Le due settimane di ferie estive sono passate in fretta e già da più di altrettante sono tornata in ufficio, tuffandomi in un Settembre che finalmente, in questi ultimissimi giorni, sembra star salutando lentamente la bella stagione.
Un anno fa, esattamente in questo periodo, mi trovavo all'inizio (o alla fine, per certi versi) di un momento dolorosissimo, che si è tradotto in mesi di pianti, notti insonni e continue recriminazioni verso me stessa (forse, se fossi stata diversa, sarei stata amata; magari se fossi stata come le altre, che son meglio di me, avrebbe potuto apprezzarmi).
Ma il tempo fa da balsamo anche per le più crude delle ferite ed apre gli occhi e, molto più importante, il cuore, su ciò che conta di più.
365 dopo, la mia autostima si trova esattamente all'opposto rispetto a dove l'avevo lasciata; mi sento una stellina che brilla da sola, senza in realtà grandi abbagli: non sono diventata assolutamente più vistosa, non ho approfittato della solitudine per cercare di emergere o attirare nuovi sguardi, anzi.
È stato un percorso tutto in salita, durante il quale ho dovuto imparare soprattutto a non far nulla, perché a volte non muoversi è proprio il balzo in avanti che ci porta al traguardo finale: non cedere alla rabbia, non cercare nessun tipo di vendetta e di rivalsa, non cedere alla tentazione di sovra-apparire per sembrare più bella, più felice, più insostituibile.
Perché, diciamocelo, l'ego è una brutta bestia, peggio del cuore, e quando lo sentiamo ferito non soffre quasi mai in silenzio: sbraita in tutte le lingue perché vuole essere visto, validato, e, la cosa peggiore, è che lo sguardo e la validazione che cerca sono solo ed esclusivamente quelli provenienti da chi non ci vuole più.
Non importava quanti complimenti ricevessi dagli altri, né mi facevano sentire appagata gli inviti o le avances di altri uomini appena scoprivano che ero tornata single: l'unica cosa che mi faceva immaginare gratificata era che fosse lui a guardarmi e desiderarmi o, ancora meglio, a rimpiangermi.
Con le cicatrici ormai rimarginate mi rendo conto di quanto sia stato saggio resistere e, appunto, non fare nulla: probabilmente se avessi assecondato il mio ego, mi sarei auto-distrutta completamente, forse anche umiliata, mettendo in mostra una persona che non sono mai stata.
Invece adesso sono totalmente in pace con tutto ciò che ho e con quello che non ho, con ciò che mi circonda e con quello che ho lasciato andare, con ciò che sono e con ciò che mai sarò.
Senza rancore, il passato alle spalle.
Perché tanto alla fine, la verità è sempre la stessa: la gara più importante noi la corriamo contro noi stessi e vincerla significa apprendere che è una staffetta, non una maratona.
Buon giro, a chi non è come neve...
Una stellina non è mai sola a un firmamento da guardare e ammirare per la sua misteriosa impenetrabile nostalgia e immancabile in sazietà dei sogni
RispondiEliminaHai azzeccato un punto molto bello e vero: non sono mai sola, ho tante persone che mi hanno sostenuta senza far rumore, proprio come una notte stellata che si rispetti. Grazie mille, un abbraccio ❤️
EliminaE' bello leggere questo, soprattutto questa frase: "mi sento una stellina che brilla da sola". Altro che stellina, tu sei proprio una stella. Amati più che puoi.
RispondiEliminaUn abbraccio e buon settembre.
A volte mi chiedo se scrivere post così sia troppo "autocelebrativo". Poi mi rendo conto del fatto che se non siamo noi i primi a farci queste coccole, non vedo chi altro dovrebbe. Soprattutto dopo un periodo ad interrogarmi sul valore della mia persona. Quindi ti ringrazio davvero tantissimo per il sostegno ed il commento ❤️ un abbraccio a te e buon autunno :)
Elimina"la gara più importante noi la corriamo contro noi stessi", quanto sono vere queste parole Paola: il nemico è dentro di noi sempre, ma se impariamo a combatterlo allora prendiamo realmente in mano la nostra vita!!! Un abbraccione
RispondiEliminaChe poi la cosa più carina è rendersi conto del fatto che, il nemico che abbiamo dentro, altro non è che la nostra parte più fragile e finiamo per comprendere che non è una lotta, ma una coccola ciò che serve davvero. Un grande abbraccio a te :)
EliminaGuarire è anche accorgersi che non c’era nessuna malattia e nessuno da convincere che ci fosse, neppure se stessi.
RispondiEliminaIl resto è stato forse solo il tempo necessario per smettere di chiamarla così.
Un cordiale saluto
Esattamente!
EliminaMeno male che il tempo è dalla parte giusta e fa da faro alle cose importanti.
Ci è voluto un po' (forse nemmeno tanto), ma alla fine ne è valsa la pena :)
Un saluto a te e grazie sempre :)
GRAZIE per la tua importante condiviione che illumina e insegna. Tanti complimenti per il tuo comportamento che si distingue: stare fermi. Stare fermi quando in generale non si sentono altro che storie di guerre, ripicche, vendette. Stare fermi quando il rimanere fedeli al proprio io vince su tutto e diventa il vero esempio. E poi il tempo passa e mette la distanza, regalando la prospettiva. Il futuro è ora. Il futuro è tuo <3
RispondiEliminaÈ stato veramente difficilissimo; di recente una mia (ex carissima) amica si è lasciata con quello che credeva fosse finalmente l'amore della vita e mi è venuto lo sconforto a ripensare a quei momenti iniziali dove guarire sembra impossibile. Invece poi è possibile, eccome. Il futuro è solo da cogliere ❤️
EliminaGrazie mille per le bellissime parole, un grande abbraccio ❤️
È importante trovare la nostra dimensione individuale, che non significa appunto cedere all'ego. Dobbiamo pensare a noi, stare bene, sentirci bene quando ci alziamo alla mattina. Poi è chiaro che nello star bene servono i rapporti affettivi, quindi dobbiamo circondarci delle persone che ci fanno stare bene. Se poi, tra esse, c'è anche la nostra metà, tanto meglio!
RispondiEliminaInfatti, Riky. Non ho mai visto nessuno NON stare bene con se stesso in grado di fermarsi dal ribaltare sull'altro (in particolare sul partner) il proprio malessere. Per questo è decisamente fondamentale imparare a volersi bene, anche perché altrimenti non riusciamo nemmeno a capire se gli altri ce ne vogliono :)
EliminaFelice per te cara Paola , che un anno fa è ad oggi un brutto ricordo , per fortuna e con fatica sei riuscita a brillare con la tua bella luce , lasciando andare chi di faceva sentire quella che non sei . Chiudo e mi scuso con questa tua splendida frase:
RispondiElimina"Perché tanto alla fine, la verità è sempre la stessa: la gara più importante noi la corriamo contro noi stessi e vincerla significa apprendere che è una staffetta, non una maratona".
Ti abbraccio con stima ed auguro un buon fine settimana.
Rosy
È difficile lasciare andare; è veramente una lotta estenuante, a prescindere dalla presenza o meno dell'amore, a mio avviso. Perché entrano in gioco tante cose: la paura, l'abitudine, la dipendenza affettiva spesso anche.
EliminaSolo che non si può rimanere in eterno attaccati a chi ci vede così diversamente da come invece noi vorremmo essere guardati. E non si può nemmeno rimanere legati al rancore ed alla frustrazione che si generano per questo stesso motivo.
Peró una volta imparato a farsi fiume, rimane una lezione straordinaria per il futuro :) un grazie enorme a te ed un abbraccio forte :)
tutto mi è piaciuto qui, dalle cicatrici alla stellina, dalla maratona alla staffetta, ma quello che scioccamente mi ha colpito (commosso?) è il saluto finale che è l'augurio che ci scambiamo noi ciclisti (e non dirmi che è stato un errore di battitura per buon giorno, dai!)
RispondiEliminamassimolegnani
Assolutamente nessun errore di battitura.
EliminaUn buon giro è quello che ci vuole tra una staffetta e l'altra, per arrivare al traguardo con un bagaglio pieno di cose belle e meno belle ma utili :) altrimenti che si corre a fare?
Paola cara, ti seguo da una vita, e le tue staffette mi sono note, gli alti e i bassi, le bellezza e le malinconia.. importante è che tu sappia sempre collezionare tutto con grazia, saggezza e tenera poesia.. un abbraccio!
RispondiEliminaÈ vero, ormai è da anni che ci leggiamo a vicenda <3
EliminaLa mia vita, nonostante queste montagne russe, rimane senza dubbio la mia collezione preferita!
Un abbraccio forte a te :)
Bello questo tua condivisione di consapevolezza. Brava Paola, le scelte giuste ci rendono straorgogliose di noi e tu, per come ti conosco leggendoti, ne hai fatte davvero tante di tali scelte. Ti abbraccio forte, buon giro a te e buona domenica.
RispondiEliminaCiao Pia :) qualche cavolata l'ho mollata anche io qui e là, com'è giusto che sia, ed un po' me ne pento. Però è anche vero che senza che vita sarebbe stata?
EliminaL'importante penso sia sempre rimanere una persona buona ed in pace con se stessa per non essere in continua lotta con gli altri :)
Un abbraccio e buona domenica a te :)
Trasformarsi solo per tenere in vita qualcosa che è morto è l'errore più grave che si possa commettere. C'è una canzone dei Baustelle che trovo illuminante, si chiama "L'arte di lasciare andare", te la consiglio.
RispondiEliminaChe bel post. Bello da leggere e (credo) bello da scrivere, perché è bellissimo riuscire a ritornare alla vita, la nostra vita, senza aver rinunciato a noi stessi, senza aver ceduto alla rabbia, al rancore o solamente al dolore. Quindi, non che avessi grossi dubbi, ma complimenti, complimentissimi. Saremo anche piccole stelle non troppo luminose, ma se sapremo unirci chissà che stellata.
RispondiEliminaUn abbraccione
Ritrovare se stessi è la più grande vittoria, che la vita ti sorridi sempre, te lo meriti :)
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