti bellissimi post come sempre fa, ma con una pausa più breve tra uno e l'altro, perché è in grado di far viaggiare le menti di chi lo legge ed è un peccato fermarle;
A Sonia tanta gioia, tanta positività come quella che ci regala quando mette nero su bianco le sue frasi in grado di infondere talvolta forza, altre consapevolezza, altre ancora un semplice pensiero positivo;
A Carolina tanto tempo ancora per scrivere tutti i post con i quali ci fa riflettere tanto. Le auguro tanta saggezza, più di quanto ne dimostri già ora; tanti nuovi modi di mettersi in contatto con l'io più profondo e poi lo condivida con noi, attraverso la semplicità e la delicatezza delle sue parole;
A Rebecca che impari ad essere single, ma che poi 'impari' anche l'amore di un ragazzo speciale. Con o senza tatuaggi, ma con un grande cuore, che sappia farle perdere la testa una volta per tutte e gliela custodisca con tanta tenerezza, insieme all'anima.
Certo, tra tutti manca una persona a cui fare i miei auguri, ma per Lui non troverei parole adatte ed all'altezza per rendergli quanto mi trasmette e quanto mi dà, Soprattutto, però, i miei auguri potrò darglieli altrove e questo è semplicemente il regalo migliore. Quindi, Maurizio, ci sei più di tutti e più di tutto. Poi, se proprio non ti dovessi dare pace...a te auguro tanti post con i quali prenderti in giro per questo o quello, ed altrettanti commenti in cui infierire ad oltranza, ihih.
Un buon Natale, a chi non è come neve...

Nel corso del tempo ho imparato tante piccole cose su ogni blogger che ho incontrato e con cui ho instaurato un rapporto virtuale più o meno solido. Così sento di potermi permettere il lusso di farvi degli auguri personalizzati. Sappiate che l'ordine è del tutto casuale, siete tutti i miei preferiti, eheh
Sotto l'albero e col nuovo anno auguro:
A Trisportlife ed a Paolo di trovare un amore grandissimo. Uno di quelli che ti annebbia la mente tanto da diventare quasi mezzo scemo e con gli occhi a cuoricino. Ma che, allo stesso tempo, dia la consapevolezza di essere con la persona giusta, nel posto giusto, al momento giusto. Magari per sempre;
A Wannabe di uscire vincente da un colloquio; di trovare uno di quei lavori fighi che possono stare bene solo ad una figa com'è figa lei. E le auguro possa festeggiare il tutto con tanto alcool (responsabilmente, eh, ihih);
A Daniele che possa scrivere un secondo, un terzo, un quarto, ecc., libro. E che ognuno di essi abbia sempre più successo e lui sempre più voglia di raccontare del Cavaliere o di qualsiasi altro personaggio gli venga in mente;
A Xavier tanta, tantissima forza. Per qualsiasi cosa, contro chiunque lo ostacoli. E poi gli auguro possa coronare il suo amore anche qui, in un paese chiuso e bigotto come spesso lo è il nostro;
A Franco che possa finalmente incontrare Maurizio, ihih. No, io gli auguro possa vivere decine e decine di momenti bellissimi che siano in grado di ispirargli una poesia dopo l'altra. Che poi ovviamente pubblicherà sul proprio blog e noi andremo a commentare;
All'Apprendista Nocchiero possa tornare la stella che si vede è stato ed è. Gli auguro possa prendere la propria strada: non importa che sia giusta o sbagliata, solo che possa stare bene;
Alla Bionda un lunghissimo anno (e non solo) insieme al ragazzo che le ha rubato il cuoricino. Le auguro possano avvicinarsi sempre di più (fisicamente e non) in modo da potersi dire sempre più spesso e sempre più sentitamente le due paroline magiche. Quali lo sceglieranno insieme;
A Lapiz che possa trovare le parole proprie...ma anche le mie, le vostre, quelle di tutti. Le auguro tanta ispirazione, tanto da dire e soprattutto una immensa voglia di raccontarcelo. E che nelle pause tra un racconto e l'altro si accompagni di tante, tantissime risate;
A Nella tanta ottima musica. Ma che le note più belle possano essere le voci delle persone che più ama ripeterle ancora ed ancora quanto è dolce, gentile e delicata. Le auguro che il concerto più bello veda lei e la sua vita sul palcoscenico, che il sipario si chiuda sotto applausi fragorosi, per poi riaprirsi per il bis e poi ancora ed ancora;
A Francy che le righe più belle possa leggere siano scritte proprio da lei stessa. Magari su un diario nascosto che parli della sua vita, delle sue vittorie o di piccole sconfitte che però lascino un grande insegnamento ed un grande sorriso;
Alla Streghetta che la sua favola finisca come tutte: con un lieto fine; con il principe che sia una volta per tutte quello giusto e quello che ha sempre saputo fosse per lei. Le auguro possa mostrare a tutti quanto vale e quanto merita;
Alla Streghetta che la sua favola finisca come tutte: con un lieto fine; con il principe che sia una volta per tutte quello giusto e quello che ha sempre saputo fosse per lei. Le auguro possa mostrare a tutti quanto vale e quanto merita;
Ad Ispy che possa incontrare un giorno, per caso, lo stralcio di un suo vecchio diario; che possa rileggerlo insieme ad una persona speciale, magari, e ne possa ridere prendendo consapevolezza che quello che è oggi è figlio di quello che è stato. Così vorrei potesse andare sempre più avanti e voltarsi ogni tanto indietro, riguardarsi e sorridere con sollievo;
A Moz altri 100 di questi blog da poter commentare e seguire, ihih. E poi che possa realizzare (e terminare, su) tanti, tantissimi progetti di tutti i tipi. E poi vorrei vederlo innamorato (e ricambiato) di una donna sessista, che una volta per tutte gli mostri quanto noi del gentil sesso siamo superiori ed imbattibili;
A Dream Teller infinite foto da scattare per tutto il mondo e poi da mostrarci sul suo blog, incorniciate dalle belle parole che lei riesce a lasciare impresse. Le auguro nuovi punti di vista e nuove visuali da cui ammirare tutto, come ogni fotografo meriterebbe;
A Stefano che possa vivere la libertà che ha imparato a guardare con occhi nuovi in modo sempre più intenso. Gli auguro possa scrivere tanti bellissimi post come sempre fa, ma con una pausa più breve tra uno e l'altro, perché è in grado di far viaggiare le menti di chi lo legge ed è un peccato fermarle;
A Sonia tanta gioia, tanta positività come quella che ci regala quando mette nero su bianco le sue frasi in grado di infondere talvolta forza, altre consapevolezza, altre ancora un semplice pensiero positivo;
A Carolina tanto tempo ancora per scrivere tutti i post con i quali ci fa riflettere tanto. Le auguro tanta saggezza, più di quanto ne dimostri già ora; tanti nuovi modi di mettersi in contatto con l'io più profondo e poi lo condivida con noi, attraverso la semplicità e la delicatezza delle sue parole;
A Rebecca che impari ad essere single, ma che poi 'impari' anche l'amore di un ragazzo speciale. Con o senza tatuaggi, ma con un grande cuore, che sappia farle perdere la testa una volta per tutte e gliela custodisca con tanta tenerezza, insieme all'anima.
Certo, tra tutti manca una persona a cui fare i miei auguri, ma per Lui non troverei parole adatte ed all'altezza per rendergli quanto mi trasmette e quanto mi dà, Soprattutto, però, i miei auguri potrò darglieli altrove e questo è semplicemente il regalo migliore. Quindi, Maurizio, ci sei più di tutti e più di tutto. Poi, se proprio non ti dovessi dare pace...a te auguro tanti post con i quali prenderti in giro per questo o quello, ed altrettanti commenti in cui infierire ad oltranza, ihih.
A chi mi legge e mi scrive ogni tanto, a chi non lo fa mai; a tutti quanti auguro che queste feste possano essere, nonostante un qualsiasi tutto, nonostante un qualsiasi tutti, in grado di regalarvi un sorriso dietro l'altro esploso all'improvviso.

sabato 20 dicembre 2014
Ogni scienza logica, concetto o commento di filosofia eremita
La sveglia mi strappa da un sonno intenso alle 8.20, stamattina. Mi alzo dopo aver sognato di dormire ancora e mi fiondo in bagno. Infilo il mio bellissimo tubino rosso, scelgo le scarpe col tacco più comode e seguo mia sorella per trucco e capelli.
Ho una strana caratteristica, che non mi so spiegare: nonostante abbia la pelle molto chiara, i trucchi su di me sembrano sempre non colorare. Così per ottenere una tonalità intensa, bisogna lavorare sodo.
Così particolare: un foglio bianco si sporcherebbe al primo soffio di colore. Io no.
Fa strano pensare che la prima di noi si sia già sposata. Lo è ancor di più rendendosi conto che, nonostante sia in un paese a trenta minuti dal tuo, ti ritrovi in un mondo completamente diverso. Arriviamo in una chiesa piccola ma non stracolma di gente.
Aldilà dello sfarzo, non sarebbe quella che io personalmente sceglierei per il gran giorno. Ma infondo è il rituale la cosa importante.
Recitiamo le preghiere ed intanto rifletto sul fatto che non mi confesso da anni, dalla prima Comunione. Perché la Cresima mi manca ancora. Insomma, non sono la cattolica migliore del mondo.
I fidanzatini ad una frase del prete diventano nuovi sposini, ma con mio rammarico non coronano il tutto con un bacio, se non sulla guancia.
Ma è tutto regolare.
Attendiamo fuori dalla chiesa, nessuna di noi tre prende il bouquet e ci avviamo a piedi al ristorante.
Gli sposi fanno strada e noi invitati siamo tutti dietro.
Penso a voi e mi chiedo a come reagireste a vederci così. Mi dico che siamo sicuramente abituati ad assistere a cose diverse, fatte in modo diverso.
Le scarpe non si rivelano poi così comode, ma siamo già arrivati. Cerchiamo un tavolo e fortunatamente abbiamo la possibilità di sederci noi da sole. In fondo non conosciamo nessuno, se non la sposa. Parliamo del più e del meno; ci chiediamo come sia possibile sposarsi senza essere mai stati neppure nella stessa stanza da soli; senza potersi tenere per mano in pubblico; senza neppure un bacio sulle labbra per tutta la durata della storia.
Ecco, adesso se stavate pensando che non possiamo appartenere a due realtà così differenti, ricredetevi pure.
I piatti scorrono inaspettatamente veloci e dall'antipasto mi ritrovo il dolce di fronte. Lasciamo la busta agli sposi, i quali ci invitano a partecipare alla festa serale, che presumibilmente si dilungherà fino al mattino dopo, se non per i prossimi due giorni.
Noi decliniamo, per ovvi motivi, e salutiamo ripetendo gli auguri a tutta la famiglia.
Mi compiaccio della tenuta dei boccoli, un po' meno per il rossetto rosso ormai andato ma tanto ora ci aspetta solo casa.
Come ogni legge murphiniana prevederebbe, il mio cane mi saluta saltandomi addosso ed io temo per il cappotto.
Poi apro la porta e mi accoglie un fagottino che ride e sparlacchia come meglio può.
Non ci posso fare nulla, sono troppo innamorata di quella piccolina e vedere quella testolina adornata di ricciolini mi fa una immensa tenerezza.
Sfilo il mio vestito, lo ripongo insieme alle scarpe ed alla borsetta e mi metto più comoda, mentre intanto non posso fare a meno di rivolgere la mia mente a Lui, come ogni ora della mia giornata.
Mi dico che un giorno, magari presto, sarà.
E sarà bellissimo.
Sicuramente più caldo, più affettuoso. Un po' più moderno, certo. E meno frenetico.
Intanto mi godo il momento, non c'è nulla di più dolce di quello che sto vivendo.
L'amore puro. Con o senza anagramma, il concetto non cambia, eh.
Intanto ho mal di testa e muoio di fame.
Della giornata non mi resta altro che lo smalto sulle unghie.
E la bomboniera.
Una buona giornata, a chi non è come neve...
Ho una strana caratteristica, che non mi so spiegare: nonostante abbia la pelle molto chiara, i trucchi su di me sembrano sempre non colorare. Così per ottenere una tonalità intensa, bisogna lavorare sodo.
Così particolare: un foglio bianco si sporcherebbe al primo soffio di colore. Io no.
Fa strano pensare che la prima di noi si sia già sposata. Lo è ancor di più rendendosi conto che, nonostante sia in un paese a trenta minuti dal tuo, ti ritrovi in un mondo completamente diverso. Arriviamo in una chiesa piccola ma non stracolma di gente.
Aldilà dello sfarzo, non sarebbe quella che io personalmente sceglierei per il gran giorno. Ma infondo è il rituale la cosa importante.
Recitiamo le preghiere ed intanto rifletto sul fatto che non mi confesso da anni, dalla prima Comunione. Perché la Cresima mi manca ancora. Insomma, non sono la cattolica migliore del mondo.
I fidanzatini ad una frase del prete diventano nuovi sposini, ma con mio rammarico non coronano il tutto con un bacio, se non sulla guancia.
Ma è tutto regolare.
Attendiamo fuori dalla chiesa, nessuna di noi tre prende il bouquet e ci avviamo a piedi al ristorante.
Gli sposi fanno strada e noi invitati siamo tutti dietro.
Penso a voi e mi chiedo a come reagireste a vederci così. Mi dico che siamo sicuramente abituati ad assistere a cose diverse, fatte in modo diverso.
Le scarpe non si rivelano poi così comode, ma siamo già arrivati. Cerchiamo un tavolo e fortunatamente abbiamo la possibilità di sederci noi da sole. In fondo non conosciamo nessuno, se non la sposa. Parliamo del più e del meno; ci chiediamo come sia possibile sposarsi senza essere mai stati neppure nella stessa stanza da soli; senza potersi tenere per mano in pubblico; senza neppure un bacio sulle labbra per tutta la durata della storia.
Ecco, adesso se stavate pensando che non possiamo appartenere a due realtà così differenti, ricredetevi pure.
I piatti scorrono inaspettatamente veloci e dall'antipasto mi ritrovo il dolce di fronte. Lasciamo la busta agli sposi, i quali ci invitano a partecipare alla festa serale, che presumibilmente si dilungherà fino al mattino dopo, se non per i prossimi due giorni.
Noi decliniamo, per ovvi motivi, e salutiamo ripetendo gli auguri a tutta la famiglia.
Mi compiaccio della tenuta dei boccoli, un po' meno per il rossetto rosso ormai andato ma tanto ora ci aspetta solo casa.
Come ogni legge murphiniana prevederebbe, il mio cane mi saluta saltandomi addosso ed io temo per il cappotto.
Poi apro la porta e mi accoglie un fagottino che ride e sparlacchia come meglio può.
Non ci posso fare nulla, sono troppo innamorata di quella piccolina e vedere quella testolina adornata di ricciolini mi fa una immensa tenerezza.
Sfilo il mio vestito, lo ripongo insieme alle scarpe ed alla borsetta e mi metto più comoda, mentre intanto non posso fare a meno di rivolgere la mia mente a Lui, come ogni ora della mia giornata.
Mi dico che un giorno, magari presto, sarà.
E sarà bellissimo.
Sicuramente più caldo, più affettuoso. Un po' più moderno, certo. E meno frenetico.
Intanto mi godo il momento, non c'è nulla di più dolce di quello che sto vivendo.
L'amore puro. Con o senza anagramma, il concetto non cambia, eh.
Intanto ho mal di testa e muoio di fame.
Della giornata non mi resta altro che lo smalto sulle unghie.
E la bomboniera.
Una buona giornata, a chi non è come neve...
giovedì 11 dicembre 2014
So, this is Christmas....
E' un periodo strano, questo. Uno di quelli che ciclicamente mi ricapita e di solito lo lascio scorrere indifferentemente, finché non ce la faccio più, crollo ed aspetto che smetta sapendo che tanto ricomincerà presto.
Una sorta di massacro cui assisto silenziosa perché tanto io ho la mia vita, non sono vincolata a nulla e posso ancora volare dove più voglio. E se va male, pazienza, ho ancora tempo per recuperare. E non sono sola. E se anche lo fossi potrei farcela.
Ma questo non significa che lo spettacolo che ho davanti non mi tocchi. Neanche io sono così egoista da far finta di nulla fino in fondo.
Ma comunque non era questo il post che avrei voluto scrivere, quindi lasciatemi alleggerire l'atmosfera. Che di guai ne abbiamo già abbastanza tutti.
Siamo nel periodo dell'anno che più amo: il Natale è alle porte, e per quanto l'atmosfera sia andata via, via scemando negli anni, io mi ostino sempre ed ancora a crearmela da me. Che detto così forse fa un po' tristezza, ma no, lasciatevi travolgere dalle lucine colorate, dalle stelle di Natale, e addobbi vari e vedrete che sarà tutto più chiaro.
Quindi appena tornata dall'Università (e quando dico appena, intendo dopo aver recuperato sonno e un po' di tempo dai mille sballottamenti qui o lì), mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa ad addobbare l'albero e la casa. Rigorosamente da sola, ed anche qui smettetela di pensare che sia una sfigata, ma non posso infondere il mio spirito Natalizio a chi non lo ha di già.
E qui vi avrei allegato anche le foto già scattate per far partire lodi e complimenti vari, ma a quanto pare la connessione non vuole collaborare.
E se proprio volete saperla tutta, è la seconda volta che lo spirito natalizio mi respinge: l'altra sera sono scesa a spegnere le luci dell'albero (che io ho sempre il vizio di staccare le prese quando non ci sono, sia mai mi becchi un corto circuito), ma sbadatamente sono scivolata: una bella botta sullo scalino ed un livido terribile sulla mia bianca coscia.
Che se vogliamo fare i poetici, potremmo dire che è come un manto di neve candida su cui vi è adagiata una rosa, rossa come l'amore (o come er core mio).
Quindi ieri io ed il mio tocco colorato abbiamo passato circa 6 ore in macchina, tra andata e ritorno, insieme a mio padre e mia sorella per verbalizzare il voto di un esame che però devo ri-verbalizzare a Gennaio e non so bene perché. Avreste dovuto vedere come mia sorella si mimetizzava tra noi universitari. D'altronde una venticinquenne non è che sia così lontana da decine e decine di ventunenni.
Una giornata ricca di stanchezza, che si è conclusa con il compleanno della mia amica e con una nottata di sonno profondo.
Per poi risvegliarmi con la visione di un angelico visino addormentato nel passeggino. Visino che poi si colora di occhioni nocciola e di un sorriso a 2 dentini minuscoli, che riesco ad immortalare in una delle poche foto in cui anche io finalmente esco decentemente.
Ed ora mi rimangono tante materie da preparare e delle azioni da vendere o acquistare. Perché sappiate che presto diventerò una famosa e ricca trader. E voi avete l'onore di conoscermi, ci pensate?!
Basta, oggi voglio essere più buona del solito: quando sarà pronta la struttura del presepe, vi allegherò tutte le foto e voi potrete dirmi che sono bravissima e di mollare la carriera di trader per diventare esperta in decori natalizi.
Una buona giornata, a chi non è come neve...
Una sorta di massacro cui assisto silenziosa perché tanto io ho la mia vita, non sono vincolata a nulla e posso ancora volare dove più voglio. E se va male, pazienza, ho ancora tempo per recuperare. E non sono sola. E se anche lo fossi potrei farcela.
Ma questo non significa che lo spettacolo che ho davanti non mi tocchi. Neanche io sono così egoista da far finta di nulla fino in fondo.
Ma comunque non era questo il post che avrei voluto scrivere, quindi lasciatemi alleggerire l'atmosfera. Che di guai ne abbiamo già abbastanza tutti.
Siamo nel periodo dell'anno che più amo: il Natale è alle porte, e per quanto l'atmosfera sia andata via, via scemando negli anni, io mi ostino sempre ed ancora a crearmela da me. Che detto così forse fa un po' tristezza, ma no, lasciatevi travolgere dalle lucine colorate, dalle stelle di Natale, e addobbi vari e vedrete che sarà tutto più chiaro.
Quindi appena tornata dall'Università (e quando dico appena, intendo dopo aver recuperato sonno e un po' di tempo dai mille sballottamenti qui o lì), mi sono rimboccata le maniche e mi sono messa ad addobbare l'albero e la casa. Rigorosamente da sola, ed anche qui smettetela di pensare che sia una sfigata, ma non posso infondere il mio spirito Natalizio a chi non lo ha di già.
E qui vi avrei allegato anche le foto già scattate per far partire lodi e complimenti vari, ma a quanto pare la connessione non vuole collaborare.
E se proprio volete saperla tutta, è la seconda volta che lo spirito natalizio mi respinge: l'altra sera sono scesa a spegnere le luci dell'albero (che io ho sempre il vizio di staccare le prese quando non ci sono, sia mai mi becchi un corto circuito), ma sbadatamente sono scivolata: una bella botta sullo scalino ed un livido terribile sulla mia bianca coscia.
Che se vogliamo fare i poetici, potremmo dire che è come un manto di neve candida su cui vi è adagiata una rosa, rossa come l'amore (o come er core mio).
Quindi ieri io ed il mio tocco colorato abbiamo passato circa 6 ore in macchina, tra andata e ritorno, insieme a mio padre e mia sorella per verbalizzare il voto di un esame che però devo ri-verbalizzare a Gennaio e non so bene perché. Avreste dovuto vedere come mia sorella si mimetizzava tra noi universitari. D'altronde una venticinquenne non è che sia così lontana da decine e decine di ventunenni.
Una giornata ricca di stanchezza, che si è conclusa con il compleanno della mia amica e con una nottata di sonno profondo.
Per poi risvegliarmi con la visione di un angelico visino addormentato nel passeggino. Visino che poi si colora di occhioni nocciola e di un sorriso a 2 dentini minuscoli, che riesco ad immortalare in una delle poche foto in cui anche io finalmente esco decentemente.
Ed ora mi rimangono tante materie da preparare e delle azioni da vendere o acquistare. Perché sappiate che presto diventerò una famosa e ricca trader. E voi avete l'onore di conoscermi, ci pensate?!
Basta, oggi voglio essere più buona del solito: quando sarà pronta la struttura del presepe, vi allegherò tutte le foto e voi potrete dirmi che sono bravissima e di mollare la carriera di trader per diventare esperta in decori natalizi.
Perdonate questo post, avevo bisogno di scrivere senza dire..
lunedì 1 dicembre 2014
Mentre sopra un foglio vivono
Questo post non è sinceramente il primo che avrei in mente di scrivere. Per una serie di motivi.
O meglio, per un motivo bellissimo e stupendo che ormai non ho bisogno di indicare esplicitamente.
Ma sono reduce da un esame e da un fine settimana talmente ricco che...scrivere tutto adesso sarebbe quasi riduttivo, nel voler esaltare la grandezza di quello che ho appena passato.
Quindi passiamo alla presentazione di quello che sto per scrivere.
Inutile anche dirlo, uno dei miei più grandi amori platonici è Tiziano Ferro, quindi immaginate bene la mia gioia generale in questo periodo per l'uscita del suo album. Tant'è che sto scrivendo con la sua voce in sottofondo, anche se così rischio di perdere o quello che scrivo o quello che ascolto.
Ma a me piace così.
Ebbene, se già avere delle nuove note di cui innamorarsi e avere accanto la persona più meravigliosa con cui condividerle ed a cui dedicarle è il top, partecipare ad una simpatica iniziativa che riunisca Tiziano e l'altro amore che h,o allora...beh, ho proprio stravinto.
Mi riferisco, infatti, al tag che ho ricevuto dalla blogger che seguo Francy, in cui a delle canzoni (in questo caso, ovviamente, del mio cantautore preferito) si abbinano dei libri da noi letti che ci hanno ispirato determinate emozioni.
Io sono stata nominata e quindi non posso che rispondere al suo post con immensa gioia ed anche un pochino di onore ^.^
Premetto solo che alcune delle canzoni le ho saltate solo perché purtroppo, nonostante io ami davvero leggere libri e quando ne inizio uno lo divoro letteralmente in massimo 3 giorni, soprattutto per l'Università ho dovuto cedere il tempo da dedicare a questo bellissimo hobby per lo studio.
Quindi perdonatemi e siate comprensivi ^.^
Ecco la mia lista
1. Alla mia età - prendi un libro ti ha fatto provare una miriade di emozioni, compreso il dolore che ti ha fatto piangere come un bambino.
2. Il regalo più grande - dì qual'è il romanzo che ti è stato regalato che ha lasciato un segno nel tuo cuore.
3. Senza scappare mai più - prendi un libro che all'inizio eri certo di evitare di leggere ma che poi ti ha fatto riflettere, facendo sì che non lo dimenticherai mai più.
4. L'amore è una cosa semplice - scegli un romanzo che è riuscito a trattare un tema delicato e difficile con una semplicità disarmante.
5. Smeraldo - cita il libro che ti ha scombussolato, quasi come fosse un vento impetuoso.
6. E fuori è buio - prendi il libro che più ti ha intimorito per il fatto che trattava di problematiche reali
O meglio, per un motivo bellissimo e stupendo che ormai non ho bisogno di indicare esplicitamente.
Ma sono reduce da un esame e da un fine settimana talmente ricco che...scrivere tutto adesso sarebbe quasi riduttivo, nel voler esaltare la grandezza di quello che ho appena passato.
Quindi passiamo alla presentazione di quello che sto per scrivere.
Inutile anche dirlo, uno dei miei più grandi amori platonici è Tiziano Ferro, quindi immaginate bene la mia gioia generale in questo periodo per l'uscita del suo album. Tant'è che sto scrivendo con la sua voce in sottofondo, anche se così rischio di perdere o quello che scrivo o quello che ascolto.
Ma a me piace così.
Ebbene, se già avere delle nuove note di cui innamorarsi e avere accanto la persona più meravigliosa con cui condividerle ed a cui dedicarle è il top, partecipare ad una simpatica iniziativa che riunisca Tiziano e l'altro amore che h,o allora...beh, ho proprio stravinto.
Mi riferisco, infatti, al tag che ho ricevuto dalla blogger che seguo Francy, in cui a delle canzoni (in questo caso, ovviamente, del mio cantautore preferito) si abbinano dei libri da noi letti che ci hanno ispirato determinate emozioni.
Io sono stata nominata e quindi non posso che rispondere al suo post con immensa gioia ed anche un pochino di onore ^.^
Premetto solo che alcune delle canzoni le ho saltate solo perché purtroppo, nonostante io ami davvero leggere libri e quando ne inizio uno lo divoro letteralmente in massimo 3 giorni, soprattutto per l'Università ho dovuto cedere il tempo da dedicare a questo bellissimo hobby per lo studio.
Quindi perdonatemi e siate comprensivi ^.^
Ecco la mia lista
1. Alla mia età - prendi un libro ti ha fatto provare una miriade di emozioni, compreso il dolore che ti ha fatto piangere come un bambino.
Con la testa e con il cuore si va ovunque, di Giusy Versace.
Non so se avete mai conosciuto la storia di questa donna. Io, anche grazie al fatto che lei è una mia corregionale, l'ho scoperta durante un convegno alle superiori. Una storia davvero toccante, che già dalle prime pagine, in cui racconta dell'incidente sull'autostrada che le è costato entrambe le gambe, mi ha fatto rigare il viso di lacrime. Se però pensate che il libro sia intriso solo di dolore e disperazione, vi sbagliate. Di quelle pagine vi rimarrà soprattutto una immensa consapevolezza che NIENTE può tenerti legata a terra ed inerme, se hai il coraggio di combattere.
Piccole donne crescono.
Beh, qui a parte che questo è uno di quei libri che credo tutti dovrebbero leggere prima o poi, sottolineo il fatto che l'ho ricevuto quando ero piccola da mio papà. Lui ovviamente sa quanto io ami leggere e quindi trovo davvero stupendo immaginare che andava appositamente per me a scegliere cosa avrei poi letto.
Ovviamente ricevetti anche il seguito ^.^
Ragazzi, qui rischio di sembrare stupida però credetemi...la prima ed unica cosa che ho pensato leggendo questa frase...è stata il mio manuale di diritto privato. E chi ha mai dovuto studiare dal Perlingieri sarà assolutamente d'accordo con me: è un libro che non si dimentica proprio più!
Se questo è un uomo, di Primo Levi.
Un diario che scorre via rigo dopo rigo, lasciandoti solo la pesantezza e la claustrofobia dell'orrore che testimonia. L'ho amato profondamente e ricordo ancora frasi da esso tratte che mi hanno colpita particolarmente. Anche questo, impossibile non leggerlo, prima o poi.
Qui rosico da morire perché quando ero ancora relativamente piccola (credo in prima media), lessi un libro bellissimo. Era il diario di una donna che raccontava la sua vita con un uomo Musulmano. Una grande storia d'amore che, dopo il matrimonio, si è trasformata quasi in un incubo per la donna che si è vista soggiogata dalle 'tradizioni' imposte dall'uomo.
Purtroppo, proprio perché sono passati tanti anni, non riesco a ricordarne il titolo ma definire quella storia come un vento impetuoso..è anche poco.
I libri del giudice Gratteri. Anche lui mio conterraneo. Potete immaginare le motivazioni per le quali ho scelto questi. Non aggiungo precisazioni perché avrei un tocco polemico, non sui libri in particolare, ma su certi aspetti che mi 'accendono' parecchio. Dico solo che comunque la mia regione non è tutta così, eh.
7. Troppo buono - prendi il libro che ti ha lasciato l'amaro in bocca benché prometteva bene.
Niente di vero tranne gli occhi, di Giorgio Faletti.
Un autore bravissimo di cui ho letto un bel po' di libri, forte del fatto che amo proprio il genere che ha trattato. Tuttavia il libro che ho citato, seppur fatto benissimo, eh, mi ha leggermente delusa per la storia. O meglio, per il finale un po'...irreale, a mio avviso. Ma son gusti, eh ^.^
Ringrazio ancora Francy per avermi compresa nell'iniziativa e invito tutti gli amanti delle lettura a visitare il suo blog, garantisco io, eh!
Per il resto ci rivediamo alla prossima coi miei bellissimi post-mattoncino (ammesso questo non lo sia stato, ihih) che tanto mi mancano, eheh.
Un buon inizio Dicembre, a chi non è come neve...
giovedì 20 novembre 2014
Per chi non riesce a stringere mai i denti
Il seguente post potrebbe urtare la sensibilità di molti.
Prego i lettori particolarmente sensibili di non andare oltre.
Ogni riferimento a cose o persone* è puramente casuale.
La paura arriva quando ti rendi conto che qualcosa che non credevi, che non volevi, in realtà è lì. Accanto a te. Silenziosa.
La straziante storia che sto per riportare inizia proprio così.
Un giorno, quando nasce, spesso non preannuncia quello che starà per portar con sé.
Così ti svegli con il temporale e magari sarà il giorno più bello della tua vita.
O magari apri gli occhi piena di energia, di voglia di fare e al pomeriggio sei disillusa già, disincantata.
E' questo il bello, no?Un continuo pacchetto-regalo da scartare.
Stai accoccolato alla tua quotidianità, scostando la tendina su un mondo che corre via e costruisce quello che un attimo prima ha distrutto, protetto dal vetro della tua familiare stanza. Finché uno strappo non ti scaraventa in un'altra realtà.
Violento e deciso.
Si, miei cari lettori. Seppur ciò non coincide (a mio avviso) con l'impronta che ho cercato sempre di dare al mio blog, voglio lasciare impressa a memoria mia e vostra, la testimonianza di un uomo* che della propria vita avrebbe voluto realizzare una vera e propria opera d'arte, ritrovandosi, invece inerme e disarmato.
Ebbene, è evidente che quando si ha una certa età sarebbe meglio non sfidare le proprie ossa, i propri muscoli, pena dolorosi acciacchi e scricchiolii pronti a tormentarti per giorni e giorni, dando vita ad una vera e propria sofferta convalescenza. Ma quando ci si sente forti, sicuri di sé stessi, cosa volete che importi delle raccomandazioni?Degli ostacoli che il nostro corpo cerca di imporci?
Ed ecco allora che quando il nostro uomo*, anzi. Ed ecco, allora, quando il nostro Uomo* ha deciso di affrontare coraggiosamente un destino che NON PUO' essere stato già scritto senza il proprio consenso, accade quello che non vi sareste mai aspettati.
Tutti sanno che i pesi vanno sollevati mantenendo una giusta postura. Ciò implica il dover piegare le ginocchia abbassandosi, senza invece curvare la schiena su cui ricadrebbe tutto il peso e lo sforzo. Ma noi siamo avanti, gente. Noi stiamo parlando di Lui* ed allora è solo un lampo. Un barlume di luce in un buco nero. Una nota di violino stridente nel silenzio della notte.
Uno strappo muscolare lacerante un corpo già stato deriso troppe volte da Madre Natura.
Uno strappo acuto che toglie il respiro al nostro Giuditto* (questo il nome di fantasia scelto per tutelare l'identità del protagonista) che però non ci sta a piegarsi al dolore ed imperterrito, dopo un attimo sdraiato, decide di muovere subito un primo passo verso quello che sarò il nuovo futuro.
Ma stavolta il male è più forte di lui. Stavolta lo scemotto, ehm, scusate, Giuditto* non può non cedere ad una settimana di riposo perché troppo sofferente.
E d'altronde cosa sarebbe una storia senza peripezie?Senza ostacoli, coraggio e paura?E soprattutto, cosa avrebbe più senso se non ci fossi io a deridere il mio cavaliere* pubblicamente?
Lo so, lo so. Questo racconto toglie il fiato e non stento a credere che molti di voi staranno incrociando le dita per il nostro Giuditto*, col cuore che batte a mille e gli occhi pronti a lasciar scivolare via fiumi di lacrime al solo pensiero che il nostro protagonista potrebbe...no, non ce la faccio neanche a scriverlo.
E d'altronde non serve!
Attenzione, un urlo fragoroso che si alza dalla folla ed eccolo!!
Proprio come Massimo Decimo Meridio che annuncia la propria vendetta in questa vita o nell'altra, Giuditto* ce la fa!
In piedi, ammaccato non distrutto, raccoglie gli applausi dei propri sostenitori e li ringrazia uno ad uno.
Perché Giuditto è e deve essere un esempio per noi tutti.
La dimostrazione di potercela fare anche quando tutto sembra spingerci a mollare. Ad arrenderci.
Anche quando sembriamo un sacco di patate buttato su un letto o un cadavere da punzecchiare col bastone, possiamo farcela. Possiamo.
Perché, in fondo, tutti siamo un po' Giuditto*
Ebbene, è evidente che quando si ha una certa età sarebbe meglio non sfidare le proprie ossa, i propri muscoli, pena dolorosi acciacchi e scricchiolii pronti a tormentarti per giorni e giorni, dando vita ad una vera e propria sofferta convalescenza. Ma quando ci si sente forti, sicuri di sé stessi, cosa volete che importi delle raccomandazioni?Degli ostacoli che il nostro corpo cerca di imporci?
Ed ecco allora che quando il nostro uomo*, anzi. Ed ecco, allora, quando il nostro Uomo* ha deciso di affrontare coraggiosamente un destino che NON PUO' essere stato già scritto senza il proprio consenso, accade quello che non vi sareste mai aspettati.
Tutti sanno che i pesi vanno sollevati mantenendo una giusta postura. Ciò implica il dover piegare le ginocchia abbassandosi, senza invece curvare la schiena su cui ricadrebbe tutto il peso e lo sforzo. Ma noi siamo avanti, gente. Noi stiamo parlando di Lui* ed allora è solo un lampo. Un barlume di luce in un buco nero. Una nota di violino stridente nel silenzio della notte.
Uno strappo muscolare lacerante un corpo già stato deriso troppe volte da Madre Natura.
Uno strappo acuto che toglie il respiro al nostro Giuditto* (questo il nome di fantasia scelto per tutelare l'identità del protagonista) che però non ci sta a piegarsi al dolore ed imperterrito, dopo un attimo sdraiato, decide di muovere subito un primo passo verso quello che sarò il nuovo futuro.
Ma stavolta il male è più forte di lui. Stavolta lo scemotto, ehm, scusate, Giuditto* non può non cedere ad una settimana di riposo perché troppo sofferente.
E d'altronde cosa sarebbe una storia senza peripezie?Senza ostacoli, coraggio e paura?E soprattutto, cosa avrebbe più senso se non ci fossi io a deridere il mio cavaliere* pubblicamente?
Lo so, lo so. Questo racconto toglie il fiato e non stento a credere che molti di voi staranno incrociando le dita per il nostro Giuditto*, col cuore che batte a mille e gli occhi pronti a lasciar scivolare via fiumi di lacrime al solo pensiero che il nostro protagonista potrebbe...no, non ce la faccio neanche a scriverlo.
E d'altronde non serve!
Attenzione, un urlo fragoroso che si alza dalla folla ed eccolo!!
Proprio come Massimo Decimo Meridio che annuncia la propria vendetta in questa vita o nell'altra, Giuditto* ce la fa!
In piedi, ammaccato non distrutto, raccoglie gli applausi dei propri sostenitori e li ringrazia uno ad uno.
Perché Giuditto è e deve essere un esempio per noi tutti.
La dimostrazione di potercela fare anche quando tutto sembra spingerci a mollare. Ad arrenderci.
Anche quando sembriamo un sacco di patate buttato su un letto o un cadavere da punzecchiare col bastone, possiamo farcela. Possiamo.
Perché, in fondo, tutti siamo un po' Giuditto*
*Ancora, qualsiasi riferimento a cose o persone è assolutamente casuale. Nel mio post non sto parlando di un romano babbonchio che una volta ha osato prendermi in giro su un proprio post ed a cui ho giurato una lenta ed atroce vendetta. Ed il suddetto non ha preso una strappo muscolare alzando un peso abbastanza consistente tenendo una postura scorrettissima, scatenando la mia ilarità non prima di un po' di coccole, eh. Mica sono un mostro.
Una buona giornata, a chi non è come neve...
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