sabato 5 febbraio 2022

Ferito, seguito, risalvato

Il mio blog ha compiuto 9 anni.
Non oggi, né ieri. 

Nove anni della mia vita raccolti tra stelline e colori che non sono mai cambiati.
Nove anni che hanno sfiorato impercettibilmente momenti fondamentali della mia storia, tutti raccontati in silenzio senza nemmeno rendermi conto di come tutto, lentamente, in fondo, mutasse intorno a me, dentro a me.
Nove anni che oggi mi permettono di essere la spettatrice privilegiata delle mie stesse notti insonni; delle mie lacrime, le mie risate, le mie piccoli sconfitte, le mie grandi vittorie.

Siam cresciute insieme, io e le mie parole. C'è voluto tempo per capirmi, per abituarmi alle cose che avevo da dire ma ne è valsa la pena. C'è voluta pazienza per confezionare ogni pensiero, per mettere al posto giusto ogni punto, ogni virgola. Ma se mi rileggo sono sempre io. Non riesco a smettere di riconoscermi, nemmeno nelle volte in cui avrei voluto non essere me.

Un regalo che mi son fatta con amore.
Dentro le aule di un'università, tra le pieghe di un lenzuolo.
Contro i finestrini di un treno, sui sedili di un'automobile.
Nel silenzio dei miei pianti, tra le note di un concerto.
Circondata da bambini, persa dentro corridoi che non sono mai stati i miei.

Mi son regalata mal di testa, unghie rotte, docce calde, miele tra i capelli, tagli sulle labbra, tradimenti, vento tra le dita, fuochi spenti, scarpe strette.
Mi son regalata una domanda dietro l'altra, come se trovar le risposte giuste avesse poi significato smettere di perdersi.
Ho guardato in bianco e nero senza smettere di pensare ai colori ed ho imparato che a leccar via il sale delle ferite si può pur provare gusto.

Che di cose belle mi si son riempiti gli occhi e le orecchie e non c'è giorno in cui non mi ringrazi di aver avuto la tenerezza di non scordarmene nemmeno una.
Non so nemmeno io dove son scappati gli ultimi 108 mesi ma son contenta di averli lasciati tutti andare a cuor leggero. Che la nostalgia mi ha accompagnata per tanto tempo, perché le strade famigliari son sempre quelle con la luce un po' più calda; ma a star sempre con il naso su alle stelle capita di inciampare ogni tanto e di scoprire che cambiar panorama non fa poi così paura.

Nove anni ed un sorriso.
Perché senza saperlo son iniziati il giorno del mio onomastico.
Era proprio scritto.
Tra le stelle.

Buon -non- compleanno, A chi non è come neve...

domenica 23 gennaio 2022

Quando resti nuda

C'è qualcosa di estremamente familiare, bello e terribile, nelle luci delle città lontane di notte.
Sarà che mi ricordano le stelle, sarà che mi ricordano di me.

È stato tutto così rapido che non ho avuto tempo di riflettere sul fatto che il 2021 sia stato, tutto sommato, un grandissimo anno.
Me ne sono resa conto, praticamente, aggiornando un mini stato di WhatsApp il giorno di Capodanno.

Son cambiata. Ci ho pensato per la prima volta due sere fa, seduta a gambe nude sul pavimento-quello non cambia mai. Non so come sia successo e perché, non me ne sono resa conto, non lo avevo programmato e nemmeno aspettavo che succedesse.

Forse è solo crescere, non lo so bene.

Ma son cambiata. Sempre uguale, s'intende, ma diversa.

Perennemente alla ricerca del conflitto, dentro e fuori, però più risoluta. Meno in bilico.
Sarà che il lavoro stabile e davvero mio mi ha resa più indipendente ed impegnata.
Sarà che da quasi un anno, ormai, non sono più ferma all'unica paura che per troppo tempo mi aveva condizionata.
Sarà che ho smesso di auto-sabotarmi più o meno inconsciamente.
Sarà che la ragazzina piena di tagli sull'esistenza ha lasciato il posto ad un'adulta con dei piani che, poco a poco, stanno prendendo forma davvero.
O sarà che ho iniziato una nuova agenda, tutta diversa dal solito, e si sa... Le pagine bianche sono sempre un buon modo di guardarsi dentro.

Qualsiasi sia il "sarà" giusto, comunque, mi sento diversa davvero.
La bambina che correva a chiudersi in bagno per asciugarsi le lacrime è un ricordo che adesso mi fa sorridere.
Così come mi fa sorridere quella sensazione ormai lontana di sentirsi troppo piccola anche di fronte a situazioni estremamente su misura.
Che di errori ne commetto tanti ancora, forse quasi ogni giorno, ma li disegno meglio, li colleziono con più cura, non li butto alla rinfusa dentro le pagine dei libri ingialliti aspettando di pentirmene.
 
D'altronde, cosa ci si doveva aspettare da una che ci ha messo 28 anni per scoprire che la felicità può avere anche la forma di un gatto nero -di due, per la precisione-.

Al mio primo post del mio nuovo anno.

A chi non è come neve...

domenica 26 dicembre 2021

Per tutti i giorni in cui vorrai dormire

Del perché sono di nuovo sparita e del perché non riesco a smettere di tornare.
Di quello che è successo alla mia vita negli ultimi mesi e di quello che probabilmente succederà.

Avevo promesso e non ho mantenuto. Sarei voluta ritornare assiduamente tra queste pagine ed invece ho finito per abbandonare anche quelle della mia agendina, per la prima volta dopo anni.
Eppure, il richiamo è sempre forte, anche quando manca il tempo, anche quando manca l’energia. Ed ultimamente mi sono mancati come l’aria entrambi.

Ho passato l’ultimo mese e mezzo circa dormendo su un divano con una mini-creatura in braccio. Perché si dà il caso che sia diventata di nuovo zia -ed intendo proprio di nuovo oltre all’ultima volta pochi mesi fa- e, di nuovo, causa cognato con lavoro fuori città, mi sono offerta di votare il mio già poco tempo libero a questa nuova stellina piombata nella mia famiglia.
Perché la sorella maggiore non tanto era convinta di dividere il lettone con questa semi-sconosciuta e non me la sentivo di lasciare la neo-mamma in balia di queste due scalmanate.
Così, tornata dal lavoro, quattro volte a settimana ho abbandonato il mio lettino (e delle ore di sonno decenti) per adempiere al mio dovere di zia dell’anno.

Ristabiliti gli equilibri fraterni, ho preso coscienza del fatto che, se voglio davvero fare un balzo in avanti nella crescita professionale, dovrò per forza rimettermi sui libri in misura costante e paziente e così la parte baby sitter post lavoro, è stata sostituita da uno studio intenso e più o meno proficuo.
Studio che per ora perdura nonostante, davvero, dopo una giornata tra scritture contabili e bilanci, tutto vorrei meno che dover imparare nuove nozioni a memoria.

Ho guardato con mani tremanti e cuore impazzito l’ultimo giro di Abu Dhabi che ha visto trionfare il mio arancione preferito.
Al di là delle polemiche sterili, degli haters e di tutto quello che volete metterci, è stato il trionfo del talento, del karma e dell’aggressività. Tutto quello per cui mi sono innamorata della F1, insomma.
You had not the rub of the green!

Continuo a scoprire ogni giorno, con sorpresa, di essere innamorata della persona di cui al post precedente.
Sorpresa non perché costui non dovrebbe meritare il mio sentimento, quanto perché si è trattata di una cosa inaspettata; molto più perché parliamo di qualcuno che nella mia vita c’era entrato anni fa in modo del tutto innocente e che, durante il tragitto, avevo casualmente perso per poi ritrovarmi altrettanto casualmente ancora sulla via del destino.
Scopriamo ogni giorno di poter stare insieme nonostante caratteri uguali e diversi, che si mordono e si rincorrono senza sentire la necessità, mai, di scavalcarsi a vicenda. Ed anche quando, ogni tanto, l’equilibrio traballa, la voglia di essere felici insieme riporta tutto al proprio posto.
Che ho scoperto si può stare con qualcuno accettando anche le cose che non sono come mi sarei aspettata.
Che ho aperto il cuore alle differenze, alle imperfezioni, sentendomi finalmente a mio agio con le mie ma anche con quelle altrui.
Che non è più questione di meriti, punizioni, ricompense. Ma di affinità, dialogo, apertura.

E così sono arrivata alla fine di questo 2021 in cui avrò letto poco, scritto meno del previsto ma in cui ho avuto modo di collezionare tanto di più ma mai abbastanza.
Allora non farò promesse questa volta, né liste dei buoni propositi.
Semplicemente, cercherò di coltivare nelle mie giornate piene, pigre, svogliate, veloci, la voglia di tornare. Fosse anche a piccoli passi.

Buone feste,
A chi non è come neve…

lunedì 8 novembre 2021

Fiori del male

Non è vero che non voglio più scrivere.
Nob è vero che non ho più nulla da dire.
La verità è che ho accumulato felicità ed ho avuto paura di dirlo ad alta voce.

Di dirlo proprio qui.

Mi sono innamorata.

Non volevo farlo.
Dicono tutti così quelli che poi si innamorano.
Ma io non volevo davvero.

Ho fatto quel che ho potuto per difendermi. Per mesi ho tenuto su il mio muro, quello che avevo costruito con cura dopo l'ultima volta.
Un mattone dopo l'altro era venuto su un capolavoro. 
"no, il caffè non lo bevo, scusa" 
"a lavoro faccio tardi tutti i giorni, voglio solo dormire" 
"questo fine settimana c'è la gara" 
"vado dai miei nipotini più tardi, non posso" 
"è di nuovo zona rossa, non rischiamo". 

Ci avevo creduto anch'io, alle mie carte scoperte. 
Non sono pronta. I miei fantasmi non lo sono. 
Voglio star da sola. I miei fantasmi vogliono starci. 

Ci ero quasi riuscita. 
Non sono la persona giusta per te. 
Non sei la persona giusta per me. 
Non sono quel che sembro, trova di meglio. 
Mi odierai. 
Mi odio già. 

Ho resistito per mesi a tutti gli attacchi, senza capire bene chi dovesse essere la preda e chi il predatore. Vittima e carnefice sotto un'unica pelle. 
"facciamo colazione insieme stamattina?"
"voglio vederti"
"sono qui al bar accanto"
"ti vengo a portare la pizza?"
"già lo so che questa estate farò avanti e indietro per te..." 

Ci ero quasi riuscita. 
Che egoista. 
Non voglio farti male. Te ne ho fatto tutto il tempo. 
La chiudiamo qui, che dici?

Ciao Paolina, buona vita...

Però che fai sveglia a quest'ora? 
Mi sei mancato. 
Ti ho aspettata. 

Li vuoi vedere i miei fantasmi? Forse se sbirci piano, piano non avrai paura. 
Io ne ho. 
Io no, ti sento Paolina. 
Andiamo al cinema, io da sola e tu però con me. 

Mi sono innamorata, non volevo farlo. 
Dicono tutti così quelli che poi si innamorano. 
Mi sono innamorata disperatamente. 
Con le mani unte della mia pizza preferita e due uova di cioccolato sui sedili. 
Mi sono innamorata ad occhi aperti. 
Con l'odore del fumo che odio e la barba lunga tra le dita. 
Mi sono innamorata in silenzio. 
Con il terrore di chi cammina senza saper dove andare ma che sente a tutti i costi di dover partire. 

Ti sento. 
Ti sento anch'io. 
Non posso farci nulla. Non voglio farci nulla. Non devo farci nulla. 
Ti sento. 

Quasi, quasi. 

A chi non è come neve... 

lunedì 27 settembre 2021

Una nave in fondo al mare

 Se riuscissi a diventare specchio, forse mi guarderei con altri occhi.

Se riuscissi a diventare acqua, forse imparerei a nuotare.

Se riuscissi a diventare mare, forse non avrei paura di annegare. 

Se riuscissi a diventare cielo, forse non avrei bisogno di delle stelle. 

Se riuscissi a diventare fango, forse mi saprei sporcare. 

Se riuscissi a diventare buio, forse ti saprei spiegare. 

Se volessi diventare sole, forse ti saprei mostrare.

Ho l'umore perennemente in tempesta, mi inquieta ogni singola incrinatura dei miei pensieri. Rincorro incubi che mi impongo e ricaccio lacrime disperse come oasi nel deserto. Mi ero ripromessa di non cascarci più ma poi mi son ricordata che chi nasce scorpione non può morire rana. 

E chi l'ha detto che il tuo posto sia necessariamente dall'altra parte della riva? 

Se riuscissi a diventare specchio, forse non avrei bisogno di guardare.


Buon pomeriggio, a chi non è come neve... 

giovedì 9 settembre 2021

Un assolo di chitarra

Ci è voluto un pochino di tempo perché io venissi a prendermi.

Le mie ferie estive sono state le ferie meno ferie della storia delle ferie estive.
A parte il caldo atroce che, come anticipato, mi aveva appesantito l'anima già a Giugno, sono stata piacevolmente impegnata a fare da vice-mamma alla neonata e pre-annunciata Ludovica.

Mia nipote è nata, dopo un inaspettato parto cesareo -ché ha deciso di non girarsi e la sua scelta l'ha portata avanti fino alla fine, (brava amore della zia, poi di sta cosa ne riparliamo a tempo debito)- esattamente il giorno del compleanno di sua mamma, facendole il regalo sicuramente più bello della terra -ché le cose o si fanno in grande o non si fanno (segna anche questo, amore della zia, tra le cose da discutere quando sarai più grandicella).
Ed io, per ragioni logistiche che non sto qui a spiegarvi, ho passato quasi un mese a casa sua, meritandomi, si spera, almeno la nomina al concorso delle zie migliori del mondo.

E' stata decisamente l'esperienza più stancante, terrificante e stupenda della mia vita fino ad ora.
Mi sono sentita terrorizzata come una bambina il primo giorno di scuola; avevo paura di non essere d'aiuto a mia sorella, di non essere utile ad uno scricciolo di bambina -che, per la cronaca, è praticamente una bomboniera in miniatura- e di non saper regolare la stanchezza, dal momento che venivo già da notti insonni e giorni un pochino così.

Invece, una volta vista quella nana spelacchiata, tutte le paure, le insicurezze ed i dubbi si sono sciolti come burro al sole.
Ho re-imparato a tenerla in braccio, facendo attenzione alla testolina, alle manine morbide, ai piedini scalcianti; perché quando sei abituato ai bambini ormai cresciuti sembra quasi che quei momenti in cui sono così fragili, così piccoli, siano chissà quanto lontani, magari mai esistiti.
Ho passato notti sveglia insieme a lei ed alla sua mamma a cullarla tra pianti, pannolini e poppate andate a vuoto; ho sonnecchiato pomeriggi sul divano con un occhio sempre vigile perché il primo mini-infarto dovuto al rigurgito del latte durante il suo sonno in culla ci è bastato da lezione; ma ho anche lavato piatti, passato aspirapolveri ed intrattenuto i fratellini più grandi perché anche solo alleggerire mia sorella da piccoli impegni quotidiani ha significato tanto per me.

E' stato così bello, così intenso, così nuovo che quando è arrivato il momento di tornare a lavoro mi sono sentita malinconica e triste, come quando si prepara la valigia prima di un viaggio importantissimo.
Ma d'altronde è questo quello che fanno le zie, le sorelle che ambiscono ad essere le migliori del mondo, arrivano quando serve e vanno via quando serve.

Che tanto la scricciola è ad un passo da me;
Che tanto, come tutti gli altri nani della mia famiglia, me li porto nel cuore ovunque vada;
Che tanto, il test è superato.

Ci è voluto tempo, ma sono tornata a prendermi.
Ho bisogno di restare, adesso.

Una buona serata, a chi non è come neve...

sabato 3 luglio 2021

Che gusto c'è?

Io vi ammiro veramente tantissimo, voi che avete la costanza di aggiornare con amore il vostro blog anche con questo caldo infernale.
Io, in questo periodo, ho l'energia vitale di un soprammobile rotto e vorrei solamente stare ferma, zitta e muta dentro una stanza fatta interamente di ghiaccio.
Purtroppo o per fortuna, però, questo non mi è possibile e quindi vado avanti con la mia vita nel mezzo di un'estate che, almeno qui in Calabria, sta raggiungendo delle temperature a dir poco infernali.
(Si, ok, ho la tendenza ad estremizzare la mia sofferenza non appena il termometro va sopra i 25 gradi ma cosa ci posso fare se mi hanno programmata così?).

Mi sono abituata all'idea di Paola libera della propria fobia e ormai non ci penso più, anche se ci è voluto un pochino di tempo.
Mi sto invece ancora abituando all'idea di vivere insieme a due gatti i quali, per la cronaca, proprio adesso, si stanno divertendo a saltarmi sul pc cercando di afferrarmi le dita. Che, per essere una tipa da cani, non hanno proprio di che lamentarsi, considerando che stanotte pur di non svegliarli mi sono messa nell'altro letto a dormire lasciando il mio a loro.
Ho pure scelto per loro due nomi formidabili, ma cosa dovrebbero desiderare di più? Max e Daniel e la scuderia è pronta a vincere.

A parte queste parentesi poco coinvolgenti, la mia vita scorre esattamente come l'abbiamo lasciata un mese fa, e forse anche per questo faccio fatica a scrivere.
Quando sono molto felice tendo a perdere un pochino di ispirazione e visto che di gioia, ultimamente, sono proprio circondata...
Poco dopo aver programmato il post in cui annunciavo che ad Agosto diventerò zia di nuovo, abbiamo scoperto che i pargoli in arrivo saranno due: a Novembre, infatti, la non ancora venuta al mondo Briciola avrà già la compagnia della non ancora venuta al mondo cuginetta Anguria.
In sostanza, quindi, i miei due nipotini maschi si troveranno a combattere con quattro agguerrite principesse perlopiù pannolino-munite. Noi sorelle stiamo già preparando ring e popcorn, giusto perché siamo adulte responsabili e per bene. A breve vi faremo avere le quote per le scommesse.

Infine, a lavoro tutto procede abbastanza bene. Siamo nel pieno della fase dichiarativa ed anche se ancora c'è molto tempo noi giochiamo d'anticipo.
I libri per l'esame mi guardano inclementi dalla mensola ma io faccio finta di niente come se la coscienza sporca non fosse la mia. Con questo caldo non è umano pensare di fare qualcosa, inutile che cerchiate di convincermi dall'alto della vostra energia.
Ci si rivede a Settembre responsabilità.

Con voi, se tutto va bene, anche un po' prima.

Buon caldo, a chi non è come neve...